Primo test – auto a metano

Nuova Seat Leon TGI: con la FR scordatevi il metano che (non) dava una mano [pieno €15 e guida briosa]

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Arriva su Listino prezzi Seat Italia la nuova Leon '21 a metano (monofuel) con 130CV e 600 km di autonomia combinata in “gran convenienza”. Buona auto e buona resa, oggettive: moderna senza elettrificazione, con i soli limiti del rifornimento, decrescenti

La Seat Leon, auto anagraficamente figlia della pandemia, a un anno circa dal debutto diventa anche TGI, ovvero con alimentazione monofuel a metano. Una scelta abbastanza singolare e parimenti bella da scoprire, per chi non la conosceva: con i 130 cavalli da un motore 1.5 a ciclo Miller abbinato a tre bombole con 17,3 kg di capienza.

Permettono più che buone prestazioni, in ecologia ed economia pur senza spina e sistemi elettrificati. Il prezzo poi "è giusto" si potrebbe dire a conti fatti. Non solo per i 15 euro circa di “un pieno” ma per l’offerta messa sul piatto da Seat per il mercato nostrano, di quest’auto segmento C giovane, prestante e dotata appunto “il giusto”.

Un’auto che si sceglie per l’alimentazione ma indubbiamente di valido rapporto tra i suoi contenuti, anche ecologici e l’esborso. Dalla sua Seat Leon anche le cinque stelle per la sicurezza EuroNCAP e il fatto che è delle pochissime native a metano, senza rinunce di spazi o altri compromessi.

Dal vivo: com’è fuori

Esternamente la Seat Leon TGI a metano non si connota per qualcosa di particolare, logo a parte, rispetto alle sorelle di fresca gamma nate nel 2020. Quindi uno stile forte e molto apprezzato dalla clientela giovanile del marchio spagnolo (poco più che over30 di media) con poche differenze.

Nel nostro caso il modello in prova e in foto, FR, è quello più sportiveggiante e ricco nei 4,37 metri d’ingombro. Con alcuni profili, lo scarico (doppio) e i cerchi (da 18’’) dedicati.

Dal vivo: com'è dentro

Anche negli interni medesima cosa: Leon 2021 a metano non si differenzia dalle sorelle, per cui rimandiamo a quanto già scritto su queste pagine (link) rimarcando solo quel buon impatto tecnologico, di un ambiente giusto (aggettivo che quadra sempre per Leon) negli spazi, specialmente davanti. Abitacolo senza eccessi di ricchezza, ma pulito e forte di un Digital cockpit incluso su tutta la gamma, oltre che di un touch per Infotainment su dieci pollici.

Qui gli smartphone si collegano wireless, i servizi di Connect App (e-SIM integrata) sono tanti e i comandi sono anche vocali (hola-hola). Proprio nel cockpit ci sono più indicatori carburante: non solo quello della benzina ma quello del CNG, ovvero il metano. Sono 17,3 i chili nelle tre bombole, poste nella parte inferiore del retro vettura (a ridosso dell’asse, due in composito, una in acciaio). Il vano bagagli resta sempre degno, anche se invero un po’ cala: da 300 litri. Mentre occorre tenere d’occhio l’odometro se si decide di procedere con la poca benzina: questo serbatoio anche segnando il pieno è ridotto: 9 litri.

Al volante del Turbo metano

Usare la Seat Leon TGI con cambio DSG 7 è gratificante, specie nel momento in cui ci si rende conto che oggi guidarla è ben oltre il vecchio messaggio storico. “Ti da una mano” si diceva un tempo del metano, più di quanto lo potesse fare poi come carburante di un’auto, invero. Oggi salire sulla Leon TGI ha in primis meno vincoli, per merito della grande diffusione dei punti rifornimento: in Italia sono quasi 1.600, di cui quasi 200 aggiunti nell'ultimo anno con la disponibilità di molti h24 e la grande novità del self-service. Il fai-da-te un tempo non era permesso ed è curioso notare che proprio il video “da apprendere” per avere la licenza di fare metano in autonomia, vede protagonista la Seat Leon TGI.

Quando si è al volante le reazioni del motore sono analoghe a quanto già noto per un TSI benzina del gruppo VAG, che declina dalla nascita questo motore al metano rendendolo “precisamente TGI”. Dal 1.5 escono 130CV e 200 Nm di coppia fino a 4000 giri (poco meno che dal fratello TSI) sono ideali per la massa di 1.382 Kg di Leon (anche qui: poco diversa dal benzina).

