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WEC: il duello texano secondo Dindo

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Il Mondiale Endurance torna a Austin, in Texas, al Circuit of the Americas. Audi qui ha sempre vinto finora, anzi l’America è da anni terra di conquista per la Casa degli Anelli. Come andrà a finire questa volta? Lo abbiamo chiesto a Dindo Capello, che con Audi ha vinto tutto…

WEC: il duello texano secondo Dindo

Questo weekend a Austin ci sono tutti i presupposti per assistere a un grande duello tra Porsche e Audi. Da una parte, i vincitori della 24 Ore di Le Mans anche nell’ultimo round in Germania hanno dimostrato una grande prova di forza: Dumas, Jani e Lieb sono arrivati secondi e, nonostante un problema causato da un sensore difettoso del motore e le relative penalizzazioni con tre stop and go, hanno recuperato più di tre minuti e hanno avuto la meglio sulle due Audi, mettendo a segno la seconda doppietta consecutiva per le 919 Hybrid. 

 

Audi però, da quando il WEC corre in Nord America, ha sempre vinto: nel 2012 sul leggendario circuito di Sebring con una bella doppietta e poi nelle ultime due stagioni qui sul tracciato texano. Senza dimenticare che negli ultimi 15 anni con i propri prototipi ha raccolto oltre 70 successi in terra americana, e molte di queste affermazioni portano la firma del grande Rinaldo Capello.

 

Dindo, come tutti lo conoscono nel mondo delle corse, è un pilota straordinario: nel suo palmares ci sono ben tre vittorie alla 24 Ore di Le Mans (2003, 2004, 2008), due titoli conquistati nell’American Le Mans Series (con l’indimenticabile R8 e la prima storica “belva” a gasolio, la R10 TDI) e tanti altri successi prestigiosi. Ha vinto tanto oltreoceano con la Casa degli Anelli, compresa proprio la 12 ore di Sebring di tre anni fa. 

 

Tutti si aspettano un grande duello tra voi e le Porsche e un maggiore equilibrio in questa gara...

«Sì, credo che Austin dovrebbe essere una delle piste che più si adatta alle caratteristiche della nostra macchina. Qui l’aerodinamica è molto importante e quindi può sopperire un po’ alla mancanza di potenza rispetto alle Porsche. Perché loro hanno dimostrato, dopo Le Mans, che con il nuovo pacchetto aerodinamico la 919 Hybrid è molto competitiva anche da quel punto di vista. Però su questo tracciato l‘anno scorso abbiamo visto una delle poche gare in cui siamo riusciti ad essere più veloci degli avversari e quindi è forse la pista che più di tutte le altre del campionato si addice alle caratteristiche della R18. Quindi siamo fiduciosi di poter lottare per la vittoria fino alla fine e magari di poter portare finalmente a casa un successo, perché ci vorrebbe, sai, quest’anno stanno cominciando a farsi sentire le prime “crisi d’astinenza”: i piloti, i tecnici, l’intera squadra…sono affamati!». 

dindo capello audi (1)
Dindo Capello ha vinto con Audi tutto quello che si può vincere nell'endurance: tre volte la 24h di Le Mans, la 12h di Sebring e due titoli ALMS. Adesso corre per la Casa dei Quattro Anelli nel Campionato Italiano GT

 

Comunque tu qui in America per anni hai vinto e stravinto, nell’American Le Mans Series, e poi nel passato più recente avevi contribuito al successo alla 12 Ore di Sebring nel primo anno del WEC, quindi qui avete tanti tifosi che si aspettano molto da voi. Ma è vero ciò che si dice in merito alle difficoltà che avete avuto con il pacchetto ad alto carico aerodinamico e che forse potreste tornare a un tipo più vicino a quello di Le Mans?

«Sì, un po’ di verità c’è anche se tutti i piloti qui a Austin preferiscono proprio il pacchetto ad alto carico, quello di “high downforce”. Comunque solo le prime prove ci faranno capire meglio come stanno le cose, fra qualche ora parteciperò al briefing tecnico e vedremo, ma probabilmente i due prototipi partiranno con due configurazioni diverse per fare un confronto in pista. Perché oggi si arriva sui campi di gara con delle soluzioni teoriche, nel senso che nascono da studi fatti “a tavolino”: molte volte funzionano però ci sono casi in cui il tracciato ti fornisce un risultato che non è proprio quello che ti aveva dato il computer a casa. Insomma si arriva preparatissimi, con delle simulazioni fatte, molto veritiere, ma il circuito rimane sempre il miglior banco di prova. E quello che dice la pista non si può discutere». 

