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Matosinhos, Porto, Portogallo, 10 Maggio. La vittoria è di Thierry Neuville e Martin Wydaeghe. È di Hyundai che riporta la i20 ai fasti di propositi troppo a lungo frustrati. È un cambio di rotta sulla strada del Mondiale? Presto per dirlo, adesso impossibile e oggettivamente improbabile. Ma qualcosa di importante è successo sotto il cielo (plumbeo) del 59° Vodafone Rally of Portugal. A dir la verità, sembrava fatta per Sébastien Ogier e Vincent Landais, che alla viglia, e fino a due speciali dalla fine, potevano contare su un solido vantaggio, invece non è andata così. È l’epilogo fantastico, figlio del colpo di scena, ma non gratuito. Del resto, il gran finale del Portogallo è sempre il revival di una consacrazione. Il “tempio” di Fafe, l’arena naturale, il salto infinito, ripropongono il ruolo di un evento-icona. E poi si comincia ad essere già avanti con il calendario, e anche questo mette pressione alle emozioni della sesta prova del calendario. Sarebbe stato bello anche se a vincere fosse stato il Pilota che al totalizzatore pagava meno, visto che sarebbe stato il ritocco dello strabiliante record di sette vittorie, ma questo finale fantastico premia un cambiamento di assetto che si traduce in un grande sospiro di sollievo per tutto il Mondiale.
Succede tutto durante la 22ma Speciale, la Vieira do Minho al secondo passaggio. È la penultima della Super Domenica, e anche domenica è pioggia. Quel che resta del maltempo atlantico. Giornata grigia, strade ancora in parte allagate, in ogni caso fangose, grip a scommessa. Vediamo il bicchiere mezzo pieno: non c’è polvere, non fa troppo caldo, stanno tutti attentissimi a non commettere errori. Hanno forato Katsuta e Pajari, e purtroppo non c’è due senza tre per le Toyota. Anche Ogier è costretto a fermarsi, a cambiare la ruota posteriore destra e a lasciare due minuti sulla pista. È l’incantesimo, da primo a sesto, da un vantaggio che è arrivato ai venti secondi a un ritardo che suona quasi un minuto e mezzo. Una vera disdetta.
Thierry Neuville balza al comando, Oliver Solberg salta anche lui dal quarto al secondo posto. Il crollo di Ogier e Pajari porta su anche l’incredulo Evans che sale un podio visto da lontano per tre giorni. Il Rally è stravolto, racconta un’altra storia. Per la corsa i giochi sono fatti, resta ora il Power Stage, affare sempre delicato. Anche in questo caso, tuttavia, salta su un indizio di “cambio di rotta”. Vince Adrien Fourmaux, Neuville è secondo davanti a Evans, Solberg, Ogier. Risultato finale: Thierry Neuville e Martin Wydaeghe, Hyundai, vincono il 59° Vodafone Rally of Portugal. Secondo posto per Oliver Solberg e Elliot Edmondson, Toyota, terzo per Elfyn Evans e Scott Martin, Toyota. I cinque punti della Super Domenica vanno a Solberg, gli altri a scalare a Evans, Fourmaux, Katsuta e Neuville. Teemu Suninen e Janni Hussi, Toyota Yaris, decimi assoluti, vincono nel WRC2. Immediatamente alle loro spalle la Lancia Ypsilon Integrale di Nikolay Gryazin e Konstantin Aleksandrov. Thierry Neuville non vinceva in Portogallo dal 2018, per Hyundai è la prima vittoria dell’anno, e conseguente interruzione della “striscia” Toyota.
In chiave Mondiale il Portogallo non porta grandi cambiamenti. Elfyn Evans mantiene il comando delle operazioni e sale a quota 123 punti. Katsuta è secondo, 111, Solberg terzo, 92. Quel che i numeri non dicono, ancora, è che Hyundai ha fatto un salto in avanti e ritrovato la competitività. E con quella Neuville ha ritrovato il sorriso e un po’ di… tono muscolare.
Toccata e fuga in Europa, dopo il Portogallo è la volta del Forum 8 Rally Japan, dall’altra parte del Mondo nell’ultimo week end del mese. Data atipica, il Giappone del ritorno nel Mondiale era l’ultima prova del Campionato, a quest’ora si fibrillava per l’imminente Sardegna che, invece, è spostato a Ottobre. Le infrastrutture “overaseas” sono già in viaggio, gli speciali allestimenti a Toyota City già avanti.
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