primo test

Cadillac CT6 [Video primo test]

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La Cadillac CT6 è un'auto 100% americana, anche in termini di piacere di guida. E' una vera regina del comfort, a prezzi veramente interessanti. Però è solo a benzina...

Chissà se oggi Bruce Springsteen canterebbe ancora “Pink Cadillac” se vedesse la nuova CT6. Del resto stiamo parlando dell’ammiraglia del marchio di lusso americano, erede, in qualche modo, di quella leggendaria Eldorado di cui parlava il grande cantautore statunitense. E poi la CT6 rappresenta un punto di svolta fondamentale per Cadillac, che ha scelto di rilanciare il marchio in grande stile partendo proprio dalla sua ammiraglia. Per realizzare questo ambizioso progetto gli americani di General Motors hanno investito più di 380 milioni di dollari nello stabilimento di Hamtramck di Detroit dove, oltre alla CT6, presto verranno costruiti altri due nuovi modelli. Ma è solo l’inizio di una serie di pesanti investimenti, tanto che i vertici GM parlano di alcuni miliardi di dollari da stanziare entro il 2020.

Dal vivo: com’è fuori

Riconoscere la CT6 è facilissimo. Lo stile di queste ultime Cadillac infatti, se da un lato sembra ancora troppo incline a soddisfare i gusti degli americani, rimane di fatto molto personale. In una parola, inconfondibile. Il frontale è dominato da una mega calandra cromata, con il logo Cadillac, da poco ristilizzato, in bella mostra. A dir poco vistosi anche i gruppi ottici full led, con quel “baffo” luminoso, del tutto particolare, che si dilunga nella carrozzeria. L’originalità yankee continua nella zona posteriore, dove sono ancora linee tese a taglienti a dominare la scena. I fari a led riprendono espressamente la conformazione di quelli anteriori, mentre due coppie di terminali di scarico sembrano voler mettere in chiaro le cose, lasciando immaginare un motore raddinato. Le dimensioni parlano il linguaggio delle ammiraglie. La CT6 è lunga 5,18 m, più o meno come tutte le sue principali concorrenti, a partire dalla regina del segmento, la Mercedes Classe S. Il bagagliaio invece, con 433 litri di capacità, non fa di certo segnare un record nella categoria (la BMW Serie 7 ne offre 515, ndr), ma è comunque sconfinato e ben sagomato. Peccato solo per il rivestimento, che non è quanto di più raffinato ci si potesse aspettare per un'auto di questo livello.

Dal vivo: com’è dentro

Se le linee esterne, così nette e anticonvenzionali, divideranno i gusti degli appassionati, gli interni dovrebbero invece mettere tutti d'accordo. Rappresentano infatti un riuscito mix di raffinatezza, tecnologia e sportività. Il merito è di un'uso sapiente dei materiali, che abbina pelle di grande qualità ad alluminio, legni e fibra di carbonio (a seconda degli allestimenti). L'abitabilità è eccezionale, come ci si aspetta su un berlinone più lungo di cinque metri. In particolare dietro si viaggia come re, grazie a due sedute singole che fanno di tutto per garantire il massimo comfort possibile. Il tutto senza rinunciare ad una buona dose di tecnologia. Al centro della plancia troneggia il maxi-schermo da 10,2 pollici del sistema multimediale Cue che, se non fosse per qualche errore di troppo nella traduzione dei diversi menù, avrebbe poco da invidiare ai più completi ed avanzati del momento (leggi Audi, BMW).

Ciliegina sulla torta l’impianto audio premium firmato Bose Panaray con ben 24 altoparlanti

Non manca il touchpad su cui si possono “disegnare” graficamente i caratteri dell’alfabeto per dialogare in maniera più rapida e intuitiva con il software di gestione, ma nemmeno la tecnologia di assistenza OnStar, che comprende l'hotspot wifi in 4G che può essere sfruttato contemporaneamente da tutti passeggeri. Come su altri modelli del brand poi abbiamo trovato con piacere il vano per la ricarica wireless del proprio smartphone. A differenza di alcune competitor (soprattutto tedesche) sulla CT6 c’è già tanto di serie, a partire dal climatizzatore quadrizona con ionizzatore d’aria e dai raffinatissimi sedili riscaldati e ventilati, che integrano cinque programmi di massaggio. I passeggeri posteriori, che diventano i veri protagonisti del viaggio su un’ammiraglia come questa, hanno a disposizione una piccola reggia su ruote. I sedili separati sono reclinabili e regolabili in maniera indipendente. E se proprio vi stesse annoiando ci pensa un sistema multimediale dedicato ad intrattenervi, con due display da 10” integrati negli schienali anteriori, prese USB e HDMi. Ciliegina sulla torta l’impianto audio premium firmato Bose Panaray con ben 24 altoparlanti. 

Tecnologia, non manca niente

La punta di diamante della gamma Cadillac non poteva deludere dal punto di vista della tecnologia. E la CT6 non viene meno alle aspettative, visto che è dotata di tutte i più moderni sistemi di assistenza alla guida. Si parte con l’Advanced Park Assist, utile per facilitare le manovre di parcheggio di un’auto più lunga di 5 metri e con il Rear Camera Mirror, che proietta direttamente sullo specchietto retrovisore interno le immagini catturate dalla telecamera posteriore. L’Enhanced Night Vision aiuta a visualizzare eventuali pedoni o animali nella guida notturna, mentre il Pedestrian Collision Mitigation aiuta ad evitare possibili incidenti con i pedoni grazie ad una frenata automatica di emergenza particolarmente evoluta. Non possono mancare poi il cruise control adattivo con mantenitore di corsia, il monitoraggio dell'angolo cieco e la retrocamera con vista a 360°, che però deve scontare una risoluzione veramente scarsa (anche in questo caso è la stessa che troviamo sulle ultime Opel...).

