prova su strada

Jaguar XF Sportbrake

Station wagon in abito sportivo
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Entra in concessionaria, ad un prezzo di 50.550 euro, la nuova Jaguar XF Sportbrake, variante wagon della già conosciuta XF. Linee da "coupé" e tanto spazio è anche piacevole da guidare. Peccato per la trazione integrale, che non c'è

Jaguar XF Sportbrake

Tra i vari tabù caduti nel corso dell'ultimo decennio in casa Jaguar quello della station wagon è stato probabilmente quello più contestato. Vada per le motorizzazioni diesel, oggi più che mai a livello della miglior concorrenza, ma quella coda allungata sulla X-Type ha lasciato sempre un po' d'amaro in bocca: non che la vettura fosse sgraziata in assoluto, anzi, ma la voglia di non sbagliare aveva portato alla realizzazione di un progetto troppo conservativo e poco personale per gli standard a cui Jaguar ha da sempre abituato i suoi clienti.

 

Un'esperienza non del tutto positiva della quale i vertici di Coventry hanno saputo farne tesoro con la nuova Jaguar XF Sportbrake, in listino a 50.550 euro, che sin dal primo sguardo si dimostra interessante e personale. Una station wagon sportiva, moderna, che cavalca con grande coraggio le tendenze di un mercato che anche in una station wagon cerca i cromosomi di una coupé.

jaguar xf sportbrake confronta modello
Metti a confronto la nuova Jaguar XF Sportbrake con le sue dirette concorrenti sul mercato grazie al nostro Confronta Modello

Imponente ma con forme da "coupé"

Tanto imponente nelle dimensioni - è lunga 4,96 m, larga 1,92 ed alta 1,46 - quanto sfuggente nelle forme di coda, grazie a soluzioni furbe come il montante C che raccorda senza soluzione di continuità le vetrature posteriori esaltando la soluzione del tetto spiovente. Il tutto senza farsi mancare chicche come i gruppi ottici anteriori con luci diurne a LED a forma di J (soluzione ripresa anche al posteriore) o particolari soluzioni di stile mirate ad esaltarne la sportività come le prese d'aria laterali o la griglia anteriore di generose dimensioni in cui spicca il logo Jaguar.

Tanto bagagliaio e più spazio dietro

XF Sportbrake, insomma, si presenta con cromosomi da sportiva pur vantando caratteristiche da vera station wagon: sono 550 i litri disponibili (1.675 abbattendo progressivamente gli schienali) sviluppati in una lunghezza massima di 1.970 mm ed una larghezza 1.064 a tutto vantaggio della capacità di trasporto di oggetti lunghi ed ingombranti. Per facilitare anche il trasporto di borse o pacchetti più contenuti sono previste anche soluzioni a binario che permettono di compartimentare lo spazio per evitare che si spostino durante il viaggio. A tutto questo si aggiunge anche il fatto che il portellone del bagagliaio può essere aperto elettricamente traverso un telecomando grazie al sistema Soft Close. L'arrivo della coda "lunga" non ha portato in dote solo spazio per il trasporto oggetti: il plus migliora la versatilità ma allo stesso tempo permette ai passeggeri di godere di maggior spazio a bordo grazie a 4,8 centrimetri in più per la testa di chi siede dietro.

Interni: è come la...XF

Nessuna modifica, invece, per la zona anteriore. La classica cura artigianale dei dettagli, la radica, la pelle, il legno e tutto quello che da sempre ha caratterizzato le vetture Jaguar si ritrova in tutto e per tutto anche nella Sportbrake, che sin dal modello base propone clima automatico bizona, cruise control, interni in pelle, fari bixeno e cerchi da 17". Negli altri tre allestimenti (Luxury, Premium Luxury e Portfolio affiancano la XF Sportbrake standard) il livello di accessori cresce con l'aumentare del prezzo, che va da 50.550 euro ai 65.910 della 3.0 DS V6 nell'allestimento top, che come la base non offre però navigatore e sensori di parcheggio se non a pagamento.

