Prove

Audi A4 | I pregi e i difetti della station wagon per eccellenza

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La nuova Audi A4 avrebbe meritato una prova diversa, per tutta la penisola, un viaggio infinito e lungo. E invece, Brianza-Milano, raccontata coralmente con la redazione di Automoto!

La calandra single frame ribassata e ampia, le prese d’aria maggiorate, i nuovi proiettori a LED. Guardata per la prima volta, capisci subito i cambiamenti della nuova Audi A4, che in versione Avant, cioè station wagon, è la protagonista di questa prova. L’abbiamo guidata sulla tratta Brianza-Milano durante il lockdown, dove, tra superstrada e tangenziale, ne abbiamo capito il valore legato alla comodità di guida, ma anche e soprattutto a quella linea uomo-strada che a volte sui SUV perdi. Credo che l’essenza delle station wagon e delle berline oggi sia tutta lì: darti ancora un po’ di emozione di guida, con buona pace dell’incartocciamento, passatemi il termine, necessario perché uno di due metri possa salire a bordo.

A dirla tutta, in realtà lo spazio a bordo non manca. Certo c’è meno spazio di un Q5, ma in realtà basta per quattro o addirittura cinque passeggeri di taglia media. Se ci aggiungiamo il bagagliaio ovviamente elettroattuato che va da 505 a 1505 litri beh, il gioco è fatto. Anche in chiave Green, visto che il nostro diesel consuma ed emette poco, ma pure grazie alla tecnologia mild hybrid che sbarca anche su A4. Su questa nuova versione, la linea di spalla è marcata, i bordi sono molto pronunciati vicini ai passaruota, e ci sono profili orizzontali che schiacciano la vettura a terra. Il CX è minimo, essenziale invece il design degli interni, dove trionfano le finiture pregiate, ma mi fa ancora storcere un pizzico il naso la trama delle plastiche della plancia. Plancia dove prende posto naturalmente l’ampio display che si accompagna al virtual cockpit che ormai conosciamo come nostro fratello. C’è dentro di tutto, dalle info sul traffico fino all’infotainment, che per le versioni appena sopra la base si dota in Italia di serie di Apple CarPlay e Android Auto. Climatizzatore trizona, comandi touchscreen e tanti vani portaoggetti completano una dotazione come sempre resa ancor più chilometrica dal listino delle personalizzazioni infinito.

Come si guida

Anzitutto il motore, il 40, cioè il 2.0 litri TDI da 190 cavalli che unito alla trazione integrale quattro e al cambio S Tronic automatico da sette rapporti doppia frizione spinge la nostra station wagon a 230 orari fermando il crono sullo 0-100 a 7.6 secondi. 400 Nm è la coppia massima che avrei voluto forse un filo più in basso rispetto ai 1750 giri dichiarati, ma che tutto sommato funziona in ogni ripartenza e anche quando abbiamo bisogno di potenza in alto. La ripresa non ha pecche, il cambio modifica la sua azione a seconda dellle impostazioni inserite nel selettore delle modalità di guida, che ha il pregio di farsi sentire e non essere marginale.

La trazione integrale aiuta nei momenti di scarsa aderenza, e rappresenta un +90 chilogrammi rispetto alla versione a trazione anteriore. Stiamo parlando di una vettura da quasi quattro metri e 80, ma ciononostante, come scrivevo all’inizio, le emozioni non mancano: lo sterzo è tutto sommato diretto, e soprattutto genera dipendenza la guida 2.0 che rimane comunque in sicurezza merito dei seicento ADAS (sto esagerando) di livello 2 a disposizione su questa vettura. E poi, fidatevi: leggi ADAS su Audi, e sai già che la taratura è perfetta. Non fa eccezione questa nuova A4, che sfodera tutto il meglio a disposizione oggi sul mercato senza farci mancare niente. Il tutto è sintetizzato nel pacchetto assistenza tour da 1250 euro, da prendere assolutamente nel caso vogliate macinare chilometri a bordo di questa A4. Dicevo però della dipendenza da guida 2.0. Mi spiego meglio: si guida bassi, per lo più appiccicati alla strada, anche se oggi il parametro dei SUV ha cambiato questa accezione no? Da qui dipende la nostra capacità di sentire la strada, oltre che di vederla, e ritrovare queste emozioni qui, o amplificate ancor di più su un modello come Giulia, o in tono leggermente minore su una Serie 3, è sempre intrigante. Quindi: maneggiare con cura, anche perché il 2.0 litri diesel spinge.

In conclusione

1.250 euro il pacchetto assistenza tour. 2.650 il design selection con finiture eleganti, 1.920 i Led audi Matrix. Sono solo tre pacchetti che sceglieremmo sempre, per dare una accezione ancora più personale alla nostra Audi A4. Certo, degli optional ho già parlato. Vi basti sapere allora che qui si parte da 50.500 euro e che con i 12.000 di accessori sfondiamo quota 60. Vero è che le formule di vendita sono infinite proprio come il listino delle personalizzazioni. Vale ancora, infine, una domanda: conviene una station al posto di un SUV? Prima le “familiari” erano l’unica possibilità, adesso sono una alternativa allo strapotere dei SUV. Una alternativa che, se non fossi alto quasi due metri, sceglierei tutta la vita!

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