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BMW Z4 2019, la roadster di lusso per la strada e la pista [Video]

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BMW Z4 torna per un nuovo capitolo a 10 anni di distanza dall'ultima generazione, con una capote in tela che è un'omaggio al passato e che trova spazio in un bagagliaio più grande del 50% rispetto a prima (adesso sono 281 L). Non si tratta di una sportiva dura e pura, ma di una GT in forma che non disgegna nemmeno i cordoli della pista, ma che si trova a suo agio in ambienti ben diversi

L’ultimo capitolo è stata la E89, che portava in dote il tetto rigido, caratteristica che qualcuno si sarebbe aspettato di trovare anche su questa nuova Z4. La G29, invece, guarda più indietro, e cerca di omaggiare la ricetta originale con la capote in tela. L’estetica si rifà all’ultimo corso di stile BMW e si distacca molto da quella della precedente generazione, anche perché adesso, viste le dimensioni maggiori, sono cambiate anche le proporzioni. Anche gli interni vengono aggiornati con l’arrivo del Live Cockpit Pro e adesso l’ambiente è molto più maturo rispetto alle precedenti generazioni. Disponibile in tre livelli di potenza l’abbiamo portata su strada e in pista per cercare di scoprirla a fondo.

Dal vivo: com’è fuori

4,32 di lunghezza, 1,86 di larghezza e 1,30 di altezza. La nuova piattaforma, sviluppata in collaborazione con Toyota (in quel caso da vita alla Supra) aumenta la carreggiata e dona alla Z4 una presenza più scenica, soprattutto su strada quando la si segue. I nuovi gruppi ottici sono di tipo full LED adattivo e seguono molto da vicino il concept presentato per la prima volta a Pebble Beach. Nelle versioni 30 i e M40 i troviamo delle branchie laterali che non hanno solo funzione estetica, così come funzionali sono anche le prese d’aria anteriori, mentre l’estrattore sdoppiato della versione a 6 cilindri fa solo scena e ai lati sono posizionati gli scarichi di notevoli dimensioni. Il tetto in tela rende l’insieme ancor più interessante e permette di passare da coperti a open air in una decina di secondi, anche in marcia entro i 50 km/h. Il tutto poggia, nel nostro caso, su cerchi da 19” gommati Michelin Pilot Super Sport, ma volendo ci sono anche misure più da tutti i giorni.

Dal vivo: com’è dentro

Il nuovo corso di stile apre la strada anche all’evoluzione interna. La nuova Z4 dispone del BMW Live Cockpit Professional che su richiesta potrà anche integrare il personal assistant. Il sistema prevede uno schermo da 12,3” per il quadro strumenti e uno da 10,25 per il monitor del sistema di infotainment. C’è anche un head up display che vi aiuta a non distogliere lo sguardo dalla strada, dandovi informazioni su limite di velocità, velocità attuale e indicazioni sulla navigazione. Assemblaggi e materiali sono di livello premium e i sedili sono un ottimo compromesso tra comfort e sportività e anche i più alti (1,80 e poco più) riescono a trovare tutto lo spazio necessario per raggiungere una corretta posizione di guida. Ottima anche la disposizione dei vari comandi fisici e da dire c’è che i sistemi di assistenza alla guida non superano i il primo livello. Peccato, perché l’auto ha tutte le carte in regola per farvi godere anche i viaggi più lunghi.

La BMW Z4 in pista
La BMW Z4 in pista

Dal vivo: come va

Su strada con la 2.0 L. Per questa prima parte abbiamo scelto la versione da 258 cv, di poco oltre il limite del superbollo. Questa per il momento, come le altre, è equipaggiata con il cambio automatico a convertitore ZF a 8 rapporti, che ci ha colpito per la fluidità nei passaggi in modalità comfort e la prontezza della risposta in salita e in discesa quando selezionate la modalità più sportiva. A convincere ci sono anche gli ammortizzatori a controllo elettronico, che sulle strade impietose nei dintorni di Vallelunga si sono rivelati incredibilmente capaci di digerire le sconnessioni più impegnative, nonostante i cerchi da 19” e la spalla di una gomma assai tirata. La prima cosa che emerge del carattere di questa nuova spider è un temperamento mite e moderato. Se siete tipi attenti bastano pochi chilometri per capire che  non siete di fronte a una sportiva nuda e cruda, ma piuttosto a una GT palestrata che pensa prima di tutto a farvi stare bene. Quando provate ad alzare il ritmo la velocità non manca, ma non è una sensazione purissima quella che vi arriva. 