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La XF Sportbrake è una vettura station wagon di quasi 5 metri di lunghezza ma presenta un design particolarmente sportivo e filante

Tre motori diesel. Il 4x4 arriverà

La gamma motori si compone, almeno al momento ed almeno in Italia, di sole motorizzazioni a gasolio. Alla base della gamma trova posto il 2.2 litri da 200 CV in grado di accelerare la XF Sportbrake da 0 a 100 km/h in 8,8 secondi assicurando un consumo medio di 19,6 km/l ed emissioni di CO2 di 135 g/km. Un motore a misura d'Italia ma per chi vuole qualcosa in più è disponibile una coppia di V6 da 3.0 litri dalle caratteristiche interessanti: la prima, superbollo-free, vanta 240 CV mentre la seconda sfora il limite dei 250 CV di 25 unità (275 complessivi) pur vantando consumi identici a quelli del fratello minore: 6,1 l/100 km e 163 g/km di CO2. Diverse, ovviamente, le prestazioni: si va dai 7,1 secondi per passare da 0 a 100 km/h della V6 "light" ai 6,6 secondi della motorizzazione più potente.

 

Numeri da sportiva ottenuti sfruttando anche il potenziale del cambio ZF ad 8 marce, di serie anche sulla quattro cilindri alla stregua dello Stop&Start. Una versione integrale arriverà con ogni probilità il prossimo anno, anche se è ancora presto per parlarne nel dettaglio: l'unica cosa certa è che si svilupperà sul motore V6 benzina ad oggi non disponibile nel nostro Paese.

La XF Sportbrake è tanto imponente nelle dimensioni - è lunga 4,96 m, larga 1,92 ed alta 1,46 - quanto sfuggente nelle forme di coda, grazie a soluzioni furbe come il montante C che raccorda senza soluzione di continuità le vetrature posteriori esaltando la soluzione del tetto spiovente

Sicurezza attiva al top

In termini di sicurezza, sulla XF i tecnici Jaguar hanno provveduto a dotare la vettura di tutto quello che serve per ottenere cinque stelle ai crash test EuroNCAP: in più, sulla Sportbrake, sono disponibili il sistema Adaptive Dynamics - monitora costantemente le sospensioni 500 volte al secondo impostando l’assetto ottimale in base alle condizioni della strada ed allo stile di guida - ed il Jaguar Drive Control, che lavora in combinazione con il DSC (Dynamic Stability Control, ndr) ed offre diverse modalità di guida. Oltre a Sport e Dynamic è presente la funzione Winter che limita la risposta dell’acceleratore per offrire trazione in ogni condizione di aderenza.

Dal vivo: com'é fuori

In Jaguar hanno capito la lezione e dopo aver giocato di rimessa con la X-Type hanno lasciato correre libere le matite dei designer per definire il look della seconda station wagon nella storia del brand di Coventry. Il risultato è quello di una vettura estremamente versatile e spaziosa ma del tutto in linea con le esigenze di un mercato che anche in una station wagon cerca sempre più le forme di una coupé. Oltre alle forme sono degni di nota l'illuminazione a LED dei gruppi ottici, sia davanti che dietro caratterizzata da una elegante ed evocativa J "distesa", la finitura scusa del montante C, lo stile dei cerchi in lega e, più in generale, la cura delle finiture e la precisione di assemblaggio.

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La XF Sportbrake presenta un bagagliaio veramente ampio e ben sfruttabile grazie ad una serie di soluzioni intelligenti

Dal vivo: com'é dentro

Una volta aperta la porta della XF Sportbrake si apprezza, come sulla berlina, l'eleganza degli interni. Che sia una Jaguar lo si capisce dallo stile moderno ma comunque personale, dall'uso di materiali pregiati per i rivestimenti ma soprattutto per le finiture, che spaziano dal carbonio all'alluminio passando per il legno in ase all'allestimento. L'impressione, in ogni caso, sin dalla versione d'accesso è quella di aver a che fare con un prodotto di qualità superiore. Nella zona anteriore non ci sono particolari differenze tra berlina e station wagon: la posizione di guida, dunque, rimane quella comoda di sempre, con i sedili comodi ma comunque in grado di offrire contenimento laterale, ed una possibilità di regolazione ben oltre la media mentre dietro cambiano molte cose.

La seduta è sportiva ma comoda

Sedute comode, ampie, comunque profilate sono offerte a passeggeri posteriori che possono ora godere di quasi cinque centimetri di spazio in più per la testa: un elemento molto utile per ospitare amici più alti della media ma più in generale per assicurare una sensazione di spazio sconosciuta alla berlina. Rimane un po' scomodo, per via del tunnel centrale, il passeggero centrale tenendo fede allo standard di categoria per cui nonostante le dimensioni si viaggia comodi in quattro.

