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Mini Clubman | test drive #AMboxing

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Mini Clubman si rinnova. La hatchback inglese cresce, senza perdere nulla dello stile che la contraddistingue

È adatta a chi cerca una variante meno mini di Mini. Si tratta di Mini Clubman, la ''station wagon'' del produttore tedesco che sbarca sulle nostre strade con una nuova veste dei gruppi ottici e del bagagliaio posteriore. Si fa notare già al primo passaggio, perché si capisce di avere davanti agli occhi una Mini un po' più lunga. Cos'è? Cos'è? E inevitabilmente, finisci per girarti. Un peccato? Certamente no.

Esterni

Negli esterni l'effetto wow è indubbiamente sul bagagliaio, la cui apertura è divisa a metà come nella generazione precedente. Stavolta, però, i designer di Mini hanno portato a termine un lavoro di affinamento di ogni componente, che trova quella giusta armonia che a nostro giudizio mancava sul modello passato. Le uniche pecche di un bagagliaio così organizzato sono due: 1. se dietro hai parcheggiato un SUV, ci sarà una certa difficoltà a operare; 2. la giuntura della chiusura del bagagliaio toglie una porzione importante di angolo alla visibilità posteriore. Esempio: se in autostrada su un lungo rettilineo abbiamo una macchia attaccata al nostro baule, la vedremo senza problemi; se invece da lontano arriverà una Maserati a tutta birra, la vedremo solo in un secondo momento, e verremo sicuramente sfanalati con una certa arroganza che avremmo preferito evitare. Il valore positivo di questo bagagliaio consiste invece nella leggerezza delle due parti da aprire. Tra l'altro, una delle due si sgancia automaticamente, cliccando la chiave (c'è l'ingresso keyless, altro valore aggiunto da non sottovalutare). Per il resto, ci troviamo di fronte a una vettura che supera di 20 centimetri i 4 metri, che tocca il metro e ottanta di larghezza, e che è alta 1 metro e 44. Nell'abitacolo, i più alti andranno a calarsi, ma l'accesso a bordo è garantito da portiere sufficientemente ampie che si aprono con un angolo più che sufficiente. Sulla nostra versione in prova, spicca sicuramente il tettuccio apribile, e spicca la colorazione bicromatica che conferisce all'idea di insieme quel solito carattere che si ritrova anche sugli altri modelli del gruppo. I cerchi sono da 17, i gruppi ottici sfruttano la tecnologia full led, con una modalità diurna a ferro di cavallo difficile da dimenticare.

Interni

Il solito effetto lounge si abbina alla possibilità di personalizzazione e agli elementi circolari disponibili in vettura. Tutto parte dal ring, che ha sostituito il tachimetro delle prime Mini e che oggi restituisce, in versione cromatica, il frutto di tutte le nostre operazioni alla guida e sul lato passeggero. Il ring, un anello di diametro molto ampio, si illumina di verde quando è attivo lo start and stop, di blu quando conversiamo al cellulare, di bianco quando in fase di marcia acceleriamo e freniamo, perché ci mostra i giri del motore. Sono solo alcune delle chiavi grafiche che abbiamo a disposizione, e va detto che la razionalità può essere lasciata in secondo piano quando il lato emotivo prende il sopravvento in un ambiente curato nei particolari. Non fanno eccezione la plancia e i sedili: la prima è organizzata con il tipico gusto Mini, con tanto di cromature intorno alle bocchette dell'aria (ci sono anche dietro!), i secondi hanno una ottima trama e fianchetti generosi che potranno a volte mettere a repentaglio la comodità dei passeggeri più large. Il passeggero sta comodamente sul proprio sedile grazie al vano portaoggetti particolarmente incassato; il driver può contare sulla regolazione elettrica del sedile, con due posizioni di memoria e il settaggio della parte lombare. Il volante si orienta, oltre che in altezza, anche in pronfondità, e dietro c'è spazio per due persone, a patto che chi si siede davanti non sia così abbondante. Il bagagliaio parte da circa 300 litri di capienza, che diventano più di 1200 a sedili posteriori abbattuti.

Se in autostrada su un lungo rettilineo abbiamo una macchia attaccata al nostro baule, la vedremo senza problemi; se invece da lontano arriverà una Maserati a tutta birra, la vedremo solo in un secondo momento, e verremo sicuramente sfanalati con una certa arroganza che avremmo preferito evitare

Motori

A disposizione per questa prova abbiamo il tre cilindri 1.5 benzina, che erog a136 cavalli e una coppia massima di 220 Nm già a 1250 giri. Lo spunto in partenza c'è, ma dobbiamo giocare con il cambio se vogliamo trovare la prestazione giusta, e togliere quell'alone di pigrizia in ripresa. Per il resto, è un motore che premia le distanze e la tranquillità di guida, anche se le modalità di guida sono tre. Mini Clubman, grazie anche a un sistema start and stop inappuntabile, ci consente di percorrere in città 12 chilometri con un litro, 15 a limite autostradale, 18 a 110 orari. Raggiunge da ferma i cento all'ora in 9.1 secondi, e tocca una velocità massima di 205 chilometri orari. In frenata di emergenza gli spazi di arresto sono contenuti, e come sempre ottima la ripartizione dei carichi. Servirà però tanta pressione sul freno, con la tenuta di strada sempre inappuntabile al pari della fase di marcia.

