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Tesla: arrivano le batterie senza cobalto

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Trattative in dirittura d’arrivo tra l’azienda di Elon Musk ed un costruttore cinese per la fornitura di batterie al LFP (al litio ferro fosfato)

Tesla: arrivano le batterie senza cobalto

Una promessa è una promessa, un impegno un impegno: se c’è un merito da riconoscere ad Elon Musk, è quello della coerenza.

Così non stupisce che oggi il patron di Tesla sia in procinto di annunciare di aver tenuto fede a quanto dichiarato nel 2018, quando si impegnò pubblicamente a ridurre il ricorso sulle proprie vetture al cobalto, materiale non solo molto costoso derivato dal coltan, ma soprattutto causa di molte polemiche visto che la sua estrazione avviene in miniere dove spesso lavorano operai ancora bambini.

Magari anche per darsi un’ulteriore impronta di attenzione sociale, Tesla sta discutendo con CATL (Contemporary Amperex Technology Co. Limited, una società cinese con sede nella città di Ninge, nella provincia del Fujian, fondata nel 2011 e specializzata nella produzione di batterie agli ioni di litio per autoveicoli elettrici e sistemi di accumulo di energia) per la fornitura di batterie prive di cobalto per le auto prodotte all'interno della Gigafactory 3 di Shangai.

Secondo quanto riporta la Reuters, le trattative tra le due società sarebbero in fase avanzata, anzi ormai praticamente alla stretta finale. 

Ricordiamo che solo pochi giorni fa si era appreso dell'accordo tra il costruttore americano, LG Chem e la stessa CATL per la fornitura di batterie per la fabbrica cinese.

Adesso si aggiunge un tassello più importante: CATL fornirebbe a Tesla batterie al LFP (litio ferro fosfato) al posto di quelle NCA (contenenti nichel-cobalto-alluminio), scelta dovuta soprattutto a motivazioni economiche, visto che il cobalto viene scambiato sui mercati a prezzi non solo elevati, ma anche estremamente volatili.

La quotazione aggiornata è di circa ai 33,5 dollari (31 euro) al chilo, rispetto ai circa 20 circa del litio, ma due anni fa ha toccato il valore record di 100 dollari, a causa dell'elevata domanda e della scarsa disponibilità.

Tesla punta a ridurre i costi di produzione delle sue auto in Cina e le soluzioni offerte da CATL con modelli privi di cobalto sono molto più convenienti di quelle con invece questo elemento.

Gli accumulatori NCA o NMC (al nickel-manganese-cobalto) di solito garantiscono migliore densità energetica e maggiore efficienza; ora però, grazie alla tecnologia  denominata cell-to-pack, CATL è riuscita a migliorare la densità delle sue batterie LFP, che diventano quindi vere alternative rispetto a quelle finora impiegate.

Tesla, infine, starebbe allestendo una linea di assemblaggio per celle all'interno della Gigafactory di Fremont, per ridurre la dipendenza dai produttori esterni.
 

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