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Audi Q2 [Video Primo Test]

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L'Audi Q2 è il primo baby-SUV dei Quattro Anelli. Punta tutto su design e grande tecnologia, ma non delude per l'abitabilità, nonostante le dimensioni siano super compatte. Ecco pregi e difetti nella nostro video di primo test

Ormai è fenomeno inarrestabile, di proporzioni globali. Tutti, ma proprio tutti, vogliono i SUV, in ogni forma e dimensione. Ma se una volta lo Sport Utility era sinonimo di auto mastodontica, di grandi dimensioni, oggi i clienti di tutto il mondo sembrano desiderare SUV sempre più compatti. Nascono così i SUV di segmento B, ideali per muoversi in città. Oggi ce ne sono veramente un po’ di tutti i tipi, dalle affermatissime Fiat 500X e Jeep Renegade, passando per le francesi Peugeot 2008 e Renault Captur fino alla “tedesca” Opel Mokka.

Nessuno però, o quasi, aveva ancora pensato di realizzare un SUV ultra-compatto di lusso. Fino ad oggi l'unica era stata Mini, che qualche hanno fa ha dimostrato di trovare una formula vincente con la Countryman. Oggi invece arriva su questo terreno anche Audi con la nuova ed attesissima Q2. Un modello che rappresenta quindi quasi un “unicum” nel suo genere, visto che, almeno per il momento, le rivali si sempre Mercedes e BMW non hanno niente di simile da contrapporle (X1 e GLA sono più grandi).

Dal vivo: com’è fuori

La nuova Audi Q2 infatti presenta dimensioni veramente compatte. La lunghezza si ferma a quota 4,19 m, ben 18 cm in meno della sorella maggiore Q3. Il design rappresenta il manifesto del nuovo linguaggio stilistico Audi. La chiave di lettura è la forma poligonale, che ritorna in ogni dettaglio del design, dalla calandra single frame fino agli elaboratissimi gruppi ottici full led (optional, di serie ci sono fari alogeni). La fiancata del nostro esemplare si distingue per i cerchi da 18 pollici (le misure disponibili vanno da 16 a 19”), ma soprattutto per la colorazione del terzo montante a contrasto con la carrozzeria. 

Un dettaglio che esalta la linea del tetto spiovente, in stile “coupé”. Non mancano protezioni intorno ai passaruota e paracolpi in plastica sotto ai paraurti che strizzano l’occhio al mondo offroad. La zona posteriore, che a molti ha ricordato fin troppo da vicino la VW Polo, dal vivo si dimostra invece molto massiccia, in pieno stile SUV. Molto elaborati, anche in questo caso, i gruppi ottici squadrati, con luci a led e indicatori di direzione dinamici

Dal vivo: com’è dentro

Se gli esterni per certi aspetti introducono nuovi concetti di stile, l’abitacolo si dimostra invece una conferma. L’impostazione infatti è quella tipica degli ultimi modelli Audi. Si parte con la raffinatissima strumentazione interamente digitale, affidata all’ormai noto Audi Virtual Cockpit, con mega display da 12,3 pollici, passando per il sistema multimediale MMI di ultima generazione con display centrale da 8,3 pollici, connessione Internet LTE e una perfetta integrazione con smartphone tramite Apple CarPlay e Android Auto. Non manca, per chiudere in bellezza, un vano per la ricarica wireless del proprio smartphone. 

Bello il volante sportivo a tre razze, piccolo e tagliato in basso, mentre convincono come al solito gli assemblaggi, davvero rigorosissimi. Grande qualità anche per i materiali, a partire dai sedili in pelle e dalla plancia, che sfoggia anche personalizzazioni cromatiche e luci d’ambiente a fibra ottica. Abbiamo apprezzato un po’ meno solo il pannello porta, realizzato attraverso plastiche dure anche in zone molto visibili, a contatto con i passeggeri. Buona l’abitabilità posteriore. Nonostante dimensioni veramente compatte, dietro si sta abbastanza comodi in due (molto sacrificato invece il quinto passeggero). Stesso discorso per il bagagliaio, che offre 405 litri di capacità, che possono diventare più di 1.000 abbattendo i sedili. 

Tecnologia, non manca nulla

La piccola Q2 non si lascia intimorire dalle sue sorelle maggiori, da cui eredita tutta una serie di tecnologie di assistenza alla guida oggi indispensabili. Si parte dall’immancabile cruise control attivo con funzione di stop & go in coda, passando per il segnalatore di abbandono involontario di carreggiata e per il monitoraggio dell’angolo e cieco. 