Mini Clubman parte in versione Cooper da oltre 25.000 euro. La versione che abbiamo provato sfonda quota 32.000 euro, ma i limiti non ci sono, grazie alla lista di personalizzazioni pressoché infinita

Sensazioni di guida (cambio frizione sterzo)

La doppietta automatica in scalata è forse il punto più interessante da registrare in fase di guida. La centralina di Mini Clubman mostra infatti una intelligenza fuori dal comune, che ci permette di ottenere una sensazione di guida da pilota. Peccato che il tutto si perda su un pizzico di indolenza del motore tre cilindri benzina da 1.5 litri, non così brioso in ripresa, ma comunque sufficientemente elastico come descritto poco sopra. Il volante, e in generale lo sterzo, ha perso un minimo di approccio diretto; sulla corona abbiamo sensazioni mediate rispetto al feeling kartistico ritrovato su altre Mini, ma non ci possiamo lamentare. Il cambio non si impunta mai, la frizione è invece un pizzico gommosa e alla lunga pesante. In fase di guida, non dispiace la possibilità di vestire Mini Clubman con la modalità preferita: si parte da Green, si passa da Normal e si giunge fino a Sport, in cui la centralina eroga un maggiore apporto di carburante spingendo un po' di più rispetto al normale. Va però detto che non si tratta di una modifica così sensibile, e alla lunga su Mini Clubman sarà preferibile uno stile tranquillo, anche in virtù dell'ottimo comfort di bordo disponibile. Lo start and stop, come già accennato, entra sempre, e in generale si registra una grande comodità, unità alle sospensioni non certo rigide come in passato.

Sistemi sicurezza attivi

A disposizione noi abbiamo un ottimo sistema anticollisione, che prima di agire direttamente in fase di emergenza, ci pre-avverte con una Mini stilizzata nel quadro strumenti, ogni qualvolta ci avviciniamo troppo al veicolo che ci precede. Interessante, ma per avere qualcosa in più dovremo aprire il portafogli.

Altri optional

Come sempre, il gruppo BMW-Mini si distingue per un elenco di personalizzazioni infinito. Non fa eccezione Mini Clubman, che sulla nostra versione, oltre alla tecnologia full led dei gruppi ottici, aggiunge i sensori posteriori di parcheggio e il sistema anti-collisione. In generale c'è tutto, ma molto è in chiave optional e non presente nei pacchetti. Per esempio, noi non avremmo scelto questi comuni cerchi da 17 pollici, ma avremmo preferito qualcosa di più ricercato per dare un tono in più alla nostra Clubman. Bello, ma non così utile, il tettuccio apribile.

Target, prezzi e conclusioni

Adatta alle madri di famiglia che vogliono una chicca di design in più (quella del bagagliaio posteriore), Mini Clubman parte in versione Cooper da oltre 25.000 euro. La versione che abbiamo provato sfonda quota 32.000 euro, ma i limiti non ci sono, grazie alla lista di personalizzazioni pressoché infinita. Mini Clubman può assumere diversi contorni a seconda degli optional scelti, e in generale va aggiunto almeno un quarto del prezzo della macchina per arrivare a un buon grado di personalizzazione.

Pregi e difetti

  • Comfort di bordo - Design ricercato + Non sempre comodo il bagagliaio posteriore, specialmente nei parcheggi in parallelo + La giuntura del bagagliaio toglie un po' di angolo alla visibilità posteriore + Pigro in ripresa il tre cilindri 1.5 benzina
  • Non sempre comodo il bagagliaio posteriore, specialmente nei parcheggi in parallelo - La giuntura del bagagliaio toglie un po' di angolo alla visibilità posteriore - Pigro in ripresa il tre cilindri 1.5 benzina

 

Scheda

Motore In prova
Cilindrata: 1.5 benzina
Numero cilindri: 3
Potenza: 136 cavalli
Coppia: 220 Nm a 1250 giri
Cambio: manuale a sei rapporti
Trazione: anteriore
Consumo: 15 chilometri nel misto
Emissioni CO2 per km: 118 grammi

Prestazioni:
Velocità Massima: 205 chilometri orari
0-100: 9.1 secondi

Misure:
Lunghezza/Larghezza/Altezza in cm: 420/180/144
Passo: 267 cm
Bagagliaio: 360-1250 litri
Pneumatici: 17 pollici
Peso: 1375 chilogrammi

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