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C'è un filo sottile ma potentissimo che lega il Gran Premio del Belgio dello scorso anno a quello recentemente andato in scena sul circuito di Spa-Francorchamps. Dodici mesi fa, tra le curve delle Ardenne, Andrea Kimi Antonelli toccava uno dei punti più complessi e bui del suo impatto con la Formula 1. Oggi, sullo stesso tracciato, il giovane talento italiano saluta il Circus per la pausa estiva da leader del Mondiale piloti, al culmine di una parabola sportiva ed emotiva impressionante.
Dopo un primo anno di apprendistato caratterizzato da una forte pressione mediatica e da tappe europee decisamente trascorse in salita, Antonelli affronta la sua seconda stagione con una maturità da veterano. Lo si intuisce dal modo in cui gestisce il corpo a corpo con campioni del calibro di Max Verstappen e Charles Leclerc, ma anche e soprattutto dalla lucidità con cui analizza i propri successi.
La vittoria belga non è solo un successo statistico, ma una liberazione psicologica. Nel retrobox, al termine della gara, il contrasto con la passata stagione è emerso in tutta la sua evidenza quando gli è stato chiesto se si sarebbe mai aspettato una svolta simile. “No, assolutamente no. L'anno scorso a Spa ho probabilmente toccato il fondo, è stato un weekend difficilissimo dal punto di vista mentale. Ma quest'anno è data decisamente meglio. Se me lo avessi chiesto l'anno scorso in questo stesso momento, ti avrei risposto di no”. Una confessione sincera che racconta l'evoluzione di un pilota capace di sconfiggere i fantasmi del 2025 per prendersi con forza la scena iridata. Oltre alla velocissima crescita in pista, a stupire è la consapevolezza con cui il pilota italiano gestisce la leadership e le dinamiche di una stagione ancora lunghissima.
Nonostante la buona sorte avuta in pista a Spa abbia allungato il suo margine in classifica, Kimi preferisce mantenere i piedi per terra, consapevole dell'imprevedibilità del nuovo regolamento tecnico. “Penso che lo slancio ci sia sempre stato, a prescindere da quanto accaduto nelle gare precedenti. Si trattava solo di concretizzare il risultato. In gara siamo stati un po' fortunati per quello che è successo in chiave campionato, ma è per questo che devi cercare di cogliere ogni opportunità: abbiamo visto quanto la situazione possa ribaltarsi facilmente. Dobbiamo solo continuare a spingere, portare a casa i risultati e poi vedremo cosa succederà a fine anno”.
Con l'entrata in vigore delle nuove vetture e la conseguente complessità tecnica, la chiave per mantenere la vetta risiede nell'approccio mentale. Antonelli ha dimostrato di aver interiorizzato la lezione, concentrandosi esclusivamente sulle prestazioni immediate senza farsi schiacciare dal peso del Mondiale. “Con queste nuove vetture e i nuovi regolamenti ci sono così tante variabili e imprevisti che la cosa migliore è concentrarsi gara per gara. Per questo devo pensare a un weekend alla volta, perché non sai mai cosa possa succedere. Devo solo massimizzare le prestazioni ogni volta che salgo in macchina. Poi si vedranno i conti a fine anno”.
Antonelli va così in vacanza nel modo migliore possibile: tranquillo, maturo e con la classifica che sorride. La strada verso la gloria è ancora lunga, ma la crisi di dodici mesi fa appare ormai soltanto come un lontano ricordo da cui è rinato un candidato al titolo.