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Audi A3 Sportback

Audi A3 Sportback
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1.000 km a bordo della elegante cinque porte coi quattro anelli

Audi A3 Sportback

In un mercato mai così ricco di proposte in tutti i segmenti, poter vantare un prodotto per molti versi senza concorrenti diretti è un raro privilegio. Un privilegio che contraddistingue l’Audi A3 Sportback e che è il motivo principale per cui, ad un anno dal suo debutto (settembre 2004), abbiamo voluto provare la vettura tedesca.

Rispetto alla maggior parte delle berline a cinque porte che affollano il segmento C, infatti, la Sportback svetta nettamente in termini di immagine e se il vostro pensiero corre alla bmw Serie 1 vi accorgerete ben presto che le due proposte premium dell’industria automobilistica tedesca non potrebbero essere più diverse. Quasi una coupè a quattro porte la berlinetta di Monaco, a costo di sacrificare abitabilità posteriore e capacità di carico, quasi una station wagon in miniatura ma molto, molto dinamica la proposta di Ingolstadt.

Buona la seconda!
Sì, perché se la variante a cinque porte della A3 prima serie era sembrata un po’ una forzatura, con quelle porte posteriori così corte, volute probabilmente più dal marketing che dal centro stilistico, con la seconda generazione della A3 in audi hanno fatto le cose ben diversamente, sviluppando una vettura distinta rispetto alla tre porte, con una specifica personalità. Ecco allora che la cinque porte è quasi una “mini Avant”, con una linea più simile a quella di una station wagon che ad una normale berlina a cinque porte del segmento C, ma senza complessi di inferiorità quando si esce la sera, anzi.

Sì, perché la Sportback trasuda fascino da ogni angolazione: ce ne siamo accorti nell’uso di tutti i giorni, attraverso gli sguardi e i commenti di conoscenti e passanti.

 

Sufficientemente raccolta per comunicare una bella dose di dinamismo fin dal primo sguardo, abbastanza elegante da lanciare un messaggio che suona più o meno come: “ehi, potrei permettermi un’ammiraglia di cinque metri, ma non mi interessa perché qui c’è già tutto quello che potrei desiderare”.

Al primo risultato contribuisce sicuramente il frontale, reso aggressivo dalla grande calandra a trapezio rovesciato, ormai caratteristica di tutte le audi da stilistiche, e dall’andamento a goccia del padiglione. Il secondo messaggio, invece, è ribadito dall’equilibrio formale che domina su tutta la carrozzeria, moderna senza bisogno di forzature stilistiche fini a se stesse, e dalla cura negli assemblaggi, tanto delle parti della carrozzeria quanto all’interno, come vedremo.

Turbodiesel per tutti i gusti
Fatta questa doverosa premessa, è giunto il momento di presentarvi un po’ più in dettaglio la protagonista di questa prova. Per il nostro test drive, infatti, abbiamo scelto la motorizzazione sicuramente più interessante, almeno dal punto di vista commerciale, per il mercato italiano: il quattro cilindri di 2.0 litri turbodiesel con tecnologie pompa-iniettore, capace di 140 CV a 4.000 giri e 320 Nm di coppia disponibili tra 1.750 e 2.500 giri. Una motorizzazione che promette un comportamento brillante a fronte di costi di gestione ragionevoli, come attestano i consumi dichiarati: 7,4 l/100 km in città, che diventano 4,8 nei percorsi extraurbani, con una media di 5,7 nel ciclo combinato.

Una bella accoglienza
Fin qui la scheda tecnica, ma è ora venuto il momento di mettersi al volante. L’accoglienza, nell’abitacolo, è di prima qualità: i sedili – che nell’esemplare provato erano impreziositi dai rivestimenti in pelle – offrono un ottimo compromesso tra contenimento laterale e

 

comfort e qualsiasi sia la vostra corporatura vi basteranno pochi minuti per trovare una posizione di guida perfetta, grazie a regolazioni sì manuali, ma molto precise. Amate una seduta alta per dominare la strada? Nessun problema. Preferite invece guidare bassi con le gambe distese, come su una sportiva di razza? Anche in questo caso nessuna difficoltà.
Ottimi i materiali plastici usati per i rivestimenti, soprattutto nella zona superiore della plancia, morbida al tatto. Gli accostamenti tra le diverse superfici sono ben curati e non mancano piccoli tocchi di classe, come le maniglie in alluminio e gli inserti in radica di noce. Buona la disponibilità di vani portaoggetti, presenti nelle portiere, dentro e sotto il bracciolo centrale e sotto la consolle centrale, oltre all’immancabile cassetto di fronte al passeggero.

Una valida accoglienza è riservata anche a chi siede dietro: a dispetto di quello che si potrebbe pensare osservando la vettura da fuori, infatti, in altezza non ci sono problemi anche se superate di qualche cm il metro e ottanta, mentre per le gambe molto dipende dalla posizione dei sedili anteriori. In generale, comunque, è possibile affrontare senza disagi anche lunghi viaggi sul divano posteriore della Sportback.

