Strade da sogno
Strade da sogno, il Sellaronda
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Strade da sogno, il Sellaronda

di Nico Cereghini
Strade da Sogno è la nuova rubrica dedicata ai chilometri e alle curve che tutti gli amanti della guida dovrebbero percorrere almeno una volta nella vita. Per la prima puntata, abbiamo portato una Mazda MX-5 e una Yamaha MT-09, sulle strade del Sellaronda
29 giugno 2018

Le strade del Sellaronda sono conosciute in tutto il mondo come il Giro dei Quattro Passi. E’ un anello spettacolare intorno alle torri rocciose del gruppo dolomitico del Sella, che si percorre valicando il passo Gardena, il passo Sella, il passo del Pordoi (2.240 metri, il più alto di tutti) e quello di Campolongo. Scendendo di quota si toccano le quattro valli: l’Alta Badia, la Gardena, la val di Fassa e di Livinallongo. D’inverno è un giro turistico unico al mondo, che si può fare sulla neve senza mai sganciare gli sci dai piedi. Nella bella stagione è il percorso asfaltato più entusiasmante che io conosca: chi ama guidare la moto o l’auto, e anche chi ama pedalare in bici, trova qui una strada meravigliosa. In mezzo a montagne così speciali da essere diventate patrimonio dell’umanità.

Strade da Sogno. Chilometri e curve che tutti gli appassionati dovrebbero fare almeno una volta nella vita. Quando mi hanno proposto di tornarci per girare un video particolare, ebbene ho accettato subito. Un’auto, una moto, emozioni a confronto. Al volante dell’auto il capo redattore e supertester di Automoto.it: Emiliano Perucca Orfei. Sulla Yamaha MT-09 il sottoscritto. Ci hanno raccomandato: ehi, naturalmente niente sfide, siamo su strade aperte! Ho risposto ok; sapevo che sempre sempre non avrei resistito alla voglia di darci un po’ di gas, ma allo stesso tempo amo quei luoghi e li rispetto: conosco quasi tutti i sentieri e i rifugi, anni e anni di camminate e di ciaspolate, non arrampico più ma se c’è da infilare le scarpe da trekking sono pronto. Al punto che non so decidere quale sia la mia passione più profonda, se quella del motociclista oppure quella dell’alpinista, e quando ci passo in moto guardo in alto e rimpiango di non essere sul Puez o sul Sassopiatto, e quando sono sulle vette guardo chi smanetta là sotto e vorrei essere lì tra loro.

Ma questi sono dilemmi personali che adesso interessano poco. Adesso siamo qui nel cuore delle Dolomiti per divertirci con le ruote sull’asfalto. L’auto mi sembra perfetta: Mazda MX-5, in allestimento 2.0L 160 CV Skyactiv-G 6MT Sport. Mi dicono che è la roadster più venduta al mondo, che ha la trazione posteriore e il differenziale autobloccante come le vere sportive; ed è leggerissima, soltanto 1.062 chilogrammi a secco. La mia MT-09, è una tre cilindri da 115 CV e 87 Nm di coppia massima; 170 chilogrammi a secco, guida rialzata e supermaneggevolezza.

Il meteo non è stato il più favorevole, ma ci è andata bene: le nuvole non hanno mai scaricato acqua e sono rimaste alte, le vette in bella vista. Su e giù sui quattro passi quasi senza soste. Accelera, frena, piega, riaccelera e la MX-5 rossa negli specchi retrovisori. Sempre in sicurezza, quasi sempre in totale relax; a giugno il traffico è ancora scarso e su queste strade c’è un’ottima visibilità in quasi tutte le curve. All’amico e collega Emiliano, via interfono, ho raccomandato di tornare qui al più presto per camminare: la val di Mezdì, il giro del Sassolungo, la via del Pan con la Marmolada in faccia…

 

Poco oltre la metà del giro, prima di salire sul Campolongo e poi scendere a Corvara per chiudere il cerchio, piuttosto sazio di pieghe ho sentito il desiderio di “far cambio”. Per reattività e scatto questa Mazda, lì alle mie spalle, mi pareva vicina alla moto. Emiliano è innamorato anche delle due ruote e ha accettato volentieri. E la cabrio si è confermata la quattro ruote più vicina al mio mondo e alle mie dinamiche di guida…

 

 

In collaborazione con
Nico Cereghini Nico Cereghini
Giornalista icona del mondo sportivo. Pilota, tester, soprattutto motociclista dentro. Collabora con Moto.it dal 2010.