Ferrari Luce, l'elettrica del Cavallino nasce con l'aiuto della NASA: ecco perché

Ferrari Luce, l'elettrica del Cavallino nasce con l'aiuto della NASA: ecco perché
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La prima auto elettrica di Maranello punta a ridefinire il concetto di emozione a zero emissioni, partendo da un problema che nessuno aveva ancora affrontato davvero: l'accelerazione che "disturba il cervello"
20 marzo 2026

C'è un paradosso che accompagna le auto elettriche ad alte prestazioni fin dalla loro nascita. Possono essere brutalmente veloci, capaci di schiacciare i passeggeri al sedile con una violenza istantanea, eppure spesso lasciano freddi. Manca qualcosa. Manca l'emozione. Ed è esattamente su questo terreno che Ferrari ha deciso di giocare la partita più importante della sua storia recente: la Luce, la prima EV di Maranello, non sarà semplicemente veloce. Sarà emozionante. E per riuscirci, il Cavallino si è rivolto a chi di emozioni forti se ne intende parecchio: la NASA. Perché se c'è qualcuno che sa cosa si prova quando il corpo viene schiacciato da forze brutali, sono proprio gli astronauti.

Volante Ferrari Luce
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Troppa accelerazione fa male: quando un'auto elettrica ti lancia come un razzo

A rivelarlo è stato direttamente Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari, in un'intervista rilasciata ad Autocar India. Vigna ha toccato un punto tanto semplice quanto rivoluzionario nel panorama delle supercar elettriche: l'accelerazione longitudinale di molte EV attuali non è solo lineare e priva di carattere, ma può risultare letteralmente disturbante per il cervello umano. Troppa forza, tutta insieme, senza progressione, senza ritmo. In pratica, alcune elettriche ti catapultano indietro con la delicatezza di un lancio sullo Space Shuttle, con la differenza che gli astronauti almeno ci si preparano per mesi.

Per capire esattamente dove si trovi quel confine tra emozione e disagio, Ferrari ha collaborato con la NASA, l'agenzia spaziale americana che da decenni studia gli effetti delle forze G sul corpo umano, quelli che i piloti sperimentano durante il rientro atmosferico o le manovre ad alta velocità. L'obiettivo era scientifico e al tempo stesso profondamente automobilistico: definire la soglia di accelerazione oltre la quale il piacere si trasforma in fastidio. Del resto, se hai a disposizione i dati di chi ha mandato esseri umani sulla Luna e li ha riportati indietro interi, tanto vale usarli per costruire un'auto migliore. Un approccio che nessun altro costruttore aveva mai adottato con questa consapevolezza, e che racconta molto della filosofia con cui Maranello sta affrontando la transizione elettrica: non basta la potenza bruta, serve l'intelligenza di dosarla.

Controllo missione, pronti per il lancio
Controllo missione, pronti per il lancio Ferrari

Cinque pilastri per un'emozione autentica

Vigna ha delineato con chiarezza i cinque elementi fondamentali che rendono un'auto Ferrari davvero emozionante. Il primo è proprio l'accelerazione longitudinale, calibrata grazie alla consulenza spaziale per essere coinvolgente senza risultare eccessiva. Niente forze da centrifuga per astronauti, insomma, ma nemmeno la piattezza di un'auto qualunque. Il secondo è l'accelerazione trasversale, quella forza laterale che si avverte in curva e che distingue una vera sportiva da un semplice mezzo veloce in rettilineo. Poi ci sono la frenata, il cambio marcia e il suono: tre ingredienti che nel mondo elettrico rischiano di perdere significato, ma che sulla Ferrari Luce sono stati ripensati da zero.

Le immagini trapelate degli interni della Luce hanno rivelato la presenza di paddle shifter al volante. Ma attenzione: a differenza di quanto accade su molte elettriche, queste palette non serviranno per regolare la frenata rigenerativa. Sulla Ferrari permetteranno di modulare il livello di erogazione della coppia, ricreando di fatto la sensazione di un cambio marcia tradizionale. Vigna non ha confermato esplicitamente che il sistema simulerà i passaggi di rapporto come avviene sulla Hyundai Ioniq 5 N, ma la direzione sembra essere quella, declinata naturalmente con la raffinatezza che ci si aspetta da un'auto con il Cavallino Rampante sul cofano.

Plancia di controllo della Ferrari Luce
Plancia di controllo della Ferrari Luce Ferrari

Il suono della Luce: niente finti motori, solo autenticità amplificata

Sul fronte sonoro, Ferrari ha scelto una strada coraggiosa e coerente. La Luce non cercherà di imitare il rombo di un motore a combustione interna. Nessun suono sintetico, nessuna colonna sonora artificiale. Alcuni brevetti depositati dal marchio hanno già svelato l'approccio: amplificare i suoni naturali del motore elettrico, lavorando sulle frequenze per ottenere qualcosa di autentico e caratteristico.

Vigna ha spiegato il concetto in modo molto diretto: il motore elettrico non è silenzioso, produce un suono reale. Il problema è che la maggior parte delle persone associa quel suono a frequenze alte e fastidiose, come il sibilo di un elettrodomestico. Ma esistono anche frequenze basse, più profonde e piacevoli, che possono essere catturate e valorizzate. L'obiettivo dichiarato è evitare che il risultato finale somigli al lavoro di un DJ, puntando invece su un'identità sonora originale e inconfondibile.

Alla volecità della Luce ma moderatamente
Alla volecità della Luce ma moderatamente Ferrari

Autonomia e vocazione stradale: stavolta si resta sulla Terra

Sul piano pratico, la Ferrari Luce offrirà un'autonomia superiore ai 500 km, un dato che Vigna stesso ha ammesso non essere da record assoluto nel panorama attuale. La spiegazione, però, è significativa: la Luce non è stata progettata pensando all'uso in pista. La tecnologia delle batterie, secondo il CEO, non è ancora matura per garantire prestazioni da circuito prolungate su un veicolo completamente elettrico. Una dichiarazione di onestà rara in un settore dove i numeri vengono spesso gonfiati a scopo promozionale. Del resto, anche la NASA prima di andare su Marte ha dovuto fare parecchie prove sulla Terra.

Questa scelta posiziona la prima elettrica di Ferrari come una granturismo ad altissime prestazioni con vocazione stradale, capace di offrire il brivido della guida quotidiana senza compromessi sull'esperienza emotiva. Un'auto che non insegue le specifiche tecniche dei rivali, ma che punta a ridefinire cosa significhi guidare un'elettrica di lusso.

In un mercato delle EV premium che attraversa una fase di incertezza, con diversi costruttori che rallentano o ripensano le proprie strategie, Ferrari scommette tutto sull'emozione. E per trovarla ha chiesto aiuto a chi per mestiere sfida la gravità. Se la Luce riuscirà a far battere il cuore come un decollo dal Kennedy Space Center, ma senza far rimettere i passeggeri come un rientro dall'orbita, allora Maranello avrà centrato la missione più ambiziosa della sua storia.

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