Un binomio non da gara, certo, ma adatto a ogni utilizzo con consumi economicamente bassi. Talmente bassi, da fare invidia ad alcune ibride full. Merito del motore nativo CNG e della tassazione. Non a caso Seat ha proposto un parallelo con il più noto degli HEV nel segmento, dimostrando come in certe condizioni, per fare 100 Km si spendono solo € 4 con la Leon TGI contro gli 8 dell' elettrificata giapponese. Nel nostro caso siamo stati molto ben impressionati anche dagli ADAS, tra cui l'assistenza attiva (ACC predittivo) con Start e Stop sia in autostrada sia in città (Trafic Jam) e poi controllo della retromarcia (Exit assist). Ma è ancora una volta il metano conteggiato, che valorizza chi guida quest'auto.

Perché se le prestazioni sono similari agli altri carburanti, realmente i consumi si sono dimostrati bassi. Addirittura un valore inferiore a quanto indicato dalla casa: poco oltre i 4 m3/100 Km contro i 6 -6.6 dati nel combinato WLPT (un Kg di metano costa oggi meno di un euro). La Seat Leon in allestimento FR offre anche delle sospensioni ritoccate quel poco da permettere una guida davvero precisa e pulita, anche a velocità più sostenute di quelle da codice, dove si possa, sfruttando la buona reattività del cambio DSG 7.

Se diverte il 1.5 che è turbo ma anche corsa lunga, quindi “gira” volentieri facendosi udire in alto (oltre i 6.000) impressionante per come sicura è la frenata. E la massa aggiunta da quelle tre bombole? Non si percepisce minimamente, almeno viaggiando soli e scarichi come nel nostro breve test. La velocità massima è di 203 Km/h, mentre lo 0-100 Km/h si esegue sotto i 10 secondi. 

In ottica di viaggio e di certi usi, è rilevante anche il fatto che presentarsi con una Leon TGI ha meno limiti di altre vetture con doppia alimentazione, come il GPL (bandito da certi parcheggi sotterranei o trasporti navali). A proposito, l’autonomia a metano è fino a 440 Km, che sommati a quanto offre la poca ma utile benzina, arrivano circa a quota 600 Km.

Il motore TGI 1.5 VW
Il motore TGI 1.5 VW

Sul mercato (senza rivali)

Seat Leon TGI 2021 (KL1 ma anche KL8, wagon) è già disponibile nelle concessionarie e viene proposta a un prezzo conveniente, rispetto a qualunque altro alimentazione alternativa. Anche perché l'impianto, come detto, non implica sistemi più molto complessi, onerosi e nemmeno particolari sono poi i costi di manutenzione. Salvo le dovute certificazioni delle bombole, nel corso degli anni. Ma da subito si spende “la metà” circa per il carburante.

Un listino prezzi da 25.650 (ovvero 700 euro in più del normale 1.5 TSI e uguale a una Leon 1.0 eTSI con DSG) ma che “realmente” grazie agli sconti della Casa parte da € 20.400, in allestimento base (Style). Da valutare, seriamente, la versione Business che è quella più vantaggiosa, nel mezzo, se non la sportiva FR, che quota comunque 23.000. Ci sono poi le opzioni di acquisto “Senza pensieri” che rimandano nel tempo la decisione assoluta, avendo tutto (davvero) incluso da 159 euro mese.

Di rivali ne ha tante Leon, nel proprio segmento, ma quasi nessuna nella medesima variante di alimentazione con progetto appena nato e che forse, per qualcuno, è davvero un peccato non avere. Per non dire che faccia piangere la cosa, i nazionalisti (se pensate alla tradizione e la ricerca tricolori, con certi marchi sportivi italiani amati ma battuti 10-0 oggi, dal piacere di guida offerto su questa dinamica eco-vettura spagnola).

Zero rincorsa all’elettrificazione ma un’alternativa che “rende” in molti sensi (incluso quello ambientale, con il biometano) al netto dei limiti di punto rifornimento. Per chi possa, geograficamente e nei percorsi, si risparmia anche in bollo e accessi ZTL, secondo la residenza, godendo di vantaggi derivanti dall’omologazione monofuel. Non a caso proprio sulla variante e metano di Leon, la Casa spagnola punta forte con un target almeno 30%, nei volumi sul mercato nostrano 2021. 

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