Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
In Cina il concetto di "ispirazione" ha da tempo superato la fase del goffo "copia e incolla". Oggi, quando un colosso asiatico decide di sfidare un'icona del Made in Italy, non si limita a fotografare la vettura da emulare: va a prendersi direttamente gli uomini che quell'icona l'hanno vista nascere sulla carta millimentrata.
È la storia della Luxeed RX, il nuovo SUV-Coupé elettrico nato dall'alleanza tra il costruttore Chery e il gigante hi-tech Huawei (sotto l'ombrello del consorzio HIMA). A guardarla di tre quarti o nel profilo laterale, il pensiero corre immediatamente alla Ferrari Purosangue. Ma a spiegare questa clamorosa somiglianza non c'è una semplice mossa di plagio, bensì la firma del designer: a tracciare le linee della RX è stato infatti Werner Gruber, matita d'eccezione cresciuta in Pininfarina e con un passato da senior exterior designer a Maranello, dove ha lavorato a capolavori del calibro di LaFerrari, FXX-K e Portofino.
Che l'obiettivo stilistico fosse replicare la presenza su strada dell'esclusivo quattro porte emiliano lo confermano freddamente le schede tecniche. La Luxeed RX si presenta con una lunghezza di 5.020 mm, una larghezza di 2.007 mm e un passo di ben 3.000 mm. Ma è l'altezza a rivelare il vero "DNA Purosangue": appena 1.585 mm nella sua configurazione più bassa. Per fare un confronto immediato, la Ferrari Purosangue misura 4.973 mm di lunghezza, 2.028 mm di larghezza ed è alta 1,589 mm su un passo di 3.018 mm.
Siamo di fronte a dimensioni praticamente sovrapponibili: una silhouette muscolosa, filante, schiacciata a terra e lontanissima dai volumi squadrati e sgraziati dei classici SUV. In sintesi, la ricetta estetica di Maranello, riletta in chiave elettrica e prodotta ad Anhui.
Sotto una veste che sa tanto di "Purosangue alla spina", i cinesi non hanno lesinato sulla tecnologia di bordo e sulla meccanica. La versione a trazione integrale adotta il sistema di propulsione di nuova generazione DriveOne firmato Huawei, in grado di erogare complessivamente 437 kW (586 cavalli) grazie al lavoro combinato di un motore anteriore da 160 kW e uno posteriore da 277 kW.
L'architettura centralizzata promette tempi di risposta della coppia del motore inferiori al millisecondo e per i momenti in cui la guida si fa calda, sul volante sagomato a D spunta un tasto fisico "Boost": una volta premuto, l'elettronica rilascia temporaneamente un extra del 10% di coppia scaricata a terra.
A stupire (e far discutere) sono però i dati relativi alla dinamica di guida. I vertici del marchio hanno dichiarato che la vettura ha superato un test di evitamento ostacolo ad una velocità di oltre 250 km/h su un circuito ovale sopraelevato, registrando accelerazioni laterali prossime a 1G. Un risultato ottenuto grazie a sospensioni pneumatiche a doppia camera abbinate ad ammortizzatori a controllo continuo, un raffinato schema meccanico a doppio quadrilatero anteriore e multilink posteriore a 5 bracci, e un Impianto frenante ad alte prestazioni con pinze fisse anteriori a sei pistoncini.
Mentre a Maranello la Purosangue resta un oggetto per pochissimi eletti con liste d'attesa chilometriche e un prezzo che supera abbondantemente i 380.000 euro, Chery e Huawei aprono i pre-ordini della Luxeed RX in Cina posizionandola nel segmento dei crossover sportivi ad altissima tecnologia, per sfidare rivali interne come la Xiaomi YU7 e la Voyah Passion S.
L'autonomia dichiarata (grazie a batterie fornite da CATL fino a 100 kWh) tocca quota di 852 km nel ciclo di omologazione cinese CLTC. Non ci si trova di fronte soltanto all'ennesimo modello cinese d'assalto, ma alla dimostrazione di come Pechino sappia "occidentalizzare" le proprie vetture prendendo il meglio del design europeo, condendolo con prestazioni da super-car e una dotazione software proprietaria che da questa parte del mondo ci sogniamo. Resta da capire se i clienti cinesi apprezzeranno questa Purosangue "democratica" o se preferiranno continuare a sognare l'originale col Cavallino sul cofano.