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WRC18 Svezia. Oltre Neuville, Che Bel Risultato!

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In Svezia sembrano siano andati a posto molti tasselli, talvolta sostituendosi ad altri nel mosaico. Bella la “sostanza” Hyundai, bello il ritorno di Citroen. Rally difficile per Toyota e Ford, un episodio. Morale: è già un bellissimo Campionato!

WRC18 Svezia. Oltre Neuville, Che Bel Risultato!

Torsby, 18 Febbraio 2018. A Hyundai è successo, un anno dopo, quello che ci si aspettava con “competente” sicurezza un anno fa. Si diceva allora che se c’era una Squadra favorita all’inizio della prima stagione del Nuovo Regolamento, questa era Hyundai Motorsport. Molte le ragioni. Tra queste, la maggiore continuità di lavoro e di evoluzione, una struttura rodata e la grande mole di progetti sviluppati simultaneamente dal reparto WRC della Casa coreana. Tutto questo si traduceva in potenziale e, quindi, in un vantaggio notevole, l’unico verosimile in un ambiente tutto nuovo e quando nessuno poteva garantire che le nuove WRC Plus potessero essere così omogeneamente a punto e competitive. Diciamolo francamente, la doppia sberla rimediata da Hyundai per “colpa” del suo Pilota di punta, Thierry Neuville, aveva scombussolato, stravolto l’unico piano immaginario che aveva affollato le scrivanie degli “esperti”… e i tavolini di migliaia di Bar Sport sparsi per il Mondo. L’unica “certezza” di inizio stagione era andata in frantumi e il Campionato era andato alla deriva improvvisando spunti e argomenti, eleggendo ogni volta vincitori e vinti, scoprendo, e poi ricoprendo, le sue carte. Un Mondiale insomma bellissimo, incerto, avvincente e magnifico, sicuramente molto di più di quello che gli organizzatori si aspettavano come risultato del nuovo corso. Sembra quasi impossibile, distratti da un Mondiale così bello, che fosse rimasta una questione in sospeso.

Lo scopriamo con una certa emozione un anno dopo, nel momento in cui Thierry Neuville e Hyundai mettono finalmente una pietra sopra alla storia, ormai “vecchia”. Thierry ha vinto, trascinando anche le Hyundai del trovato Mikkelsen e del ritrovato Paddon, sul podio o nella top ten di un Rally onestissimo nel processo e nel verdetto.

Thierry ha vinto, trascinando anche le Hyundai del trovato Mikkelsen e del ritrovato Paddon, sul podio o nella top ten di un Rally onestissimo nel processo e nel verdetto

Per Citroen, fatta eccezione per la magia dei risultati ottenuti dal miglior Kris Meeke nell’ormai leggendario Rally del Messico e in Spagna, si è trattato spesso di una stagione ingrata, un calvario di promesse non mantenute e di speranze disilluse, inaccettabile, insopportabile altalena di emozioni ispirate e velenose, tutte forti. Colpa delle ambizioni manifestate con troppa veemenza, di una partenza fiacca e di una Macchina con un problema immediatamente preda di insaziabili cannibali della notizia. All’ombra di una gestione difficile, nel corso incerto delle cose si consumava la trasformazione della Macchina e della Squadra, con gli avvicendamenti nel dipartimento tecnico e il processo di allontanamento del manager “storico” Yves Matton. L’ultimo colpo del “Boss”, il tentativo di riacquistare i favori di Sébastien Ogier, era andato a vuoto, e il “Mister” aveva infine e di fatto confermato la formazione fino a un minuto prima messa in discussione, aggiungendo la ciliegina Loeb su una torta che sembrava piuttosto una frittata.