Decisamente apprezzabile, infine, la capacità del vano bagagli, pari a 370 litri (che diventano 302 se optate per la trazione integrale), ben sfruttabili grazie alla forma regolare del vano e ai sistemi di fissaggio del carico (optional, ma a soli 90 euro). Se poi avete esigenze particolari e siete solo in due, abbattendo il divano posteriore si ricavano 1.100 litri.
Il tutto racchiuso in un corpo vettura lungo 4.286 mm, largo 1.959 (con gli specchietti) e alto 1.423.

Morbida ma precisa
Una volta al volante, la A3 Sportback in prova ci ha regalato molte conferme, ma anche alcune sorprese.

 

Tra le prime, segnaliamo la validità dei freni – con una buona potenza e ben modulabili – e il cambio con innesti morbidi e precisi, anche se con una corsa non proprio brevissima.
Tra le sorprese, invece, segnaliamo lo sterzo, con un diametro di sterzata ridotto ma piuttosto leggero (la differenza, rispetto a quello della prima generazione della A3, è notevole) e con una demoltiplicazione piuttosto accentuata. Quest’ultimo aspetto, nella maggior parte dei casi, non crea problemi particolari, ma affrontando con piglio sportivo le curve da terza o quarta marcia talvolta si vorrebbe un comando più diretto.

Votato più al comfort che alla sportività “dura e pura” è anche l’assetto, con un rollio abbastanza evidente che comunque non va a discapito della tenuta di strada né della precisione nel disegnare le traiettorie. In curva la A3 Sportback si corica, ma poi non si muove dalla traiettoria impostata, consentendo di “bersi” le curve nella massima tranquillità con una velocità decisamente superiore a quella che ci si sarebbe aspettati. Il sottosterzo, inoltre, è piuttosto contenuto, segnando così un apprezzabile progresso rispetto alla prima generazione della A3.

Insomma, nella versione provata e con assetto standard la vettura privilegia il comfort, ma senza che questo vada a discapito del comportamento stradale, che rimane sempre preciso e sicuro. Va anche sottolineato, a questo riguardo, che l’esemplare provato era in allestimento Ambiente, mentre a chi sente più forte il richiamo della sportività audi propone l’Ambition, che offre di serie l’assetto sportivo con sospensioni ribassate di 15 mm, oppure, attingendo alla lista degli optional, l’assetto S line, più basso di 25 mm e abbinato a cerchi da 17 o 18 pollici.

 


Comunque, anche in redazione, dove la passione per la sportività dilaga, il comportamento della Sportback in prova ha registrato solo consensi: ne abbiamo infatti apprezzato il comfort di ottimo livello, dovuto sia alla buona capacità di assorbimento delle sospensioni sia alla silenziosità del motore a velocità costante. Una precisazione, quest’ultima, necessaria, perché in fase di accelerazione dalle basse andature il 2.0 TDI ha il vizio di far sentire la propria voce con una certa evidenza. Una situazione, questa, che dura solo pochi secondi, ma piuttosto frequente nella guida in città.

In compenso, il propulsore tedesco di fa apprezzare per la buona disponibilità di coppia, che consente di riprende anche dalle basse velocità con grande tempestività e senza “attaccarsi” sempre al cambio. In città questo costituisce un elemento di comfort in più, mentre nei percorsi più tortuosi non manca la possibilità di togliersi delle soddisfazioni. In autostrada, infine, a velocità da codice si viaggia a circa 2.500 giri e bastano pochi secondi per proiettarsi a velocità ben superiori.

Un potenziale che si intuisce facilmente considerando la velocità massima dichiarata, pari a 207 km/h, mentre per quanto riguarda l’accelerazione e la ripresa con la nostra strumentazione X-Crono-T – un’esclusiva nel panorama dei magazine on line – abbiamo rilevato un tempo di 9,53 secondi per lo scatto da 0 a 100 km/h, dunque leggermente migliore dei 9,7 secondi dichiarati dalla Casa, e di 12,08 secondi per la ripresa da 80 a 120 km/h in sesta.

30 mila euro
Detto del comportamento della vettura su strada e dell’elevata qualità di vita a bordo in ogni circostanza, non resta che vedere il… conto. Il prezzo di listino della vettura provata è pari a 27.790 euro, cifra che comprende tutti gli accessori realmente importanti, a partire dall’ABS, ESP, sei airbag e climatizzatore (bizona, efficace e silenzioso), ai quali si aggiungono cruise control, bracciolo centrale e altri utili gadget. Detto questo, va anche sottolineato che è difficile resistere alla tentazione di attingere alla lista degli optional, dal momento che mancano comunque accessori utili come i sensori di retromarcia o i fari allo xeno, e in questo caso è molto facile superare la soglia dei 30 mila euro.
La qualità si paga e quella della A3 Sportback non si discute, tuttavia avremmo voluto una dotazione di serie un po’ più “premium”, adeguata allo status della vettura, e magari una garanzia un po’ più ampia dei due anni prescritti dalla legge. A riequilibrare, almeno in parte, l’investimento richiesto è comunque la buona tenuta del valore della vettura sul mercato dell’usato: ammesso che un giorno vorrete separarvi dalla vostra A3 Sportback, infatti, sicuramente non mancheranno gli acquirenti interessati.

D
a comprare perché:
- immagine prestigiosa e linea accattivante
- abitacolo spazioso e rifinito con cura
- comportamento stradale sempre sicuro

Difetti:
- il motore fa sentire la sua “voce” in accelerazione
- la dotazione di serie potrebbe essere più ricca

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