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Gap, Alpi Francesi, 23 Gennaio. C’è tensione. Ovunque. A bordo strada, nei cockpit, persino nelle sale ovattate ove solitamente i papaveri del WRC aspettano il cocktail della premiazione scambiandosi visioni sempre più lontane e leggere sul futuro della disciplina, quando non dell’intero Motorsport. Invece le questioni salgono come vapore bollente proprio dai veli bagnati, di ghiaccio e di neve, che sono i layout concreti di un Monte-Carlo che, come si dice, non fa sconti né prigionieri. Gli equilibri, anche quelli più spinti nelle proiezioni della vigilia son saltati tutti, il Rally da criptico è diventato semplicemente indecifrabile, chi riesce, come si dice in Toscana, a passare “attraverso gli schizzi”, di pioggia, di neve o di nebbia, può accumulare vantaggi enormi, chi è fermato dalle condizioni meteo paga conti imbarazzanti, quasi scandalosi.
È una variabile del “Monte”, ben nota, per cui è più facile prendersela con sé stessi o con qualcosa di tecnico che con le caratteristiche del Rally. Oliver Solberg ci ha messo una buona dose di coraggio e di leggerezza, si trova in testa e impon distacchi d’altri tempi, Sébastien Ogier non si capacita, apre e soffre, è in imbarazzo a casa sua, se la prende con le gomme chiodate, che sono rimaste allo sviluppo dello scorso anno o che, semplicemente, non tengono il passo, ops pardon, il rotolamento di un Monte-Carlo all’arrabbiata.
Secondo giorno. Poca neve al mattino, molto fango nel pomeriggio. Nella seconda speciale del primo giorno Oliver ha rifilato mezzo minuto al più audace degli inseguitori. Nella prima del secondo giorno, la Laborel / Chauvac-Laux-Montaux di 18 chilometri, giù un’altra legnata, 20 secondi a Neuville e mezzo minuto a Evans. Si è “normalizzato” nella sesta e nella settima, La-Bâtie-des-Fontes / Aspremont, 18 KM, e la seconda Laborel, infiggendo umane “penitenze” a Evans e Ogier. E non è certamente venuto in mente di tirarsi un colpo, al figlio di “Hollywood”, quando Evans e Ogier hanno reagito vincendo, di misura, la 5a e la 8a del Venerdì, ovvero i due passaggi sulla lunga, Saint-Nazaire-le-Désert / La Motte-Chalancon, 29 Chilometri. E nemmeno quando, in chiusura di giornata, Ogier si fa vivo in modo più concreto vincendo l’ultima La-Bâtie-des-Fontes / Aspremont e recuperandogli una decina di secondi.
Resta il fatto sconcertante espresso chiaramente dal primo giorno. Oliver Solberg, Toyota, vince ancora, non come il primo ma più “discretamente” il secondo giorno, e incrementa il vantaggio sugli inseguitori diretti, si fa per dire: un minuto abbondante a Evans, uno e un quarto a Ogier. Non parliamo di Neuville (finito nel fosso) e di Fourmaux, che arrancano molto indietro con le prime Hyundai, e mettiamo in neretto, invece, Jon Armstrong e Hayden Paddon. Il neo promosso Ford M-Sport riesce a passar sopra anche a piccoli guai. Il neo… recuperato Hyundai va adattandosi a una tipologia di macchina che non era nel suo curriculum da tempo (fortuna che, standosene laggiù all’altro capo del mondo, ha saltato il delirio delle ibride) e con cui va facendo la ri-conoscenza. Meno danni rispetto alla giornata inaugurale, ma comunque noie per Armstrong (foratura), Fourmaux, (sterzo e freno a mano), Katsuta, (forature e servo sterzo), Munster (foratura) e persino Solberg (foratura, ma ”lenta”). La fila alle spalle del giovane svedese/norvegese è più o meno la stessa del giorno precedente, ordinata, composta, si direbbe rassegnata. Non è così, stiamone certi, il sabato porterà dei cambiamenti. Ma resta da vedere di che tipo e di che entità. Ormai non ci stupiremmo di niente.
La tappa finisce al buio, ma finisce. Sono tutti ciontenti che sia finita. Ogier non c’ha ha pensato ed è arrivato alla penultima senza batteria di luci supplementari, ma il segnale, anche abbastanza “udibile”, l’ha dato. Nel contesto generale, ancora una piccola cosa. Sarà il sabato del “riscatto” per tutti meno uno? Il programma contempla “solo” quattro speciali, La Bréole / Bellaffaire, 29,93 km, Vaumeilh / Claret 2, 15,06 km, La Bréole / Bellaffaire 2 e Monaco Circuit, show monegasco di appena 2,69 km, ma la “lunga” di ogni Rally è sempre affar serio.
© Immagini. Toyota TGR, Red Bull Content Pool, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse
Calendario WRC 2026
22-25 Gennaio, Rallye Monte Carlo. Asfalto-neve-ghiaccio – Gap
12-15 Febbraio, Rally Sweden. Snow – Umea
12-15 Marzo, Rally Safari Kenya. Terra – Nairobi
09-12 Aprile, Rally Croatia. Asfalto – Rijeka
23-26 Aprile, Rally Islas Canarias. Asfalto – Las Palmas
07-10 Maggio, Rally de Portugal. Terra – Porto Matosinhos
28-31 Maggio, Rally Japan. Asfalto – Toyota, Aichi
25-28 Giugno, Rally Acropolis. Terra – Lamia
16-19 Luglio, Rally Estonia. Terra – Tartu
30 Luglio-02 Agosto, Rally Finland. Terra – Jyväskylä
27-30 Agosto, Rally Paraguay. Terra – Encarnacion
10-13 Settembre, Rally Chile Bio Bio. Terra – Concepcion
01-04 Ottobre, Rally Italia Sardegna. Terra – TBA
12-15 Novembre, Rally Saudi Arabia. Terra - Jeddah