 

Qui il fattore gomme potrebbe giocare di nuovo a favore di Audi: per Qualifiche e Gara potrete utilizzare 6 set di pneumatici slick, come a Silverstone e Spa; le  Porsche di solito optano per un doppio stint e usano anche il set utilizzato in qualifica. Le Audi sono sempre state, diciamo, più “gentili” con i loro pneumatici rispetto alle 919, quindi possiamo aspettarci una corsa più serrata, una lunga battaglia?

«Sì, soprattutto con le alte temperature che ci aspettiamo in questi giorni, quelle sono proprio le condizioni che noi prediligiamo quindi le caratteristiche tecniche del circuito, le temperature elevate dell’asfalto e dell’aria dovrebbero darci una grossa mano per ciò che riguarda l’usura della gomma. Comunque ti ripeto, dopo Le Mans, la Porsche ha lavorato veramente bene e credo che ormai la loro vettura sia competitiva da tutti i punti di vista. Sono veramente molto ben preparati e credo sarà una dura battaglia!». 

 

E della crisi di Toyota, cosa ne pensi?

«Credimi, mi dispiace molto per Toyota perché l’anno scorso avevano dimostrato di aver realizzato una grandissima macchina e proprio ieri parlavo con Sarrazin che mi diceva: noi siamo rimasti sorpresi perché abbiamo migliorato di due secondi rispetto ai tempi dell’anno scorso ma Porsche e Audi hanno migliorato di almeno quattro, quindi è stata veramente una brutta sorpresa. Però l’ho sentito tanto, tanto fiducioso per ciò che riguarda il 2016. Sono certo che hanno messo in cantiere qualcosa di molto, molto competitivo». 

Su questo tracciato l‘anno scorso abbiamo visto una delle poche gare in cui siamo riusciti ad essere più veloci degli avversari e quindi è forse la pista che più di tutte le altre del campionato si addice alle caratteristiche della R18. Quindi siamo fiduciosi di poter lottare per la vittoria

 

Certo, loro ormai hanno bloccato lo sviluppo dell’attuale prototipo e ora stanno valutando per quali soluzioni tecniche optare. Forse l’anno prossimo potranno tornare a giocarsela ad armi pari.

«Guarda, secondo me una cosa molto importante anche per il pubblico, per gli appassionati, è capire quanto veloce oggi vada lo sviluppo di una categoria come questa, dove anche chi l’anno scorso era imbattibile, con un gap importante sugli avversari, si ritrova l’anno dopo con la vettura più lenta del lotto. Basta fermarsi un attimo o semplicemente non poter disporre dello stesso budget delle altre Case e perdi la competitività in modo repentino. Questo per fare capire quanto sia importante lo sviluppo in una categoria del genere che vista dall’esterno, per i non appassionatissimi, diventa magari un po’ difficile da capire e giudicare, invece per noi addetti ai lavori è veramente incredibile come vada veloce lo sviluppo di queste vetture e ciò che i tecnici riescono ad ottenere nonostante i regolamenti cerchino di rallentare sempre di più questi prototipi. Devo dire che Audi e Porsche durante l’inverno hanno fatto un lavoro eccezionale». 

 

Austin è una pista di quelle moderne, disegnata da Tilke, però direi che è una di quelle belle da guidare, no?

«Questa è proprio bellissima, rispetto ad altri circuiti che, ti dico la verità, mi hanno veramente deluso. Sai, il primo anno che ho cominciato a fare questa attività di “uomo Audi” ho iniziato a fare questi giri dimostrativi portando in pista clienti o giornalisti e mi ricordo che su alcune piste come quella cinese o in Bahrain, mi sembrava di essere sempre sullo stesso tracciato, con le curve che sono tutte uguali, con layout molto simili, quindi davvero poco affascinanti… Invece Austin è un circuito moderno ma vecchio stile che dà gusto al pilota, ai tecnici, uno di quelli dove conta veramente la guida, dove conta la vettura, diciamo una “piccola Spa americana”».

 

Tu che hai vinto tanto qui in America su circuiti leggendari, se dovessi consigliare all’organizzazione del WEC un circuito da mettere nel proprio calendario, fra quelli che ti piacciono e ti sono rimasti nel cuore?