Lo sterzo, ad esempio, con rapporto variabile è un po’ indeciso nella parte centrale e comincia a connettervi solo da un certo angolo in poi. Chiariamoci bene però, non si tratta di una macchina imprecisa, è solo più rilassata e orientata verso un pubblico meno estremo a cui piace la velocità, ma che necessita di un mezzo che lo accompagni in ogni situazione senza essere brusco. Il motore a sua volta è bello pieno e può contare su una schiena che da 1500 giri vi accompagna progressivamente verso la parte alta. Anche in questo caso l’erogazione è molto morbida e cremosa, accompagnata dalla sensazione di stabilità assoluta che l’assetto provvede a fornirvi. Manca un po’ di pepe quando cercate di farla muovere con i sistemi che a un certo punto intervengono per tenere sotto controllo la situazione. Non è di sicuro l’esperienza di guida più pura che ci sia, ma probabilmente quanto a accessibilità è una delle migliori in circolazione. 

La BMW Z4
La BMW Z4

In pista con la M40i. Più muscoli, più concentrazione, ma anche in questo caso della sportività c’è solo il gusto ma non l’essenza. A mettere i bastoni tra le ruote ci sono i 1530 kg dichiarati che sono distribuiti come le altre versioni in modalità 50:50 e anche il mascheramento non è male, resta il fatto che si tratta di una massa importante, che non vi permette di spingere come su una sportiva di razza. Sulla pista abbiamo trovato un fondo bagnato e in questo frangente abbiamo potuto apprezzare l’ottima calibrazione dei controlli elettronici. La logica di funzionamento impressiona perché anche in condizioni molto precarie vi lasciano tanto spazio, se li capite, e se siete gentili con sterzo e acceleratore. Anche in questo caso siamo quindi di fronte a un’auto pensata non per il professionista, ma piuttosto per l’appassionato che vuole togliersi qualche soddisfazione, ma che non sarebbe in grado di arrivare autonomamente al livello su cui vi porta l’elettronica. La cornice è un bel sound, che si mischia alla tonalità sintetica delle casse, cosa che potrebbe non solleticare i puristi

In pista abbiamo avuto modo di esplorare meglio anche il motore e abbiamo trovato un 6 cilindri molto docile ma con una spinta poderosa. I freni invece sono da applauso, al terzo turno non c’era la minima presenza di fading e si tratta forse della parte meno filtrata di tutta l’auto con una calibrazione dell’ABS che vi lascia molto spazio prima di entrare in gioco. Lo sterzo in pista si rivela più connesso, ma il sistema vi perdona molti degli errori che potreste fare e in questo modo addolcisce il carattere della Z4. In pista non fa la figura dell’anatra che atterra sul lago ghiacciato, ma il suo habitat naturale è un altro, almeno secondo noi. Il tempo passa e anche le auto crescono, da sportiva di prestigio la Z4 completa la metamorfosi e diventa una GT incredibilmente a suo agio anche nelle situazioni dove non ve la sareste mai immaginata

In conclusione:

Un’auto pensata per un pubblico diverso rispetto alle precedenti generazioni. Probabilmente una clienta diversa, più matura, che non chiede prestazioni fulminanti ma piuttosto un ambiente curato che sappia coccolare due persone anche nei viaggi più lunghi e con un’impostazione volta alla sicurezza e alla stabilità. La Z4 vi tiene sempre per mano e vi aiuta a esplorare livelli a cui difficilmente arriveresti da soli. Non è estrema, ma forse con i tempi che corrono non ne ha più bisogno. La M40i? Più muscoli e un cervello capace di gestirli in modo sublime. Non un pesce fuor d’acqua in pista, ma il suo habitat naturale è diverso. I prezzi partono da 44.000 Euro per la 2.0 L da 197 CV e arrivano a 66.800 per il 6 cilindri in linea. 

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