Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Lo aspettavano da anni, e venerdì 12 giugno 2026 è successo. L'X-59 della NASA ha volato esattamente come era stato progettato per fare: Mach 1.4, ovvero circa 1.487 km/h misurati a un'altitudine di 55.000 piedi. Numeri che da soli direbbero poco, se non fossero la chiave di volta di un programma pensato per cancellare uno dei dogmi dell'aviazione: il boom sonico.
Questo non è stato un test qualunque. La NASA lo definisce "mission conditions flight", ovvero la prima volta in cui l'aereo ha replicato velocità e quota previste per le fasi più delicate del programma. Sono le stesse condizioni con cui l'X-59 sorvolerà alcune comunità statunitensi per registrare le reazioni della popolazione al suo passaggio.
Il salto è arrivato a pochi giorni di distanza da un altro traguardo storico. Venerdì 5 giugno il velivolo aveva infranto per la prima volta la barriera del suono, toccando Mach 1.1 a 43.400 piedi durante un volo di 81 minuti. Un debutto supersonico gestito senza sorprese, propedeutico alla prova decisiva di una settimana dopo.
La frase che racconta meglio la filosofia dell'X-59 arriva dal pilota collaudatore NASA Jim Less. Secondo quanto riferito, durante il primo volo supersonico l'unico modo per capire di aver superato la velocità del suono erano i quadranti di bordo. Nessuna vibrazione, nessuna scossa percepibile in abitacolo.
È proprio questo il punto. L'aereo è stato disegnato per volare oltre il suono producendo non il classico boom, ma un suono molto più morbido che gli ingegneri chiamano "sonic thump", un tonfo smorzato. Una differenza che, sulla carta, potrebbe rendere accettabile il volo supersonico sopra le aree abitate.
Mach 1.4 e 55.000 piedi non sono valori casuali. Rappresentano il punto operativo di riferimento della missione Quesst, l'iniziativa che ha l'X-59 come protagonista assoluto. L'obiettivo finale è dimostrare che un velivolo supersonico può attraversare i cieli sopra le città senza generare l'onda d'urto fragorosa che, dal 1973, ha di fatto messo al bando i voli civili veloci sulla terraferma negli Stati Uniti.
Per arrivarci, il team ha ampliato progressivamente l'inviluppo di volo, mettendo alla prova l'aereo a velocità e altitudini diverse e sottoponendo i piloti a una lunga sequenza di manovre. Nei mesi precedenti l'X-59 aveva già sfiorato il regime supersonico a Mach 0.95, completato il primo ritiro del carrello e moltiplicato le giornate con doppio volo.
A bordo non manca qualche soluzione fuori dagli schemi. La più curiosa è l'eXternal Vision System (XVS), un sistema di telecamere collegate a un monitor che permette al pilota di vedere ciò che ha davanti. Una necessità imposta dal muso allungatissimo dell'aereo, che cancella la visuale frontale e quindi anche il parabrezza tradizionale. Proprio l'XVS, durante il volo del 12 giugno, ha mostrato il dato Mach 1.4 a 55.030 piedi.
In queste prime uscite supersoniche l'X-59 non è mai stato solo. Ad accompagnarlo c'è un F-15 da ricerca della NASA, un caccia supersonico tradizionale i cui boom coprono qualunque rumore prodotto dal dimostratore. Una scelta voluta: le prove acustiche vere arriveranno più avanti. Nei prossimi voli, l'F-15 monterà una sonda capace di rilevare le onde d'urto, primo passo verso la misurazione della firma sonora del velivolo.
Il lavoro è lungi dall'essere finito. Prima di poter sorvolare le comunità, l'X-59 dovrà completare l'espansione dell'inviluppo con altre prove a quote e velocità differenti, spingendosi fino a Mach 1.6 e 60.000 piedi. Solo dopo entrerà nella fase di validazione acustica, durante la quale i ricercatori misureranno con precisione il famoso tonfo attutito per verificare che corrisponda al progetto.
Ogni volo, insomma, avvicina la NASA al momento in cui chiederà direttamente ai cittadini cosa percepiscono dal suolo. Le loro risposte potrebbero pesare sul futuro del volo supersonico commerciale sopra la terraferma, un sogno che dal ritiro del Concorde sembrava archiviato. L'X-59 ha appena dimostrato di poter spingere oltre quel confine, e questa volta senza far tremare i vetri delle case.
Ferrari
Via Abetone Inferiore, 4
41053 Maranello
(MO) - Italia
0536 949 111
customerservice@owners.ferrari.com
https://www.ferrari.com/it-IT
Ferrari
Via Abetone Inferiore, 4
41053 Maranello
(MO) - Italia
0536 949 111
customerservice@owners.ferrari.com
https://www.ferrari.com/it-IT