Passa un anno, torna il Rally di Svezia che un anno prima aveva prodotto solo il quinto posto di Breen e Martin, e torna l’exploit tanto caro alla Marca. Il Team Citroen Total Abu Dhabi torna protagonista, mette due Macchine in corsa per la vittoria, si inchina al solo evento che merita più di tutti, la vendetta di Neuville, e offre al Pilota in cui ha riposto la fiducia della continuità, Craig Breen, la grande occasione. Breen non la lascia scappare, affronta a viso aperto il momento di avanzamento più delicato della sua carriera, si concede tre vittorie e un grande equilibrio di controllo del Rally e, mentre Mads Ostberg garantisce un risultato, termina al secondo posto assoluto. La Citroen è ritrovata, e potete scommettere che questa volta non si tratta di un episodio. Bella prospettiva, bella varietà di proposte possibili. Punto uno. Una C3 WRC+ come quella vista in Svezia non è più una Macchina con un problema. Punto due. Un Craig Breen come quello visto a Torsby e dintorni, secondo dopo il terzo posto ottenuto in Finlandia nel 2016 e una serie “preoccupante” di quinti posti, potrebbe anche aver acceso la miccia Breen, esplosiva evoluzione di un Pilota alla soglia del grande salto. Punto tre. Loeb. Sempre lui. Sin qui siamo stati distratti dall’idea del “mezzo servizio”, innaturale posizione per un eroe leggendario del WRC tutt’altro che in aria di pensionamento. Ora possiamo anche tentare di mettere a fuoco meglio. Loeb farà tre Rally, Messico, Corsica, Spagna, al momento questo è il programma. A Citroen fa comodo un nome che ispiri i titoli dei giornali, soprattutto se è un momento in cui i titoli… stritolano, ma ancora di più un contributo in punti. Non per la corsa al Titolo Piloti, non fai nulla con tre Rally a parte rompere di tanto in tanto le scatole a qualcun altro, ma nel marche sì. Tre Rally in cui un fenomeno come Sébastien Loeb parte fuori dalla mischia e non deve pulite piste e strade diventano un affare interessante. Se proprio si vuole avere un dubbio, quello deve essere legato all’idea che anche un mostro come Loeb possa avere delle difficoltà ad allinearsi agli altissimi livelli dei migliori.

Bello anche… la brutta giornata di Toyota. Date per favorite, soprattutto, come abbiamo già detto, concentrando i favori dei pronostici su Latvala, le Yaris hanno chiuso in ombra, Lappi quarto, Latvala settimo, Tamak nono. Se l’idea è quella di vincere il Mondiale al secondo anno di esperienza dal ritorno, si dovrebbe far vedere qualcosa di più. Ma è vero che l’ordine di partenza non ha certo aiutato, che qualche errore non grave è diventato determinane, soprattutto quel mezzo che ha portato la foratura di Lappi, e che comunque bisogna leggere tra le righe. Le Toyota hanno vinto otto speciali, l’Asso Tanak appena arrivato se n’è aggiudicate sei, e Lappi è stato il più veloce della giornata conclusiva, oltre ad aver vinto il Power Stage. Non un Rally da manuale o il migliore in ottica Campionato, in fondo lo scorso anno Toyota aveva vinto proprio in Svezia il suo primo Rally mondiale, ma chiunque metterebbe la firma su un brutto week end come questo.

Non c’erano le condizioni per fare bene, non si poteva pretendere che Ogier facesse un miracolo. Il bello è in quella che deve essere considerata un’eccezione

Bello, infine, il Sèbastien Ogier oltre il decimo posto, fuori dall’Olimpo e fuorio addirittura dal recinto. Non è sarcasmo, stiamo dicendo la verità. Non c’erano le condizioni per fare bene, non si poteva pretendere che Ogier facesse un miracolo. Il bello è in quella che deve essere considerata un’eccezione. E intanto M-Sport segue la vicenda-scuola di Teemo Suninen, molto regolare, molto. Troppo per credere che il finlandese, ottavo assoluto, possa essere solo questo. Troppo giovane.

Foto: Manrico Martella, Simone Calvelli, Fabrizio Buraglio, Claudio Cavion, Marcin Rybak

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