«Beh, come tipologia di circuito direi Elkhart Lake, meglio noto come Road America, forse è il più bello, potremmo veramente paragonarlo a Spa come tipo di tracciato, perché è stupendo, è molto impegnativo, con ogni tipo di curva: veloce, lenta…dove il pilota può fare veramente la differenza. Invece dal punto di vista del pubblico e della passione non avere Sebring o Petit Le Mans come gare del calendario è una pecca imperdonabile, perché l’anno scorso e anche due anni fa qui a Austin non è che il pubblico abbia risposto in modo entusiasmante all’arrivo del Mondiale Endurance…invece là in quei due circuiti facilmente accorrevano dalle 100 alle 150.000 persone, quindi è veramente un peccato non dare la possibilità agli appassionati americani di vedere queste macchine meravigliose su due tracciati così».

 

Grande Dindo, ne segui lo sguardo mentre ti parla e penseresti quasi che domani salirà in macchina anche lui sulla R18… La passione è rimasta intatta. Oggi, come pilota professionista, corre per Audi nel Campionato Italiano Gran Turismo e poi, quando può, porta con sé tutta la sua esperienza, il suo entusiasmo contagioso per i suoi colleghi più giovani.  Il suo compito è quello di coordinare i piloti sui campi di gara, di far sì che ci sia il “mood” giusto all’interno della squadra, che ha giustamente voglia di riscatto. 

6 Ore di Austin: il punto della situazione

Intanto sulla R18 e-tron Quattro n°7 Marcel Fässler, Benoit Tréluyer e Andre Lotterer cercheranno di difendere il primo posto nella classifica Piloti. Mentre sulla n°8 Lucas di Grassi, Loïc Duval e Oliver Jarvis dovranno darci dentro per portare a casa punti per l’altrettanto importante classifica riservata ai Costruttori, dove i “cugini” sono al vertice con 184 punti, grazie anche al successo di Le Mans, contro i 151  di Audi. Come sempre, anche i leader del campionato schierano due prototipi ibridi, affidati ai  consueti equipaggi: Bernhard, Webber e Hartley sulla n° 17, Dumas, Lieb e Jani sulla 18.  

 

Dopo quanto detto con “Dindo” e le performance viste fino ad ora, difficilmente potranno inserirsi nella lotta per il successo i portacolori di Toyota con le due TS040 Hybrid: quella dei campioni del mondo Davidson e Buemi, con Nakajima, e il trio Wurz, Sarrazin e Conway sull’altra. 

 

Ci sarà un nuovo confronto tra i prototipi LMP1 non ibridi di Rebellion Racing e il Team ByKolles e c’è molta attesa anche per la gara delle LMP2: i favoriti della vigilia sono quelli del team KCMG, davanti a tutti a Le Mans e a Nürburgring. Nel team di Hong Kong al fianco di Bradley e Howson ci sarà Nicolas Lapierre, reduce dal suo debutto nel WTCC con Lada a Motegi, che sostituirà Nick Tandy. 

 

Tra le LMGTE saranno scintille anche stavolta: peccato solo per l’assenza di Corvette Racing, che avrebbero potuto fare il “colpaccio” nella gara di casa, dopo aver già conquistato l’ottava vittoria di classe a Le Mans, oltre alla 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring nel campionato d’oltreoceano United SportsCar Championship. Qui è terreno di caccia delle Aston Martin, che nelle prime due edizioni della gara del “CoTA” hanno fatto piazza pulita in Pro ed Am: in attesa della nuova Vantage, svelata in questi giorni, tenteranno di arginare la concorrenza di Porsche e Ferrari. 


Ma di questo ed altro avremo modo di parlarne meglio nei prossimi giorni, intanto i motori si accenderanno alle 21:45 (ora italiana) di giovedì per la prima sessione di Prove Libere.

 

Questo è il Programma del round n°5 del WEC:

Giovedì 17
Prove Libere 1         21:45

Venerdì 18
Prove Libere 2         03:00
Prove Libere 3         17:30

Sabato 19
Qualifiche LMGTE           00:45
Qualifiche LMP                01:15

Domenica 20
Gara                                     00:00

La 6 Ore di Austin si svolgerà parzialmente in notturna e potrete seguirla tutta in Tv Live su EUROSPORT International, fino alle 06:15 del mattino, con il commento del sottoscritto e Marco Petrini. Oppure sul web in streaming sul sito ufficiale www.fiawec.com

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