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WRC 2019/2020. Black Friday?

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Grosse operazioni di mercato tutte in porto. È un esempio di strategie a alto livello. Ora tocca ai saldi e alle scommesse, alle aste (al ribasso) e alla ventura di trovare un sedile e… alla cancellazione del Rally Chile

WRC 2019/2020. Black Friday?

WRC Planet, 29 Novembre. Lo scambio ravvicinatissimo Hyundai-Toyota ha appassionato e continua a tenere il pubblico dei tifosi in piedi sugli spalti del WRC. Uno scambio fulmineo. Hyundai ha servito Tanak e Toyota ha risposto Ogier. Adamo ha allargato il ventaglio d’attacco, palle da tutte le parti con Neuville, Tanak, Loeb, Sordo, Makinen ha mandato in campo la sua visione rivoluzionaria di tridente, Ogier, Evans, Rovanpera. Né tennis né calcio hanno saputo generare tanto scalpore, al mercato dei pezzi pregiati, come il Campionato del Mondo WRC. E il bello è che la gragnola di scambi rapidissimi è terminata, ma c’è da aspettare adesso un’intera stagione per capire a chi è andato il punto vincente, il matchpoint che sancirà, con ottima approssimazione, chi aveva ragione e chi un po’ meno. È stata una doppia trattativa, raffinatissima, anzi penso di più a una negoziazione in parallelo, da maestri della strategia. Altro che Tanak contro Ogier: Adamo contro Makinen è il match del secolo.

Ora è il momento di transizione che porta al Natale. Negozi aperti giorno e notte, gente a spasso per strada e per la rete, occhi aperti e vista aguzzata sull’affare.  È il momento della prova generale, a basso costo, della grande sbornia di shopping delle grandi Feste: il Black Friday!

Cominciamo proprio da una news “nera”. Il Rally Chile è stato cancellato. C’era da aspettarselo. Il Paese vive momenti (lunghi) di grande tensione sociale e pare assolutamente opportuno chiamare un time out e ripensare la vicenda sportiva in seno a un contesto ben più difficile e prioritario. Quell’aumento del biglietto della Metro di Santiago è tato come la goccia oltre il colmo del vaso che ha scatenato un inferno. Concepcion, la città che doveva accogliere il quartier generale del Rally, previsto per metà Aprile, è in stato di emergenza. A Sergio Giacaman, governatore della Regione di Biobio, non è rimasto che riunire le autorità e decidere di riprendere il cammino mondiale nel 2021. Il Promoter è stato avvertito e si discute adesso in FIA delle conseguenze (tornare in Europa del Messico e ripartire per l’Argentina saltando il Cile diventa un peso logistico e economico considerevole) e dell’eventuale rimpiazzo “ripescando”, si dice, il Rally di Catalunya (ammesso che i catalani siano pronti a riprendere le redini, soprattutto economiche, dell’organizzazione dopo aver ormai digerito il boccone amaro).

È stato Venerdì nero il 15, risvegliarsi e sapere che il Rally d’Australia era stato cancellato a causa della drammatica raffica di incendi delle foreste della costa Est, e lo è stato anche il venerdì successivo ripensando al ritiro di Citroen dalla scena del Mondiale WRC. La notizia è di quelle da “non credere”, ha rattristato l’ambiente e scosso un mondo di certezze sempre più dipendente, anche nei riflessi economici, da forze e da debolezze comunque umane. “Da non credere” tuttavia fa riflettere. Come è possibile lasciare in garage Macchine meravigliose già in avanzato stato di… competitività? Esiste la decompetitività? No! Ecco che affiora nuovamente la speranza che le C3 vengano offerte o affidate in gestione a delle entità private che diano loro un seguito storico. È lo stato d’animo che aveva accompagnato il ritiro delle Volkswagen alla vigilia dell’introduzione del regolamento Plus. Le nuove Polo R + erano pronte e passarono dai test al… museo, ma per lungo tempo si credette che qualcuno le avrebbe gestite e guidate (e furono fatti anche dei nomi, Mikkelsen, Bertelli). La situazione non è uguale, e per certi versi nemmeno simile, e i tempi potrebbero essere cambiati e ormai maturi. Facendo dipendere questo genere di “maturità” dall’improvviso affollamento della sala d’aspetto Piloti, ma anche dalla realtà commerciale dell’ambiente Rally di alto livello, si potrebbe insistere a sperare. Tanto più che da un anno a questa parte è sceso in campo e in prima linea Andrea Adamo, uno specialista assoluto del “Customer Service”. Proviamo a soffiare, dunque, sul vento di un’onda nuova di C3 e i20, e mettiamoci anche Yaris WRC, private e gestite da strutture separate, ma collegate tecnicamente? In fondo, a pensarci bene, M-Sport è lo stato dell’arte di questa idea. E poi siamo ormai alla vigilia di un nuovo, ancora più importante cambiamento regolamentare.

D’altra parte è Black Friday vero e proprio quando si pensa con un velo di cinismo a quello che succede ai Piloti e ai Navigatori. Vediamo cosa c’è nelle vetrine dei saldi alla boutique del WRC.

Se le Macchine non possono essere a buon prezzo, i Piloti che gravitano nel limbo del WRC senza un sedile sono ormai parecchi e certamente “disponibili”. Jari-Matti Latvala annuncia un programma ridotto, ovvero di partecipazione ad alcuni eventi, il che significa che il sempre-verde-forte Asso finlandese ha già la faccenda sul tavolo da disegno. Ma che sarà dello squadrone di precari? Che sarà, per esempio, di Paddon, Breen, Mikkelsen, Lappi, Meeke, Ostberg, Suninen, Cammilli, Greensmith, Loubet, Tidemand? Forse presto per dirlo, ma si può immaginare una grande agitazione al mercato. Toyota e Hyundai sono a posto, Citroen è out o nella mente di dio per un recupero alla PH Sport.

Resta fuori dalla mischia, apparentemente e ufficialmente, e ancora con la borsa della spesa vuota, M-Sport. Sembrerebbe chiaro che Zio Malcolm stia tirando la corda al limite. Time to shop at 50% off?

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