Tecnica: è tutta nuova

Realizzata negli Stati Uniti, la CT6 nasce su una piattaforma inedita chiamata Omega, particolarmente raffinata (su di lei si sono raccolti una ventina di brevetti). Questo “scheletro” multimateriale ricorre in maniera massiccia all’alluminio, un dettaglio che ha permesso di tagliare di netto il peso complessivo, con risultati sorprendenti. La CT6 infatti, pur avendo dimensioni più generose, è più leggera rispetto ad alcune sue competitor di circa 50-100 kg. A livello di motorizzazioni c’è soltanto una scelta, almeno per le versioni importate in Europa. Si tratta di un nuovo 3.0 V6 biturbo benzina in alluminio, capace di erogare 417 CV e 555 Nm di coppia che viene abbinato ad un cambio automatico a 8 rapporti con convertitore di coppia, sviluppato internamente da GM (non è il solito ZF, ndr). Tutta questa potenza viene scaricata a terra grazie alla trazione integrale di serie, in grado di trasferire in pochi millisecondi parte della motricità all’asse anteriore grazie ad una frizione dedicata. Non mancano poi le quattro ruote sterzanti dell’Active Rear Steer e le sospensioni a controllo elettronico Magnetic Ride Control, in grado di adattare la capacità di smorzamento istante per istante, in modo da garantire sempre il massimo comfort possibile.

Le nostre impressioni di guida

Sulla Cadillac CT6 bastano pochi metri per rilassarsi. Iniziamo il nostro test drive nel posto che conta davvero su un’auto come questa, cioè dietro, da passeggeri. Lo spazio a disposizione su queste ammiraglie è spaziale, possiamo quasi sdraiarci. Intanto il sedile ventilato ci coccola con un bel massaggio, mentre recliniamo ulteriormente lo schienale per goderci un bel film sul display da 10 pollici di fronte a noi, con tanto di telecomando e cuffie wireless firmate Cadillac. Insomma, sembra di stare al cinema, ma con una seduta ancora più comoda. Da questo punto di vista - quello del massimo comfort desiderabile su un’auto - la CT6 non ha veramente nulla da invidiare alle migliori competitor, anche per merito delle magnifiche sospensioni attive che garantiscono uno smorzamento eccezionale, anche sulle strade più sconnesse. Il desiderio di scoprire le doti di guida di questa berlinona a stelle e strisce però ci porta rapidamente a prendere posto dietro al volante. Diamo vita al motore - il tasto Start di avviamento è identico a quello delle Opel… - mentre la posizione di guida, regolabile elettricamente, ci mette subito a nostro agio. 

Lo sterzo, il cambio, le sospensioni e la risposta del motore, sempre pastoso e “pieno”, rendono la CT6 la regina dei grandi viaggi autostradali

Il sei cilindri è silenziosissimo, direi quasi impercettibile. Quando si guida tranquilli questa CT6 è un vero spettacolo. Questa "Cad" - come direbbero gli americani - è dolce e morbida in ogni sua reazione e restituisce un piacere di guida tipicamente USA. Lo sterzo, il cambio, le sospensioni e la risposta del motore, sempre pastoso e “pieno”, rendono la CT6 la regina dei grandi viaggi autostradali. Le cose cambiano però se si alza il ritmo. Anche selezionando la modalità Sport, la CT6 continua a rivelare un animo più da grande esploratrice che da felino scattante. Il coricamento affiora in maniera abbastanza evidente, mentre il motore, che ha una spinta comunque poderosa ai medi, non regala un buon allungo (zona rossa a poco più di 5.500 giri) e non restituisce un sound coinvolgente. Anche lo sterzo rimane sempre morbido, ma soprattutto piuttosto lento, come piace al cliente Usa. Stesso discorso per il cambio, dolcissimo nei cambi marcia ma non di certo fulmineo e coinvolgente come lo ZF. La CT6 ci fa capire in ogni momento che preferisce quindi viaggiare tranquilla, con il cruise attivo impostato, magari su una bella highway americana. Ma non cercate la prestazione assoluta o la reattività di un’auto europea su un’auto che, per scelta, non nasce con queste prerogative. Un difetto? Non proprio, visto che la CT6 non nasce per essere guidata in questo modo e svolge egregiamente il suo ruolo di ammiraglia, garantendo un comfort eccezionale ai passeggeri posteriori.

Consumi

Nel corso del nostro breve test la CT6 si è tenuta intorno a percorrenze prossime ai 7 km/l. Anche in questo caso valori non proprio a misura d’Europa, che pesano soprattutto per l’assenza di un’alternativa (diesel e plug in ibrido). Gli ingegneri Cadillac in ogni caso non escludono in futuro la possibilità di portare dei motori a gasolio sulla gamma europea o soluzioni ibride, già disponibili negli Stati Uniti.

Conclusioni

La Cadillac CT6 si dimostra un’auto 100% americana, anche dal punto di vista del piacere di guida, che rimane fedele all’impostazione a stelle e strisce. Il comfort di guida però, così come la tecnologia di bordo sono ai massimi livelli. Il tutto ad un prezzo molto interessante in relazione alle competitor. Si parte da circa 73.000 euro per arrivare ai 94.000 euro circa della versione top di gamma protagonista della nostra prova. Questo significa che al prezzo “base” di una Classe S qui vi portate a casa il top del top. 

Pregi e difetti

  • Pregi Peso contenuto - C’è tanto già di serie - Prezzo interessante - Comfort eccezionale
  • Assenza motori diesel/ibridi - Piacere di guida dal sapore fin troppo americano - Gravi errori di traduzione nei menù dei sistemi di bordo

 

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