Tecnica

L’Audi Q2, costruita a Ingolstadt, nasce sulla piattaforma modulare MQB per motori trasversali. Alla base della gamma benzina si trova il piccolo 1.0 tre cilindri TFSI da 115 CV, affiancato dal 1.4 TFSI da 150 con tecnologia “cylinder on demand” e dal top di gamma 2.0 TFSI da 190 CV. Sul fronte dei diesel troviamo invece il classico 1.6 TDI da 115 CV, unica alternativa ai 2.0 TDI da 150 o 190 CV. Oltre al cambio manuale a sei marce si può scegliere l’automatico a doppia frizione S-Tronic a 7 rapporti. La trazione integrale quattro con frizione Haldex invece rimane riservata solo alle motorizzazioni 2.0 top di gamma, mentre per tutte le altre c’è l’anteriore 2WD. Le sospensioni anteriori usano un classico schema MacPherson mentre al posteriore le Multilink a quattro bracci le troviamo solo sulle versioni dotate di trazione integrale. Per tutte le arte abbiamo un semplice assale a ruote interconnesse. 

Le nostre impressioni di guida

Per il nostro primo test abbiamo scelto la versione top di gamma, spinta dal 2.0 TDI da 190 CV con trazione integrale quattro e cambio automatico S-Tronic. Un quattro cilindri con uno spunto invidiabile, reso possibile grazie a 400 Nm di coppia, subito disponibili a 1.900 giri/min. Sorprende anche l’allungo di questo motore, che a 4.000 giri/min ha ancora qualcosa da dire, mentre ci saremmo aspettati un po’ più di carattere al centro del contagiri. In pratica intorno ai 3.000 giri, per ritrovare una ripresa convincente bisogna insistere un po' con il pedale del gas. Ottima in ogni caso l’accoppiata con il doppia frizione S Tronic, velocissimo nelle cambiate e con logiche di gestione convincenti nella guida di tutti i giorni. Soltanto in modalità Dynamic avremmo preferito un po’ più di reattività nell’interpretare le intenzioni di chi sta dietro al volante.

Scegliendo le diverse modalità di guida non si va a modificare soltanto la risposta del motore e del cambio, ma anche dello sterzo progressivo

La possibilità di cambiare il “carattere” della Q2 attraverso il Drive Select dà una certa soddisfazione. Scegliendo le diverse modalità di guida non si va a modificare soltanto la risposta del motore e del cambio, ma anche dello sterzo progressivo, in grado quindi di aumentare il carico. Non mancano però nemmeno le sospensioni attive, che nella guida ad alto ritmo si irrigidiscono, garantendo molta più reattività al telaio. A proposito la Q2 risponde molto bene, anche quando le si va a “tirare il collo”. La nostra versione con trazione integrale quattro andava a manifestare un po’ di inevitabile sottosterzo soltanto nelle situazioni al limite, ma sempre in maniera molto contenuta, dimostrando un’agilità e una maneggevolezza davvero sorprendenti. Merito anche del peso, piuttosto contenuto per un SUV di queste dimensioni. La versione con il 1.0 tre cilindri benzina pesa circa 1.200 kg, che salgono a circa 1.400 per la nostra con diesel e trazione integrale (Audi non ha ancora comunicato le schede tecniche ufficiali). 

Consumi

Il peso piuttosto limitato, oltre ad un’aerodinamica curata (il Cx è fermo a quota 0,30) regalano alla Q2 consumi contenuti. Nel corso del nostro breve test, dove non ci siamo di certo risparmiati con il gas, la versione diesel più potente da 190 CV con trazione integrale e cambio automatico si è tenuta intorno ai 7,2 l/100 km (dato del computer di bordo). Con uno stile di guida più attento quindi si riesce tranquillamente a stare intorno ai 6,5 l/100 km, un valore nettamente migliorabile sulla versione 1.6 TDI 115 CV a trazione anteriore, che sarà senza dubbio la preferita dagli italiani.

Conclusioni

L’Audi Q2 si presenta come uno dei pochissimi, se non l’unico, SUV ultra-compatto di segmento B. Le sue armi sono un design originale, con grande carattere, ma soprattutto un equipaggiamento tecnologico ineguagliabile dalle altre protagoniste del segmento. Consumi molto contenuti, abitabilità buona considerate le dimensioni. Peccato solo per qualche dettaglio dell'abitatocolo da perfezionare.

Pregi e difetti

  • Grande personalità - Tecnologia al top - Abitabilità sorprendente per un’auto così compatta
  • Trazione integrale non disponibile sul 1.6TDI - Assenza bocchette ventilazione posteriori - Pannelli porta in plastica dura

 

  • quagliodromo, Telgate (BG)

    Matteo Valenti sei bravo come tester ma soffri un po' di "effetto Mentana", cioè metti troppi "eeeeh" tra una parola e l'altra. Se riesci a perdere il vizio sei un grande!!!
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