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Gli interni della Sportbrake riprendono fedelmente quelli della XF berlina 

Multimedialità: manca un po' di facilità d'uso

Non manca davvero nulla in termini di multimedialità. Attingendo il navigatore dalla lista degli optional la XF Sportbrake ha davvero di tutto e di più anche se in termini di facilità d'uso la logica di funzionamento di alcune schermate del display da 7" è tutt'altro che user friendly. Va molto meglio con la disposizione dei tasti funzione "base" così come troviamo molto azzeccata la scelta di non utilizzare una cloche per il cambio ma un meno ingombrante joystick a rotazione che oltre a lasciare più "pulita" la plancia ha permesso di ricavare dei comodi vani portaoggetti per riporre le cose di tutti i giorni proteggendoli da sguardi indiscreti.

Vano bagagli: c'è tanto spazio per tutto

Nonostante le apparenze è davvero eccezionale lo spazio assicurato dal vano bagagli. Pur senza essere alto come quello di alcune rivali, lo spazio messo a disposizione dalla XF Sportbrake è davvero eccezionale quando si vanno ad abbattere i sedili - quasi due metri di piano di carico pianeggiante - dimostrandosi comunque oltre la media nella normale configurazione cinque posti. Spicca la presenza del portellone ad apertura elettroattuata e l'altezza da terra della soglia, solitamente sacrificata per questioni di stile sulle station wagon che strizzano l'occhio alle coupé.

Su strada la XF Sportbrake conferma la bontà della versione berlina con il plus delle sospensioni attive posteriori che da un lato compensano il maggior peso e dall'altro assicurano tarature specifiche in base alle condizioni di guida

Si guida meglio della berlina...

Su strada la XF Sportbrake conferma la bontà della versione berlina con il plus delle sospensioni attive posteriori che da un lato compensano il maggior peso e dall'altro assicurano tarature specifiche in base alle condizioni di guida. Ecco perché, anche quando si va a guidare su neve e ghiaccio come nel corso del nostro test, ci si accorge che quei 1.735 kg sono bilanciati e "facili" da gestire forse più che sulla berlina.

Il motore 2.2 ha (più di) quello che serve

Gran parte del merito del piacere di guidare che assicura la XF è dovuta anche alla performance del quattro cilindri da 2.2 litri turbodiesel da 200 CV e 450 di coppia massima, che da parte sua vibra poco ed alza pochissimo la voce, anche nelle fasi di piena accelerazione. Un motore perfettamente in linea con le esigenze di una vettura come la XF Sportbrake e del mercato italiano, ben assistito da un cambio - lo ZF ad 8 marce - che ad oggi risulta essere ancora il miglior automatico oggi presente sul mercato.

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In Italia la XF Sportbrake viene offerta con tre motori diesel tutti abbinati all'efficientissimo cambio automatico ZF a otto marce

ZF 8 marce: si conferma al vertice

Come accade anche sulle altre vetture che lo adottano (BMW in particolare) la trasmissione automatica è in grado infatti di esaltare performance del motore ma allo stesso tempo far girare il motore a regimi estremamente bassi, a tutto vantaggio dell'efficienza e del confort, quando si guida rilassati. Non manca una modalità Sport, che forza l'uso di rapporti inferiori, così come non mancano i paddles dietro al volante attraverso i quali è possibile scegliere il rapporto migliore di curva in curva a tutto vantaggio del feeling di guida da cambio manuale. Degno di nota lo Stop-Start, basato sulla tecnologia Twin Solenoid Starter: gli avviamenti e gli spegnimenti sono molto rapidi ma soprattutto, a differenza di quanto accade su altre competitor, non si avvertono fastiose vibrazioni quando il motore si arresta o al minimo dopo la sosta.

In conclusione

E' arrivata tardi sul mercato ma la XF Sportbrake ha tutte le carte in regola per piacere al pubblico europeo ed agli italiani in particolare: stile sportivo, spazio a bordo, blasone del brand ma soprattutto motori e finiture all'altezza della migliore concorrenza tedesca sono gli elementi chiave di un possibile successo, alla stregua della forte attività di comunicazione con cui Jaguar ne sta supportando il lancio.

 

E' presto per tirare le somme ed i numeri del segmento E sono in forte ascesa da alcuni mesi a questa parte, ma è probabile che questo giaguaro a coda lunga possa regalare grandi soddisfazioni alla filiale italiana in particolar modo nella già interessantissima motorizzazione 2.2 diesel. Unica pecca è la mancanza della versione integrale alla quale Jaguar sta pensando di porre rimedio con l'arrivo, nel 2014, di una integrale spinta dal motore V6 benzina.

 

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