prova su strada

Mini Cooper D Clubman

Inconfondibilmente Mini ma con più spazio
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Tra le caratteristiche del modello, oltre al nuovo motore diesel da 112 CV, anche il piacere di guida assicurato da sterzo, telaio e sospensioni

Mini Cooper D Clubman

Terzo modello di una gamma recentemente ampliata con l'arrivo della Countryman, Mini Clubman è con ogni probabilità la versione più ricercata e costruttivamente raffinata di una gamma che oggi si compone della classica berlina, della cabrio, della già citata novità a cinque porte ed, appunto, della Clubman.

Più lunga di 24 centimetri rispetto alla versione standard, la Clubman non esce troppo dagli schemi della seconda generazione della Mini by BMW nella zona frontale, differenziandosi in modo evidente nelle linee che caratterizzano la coda e la fiancata.

HERITAGE E DESIGN
Sì perchè oltre ad aver messo le linee della Mini in una SW gli stilisti del brand anglo-tedesco si sono spinti oltre andando ad introdurre una terza porta (la Clubdoor) sul lato destro che si apre e si chiude controvento se e solo se la porta del passeggero è aperta. Per quanto concerne la coda, invece, la classica soluzione del portellone a tutta ampiezza, che è tipica delle SW, è stata sostituita da una stilosissima soluzione a doppia porta con apertura a libro.

Mancano, a differenza della Mini Clubman originale, le finiture in legno della fiancata: al loro posto la classica caratterizzazione estetica dei tre montanti, che come da tradizione Mini "new generation" sono di tinta diversa rispetto a quella della carrozzeria.

POCO MENO DI 4 METRI
Lunga 3.937 mm, larga 1.683, alta 1.426 mm la nuova Clubamn non è molto diversa rispetto al modello dalla quale deriva in termini di interni, almeno per quanto concerne l'impostazione stilistica ed i volumi che interessano chi siede davanti. Dietro, invece, le novità parlano di maggior spazio per i due/tre passeggeri (grazie al passo esteso a 2.547 mm, + 80 mm) ed un vano bagagli in grado di ospitare 260 litri in configurazione standard e 930 litri abbattendo la fila di sedili posteriore: Mini la dichiara in grado di ospitare anche una bicicletta.

In termini di meccanica, lo schema tecnico confezionato dai tecnici del Gruppo BMW prevede ruote anteriori indipendenti con schema tipo McPherson e posteriori a bracci multipli (Multilink) oltre che servosterzo elettrico ed un completissimo pacchetto di assistenza dinamica, che prevede ABS, controllo della trazione, ESP e molto altro.

SEI MOTORI
Una vettura estremamente completa, alla quale sono stati abbinati motori a quattro cilindri di ultima generazione, sia benzina che turbodiesel. Andando in ordine di sportività, i benzina sono in listino con i modelli John Cooper Works Clubman (1,6 turbo, 211 CV), Cooper S Clubman (1.6 turbo, 175 CV), Cooper Clubman (1.6 120 CV), e OneClubman con il 1.4 da 95 CV di recente introduzione.

Il diesel è disponibile nella versione da 90 CV One D Clubman (1.6 turbo) ed in quella protagonista della nostra prova (Cooper D Clubman), ovvero la versione più potente del 1.6 turbodiesel sviluppato da BMW e PSA, in grado di sviluppare 110 CV ed un picco di 260 Nm di coppia. Un motore che permette a Mini di accelerare da 0 a 100 km/h in 10,4 secondi e toccare i 193 km/h di velocità massima. Più di 20 km/l il consumo medio di gasolio dichiarato.

EFFICIENZA DINAMICA
Un risultato, quest'ultimo, a cui ci si può avvicinare con il cambio automatico a richiesta o facendo buon uso del cambio manuale a sei marce e del piede destro, ben assistiti dai sistemi di derivazione BMW EfficientDynamics che permettono al motore di spegnersi in coda se si mette il cambio in folle (Stop&Start) o di girare senza dover costantemente subire l'attrito dell'alternatore, in passato attivo per tenere in vita i servizi e ricaricare la batteria: ad assicurare efficienza e corretto funzionamento di tutto, oggi, ci pensa una migliore gestione dell'impianto elettrico, che ricorre all'alternatore per ricaricare la batteria solamente nelle fasi di frenata.

 

COME UNA...MINI
Tecnologie con cui, alla resa dei conti, non ci si accorge di aver a che fare: la Clubman si guida come una vettura tradizionale, con la differenza che al semaforo si può ascoltare la radio o chiacchierare senza il sottofondo, anche se minimo, del motore.

Sottofondo che è basso sia al minimo sia in accelerazione, con picchi che rientrano nella norma in prossimità della zona rossa: limite sino al quale è inutile spingersi, non solo perchè le "freccine" sul display suggeriscono il cambio marcia per consumare meno...ma soprattutto perchè il 1.6 turbodiesel dà il meglio di sé tra i 1.800 ed i 3.600 giri, quindi 400 giri prima della zona off-limit.

GOKART FEELING
Si tratta di un motore elastico, ben assistito da un cambio manuale ben rapportato e dotato di una "human-interface" che rientra a pieno titolo nella definizione di maschia: Mini è un fenomeno di tendenza, la versione Clubman è probabilmente studiata anche per venire incontro alle esigenze delle mamme più trendy, ma alla fin fine resta una vettura con caratteristiche prestazionali che vanno ben oltre lo standard del segmento B...ed in quanto tale viene dotata di comandi che permettono di avere un rapporto diretto con la meccanica e quanto passa sotto le ruote.

Ad essere meno friendly della media, infatti, è anche lo sterzo, il comando del freno e quello della frizione: in Mini, questo setup dei comandi, lo fanno convergere in un elemento che chiamano Go-Kart Feeling, di cui ci si accorge anche sotto il profilo dinamico dopo poche curve. Leggermente più sottosterzante e meno agile rispetto alla versione 2 volumi, la Clubman è comunque velocissima a centro curva e permette di levarsi più di qualche soddisfazione nei percorsi di montagna. Niente male nemmeno l'impianto frenante, che appare infaticabile e decisamente ben calibrato rispetto alle esigenze dinamiche della vettura.

CURA DA TEDESCA
Internamente la vettura è ben fatta, con una cura per il dettaglio da tedesca ed una forte attenzione per l'heritage della Mini, che si materializza anche in elementi estremamente "stilosi" ma inutilizzabili nelle funzioni che sono passate attraverso il filtro del tempo: il "polo multifunzionale" al centro della plancia, infatti, è illeggibile se utilizzato alla stregua di come era stato pensato negli anni '60 (tachimetro) mentre funziona egregiamente se si sfrutta il potenziale multimediale del sistema Mini Connect: davvero eccezionale la gestione SW che sovraintende il funzionamento della radio, del bluetooth e del navigatore satellitare, pilotabile dalla piccola cloche posta tra i sedili nel tunnel centrale.

FASHION WAGON
Ah già, dimenticavamo: la Clubman è anche una station wagon. Sarebbe meglio definirla fashion wagon, perchè di spazio ce n'è per due in termini di bagagli e la praticità delle romanticissime porticine posteriori è quantomeno dubbia e limita anche la vista sullo specchietto posteriore oltre che quella dell'occhio in fase di manovra. Di fatto, senza questi elementi, la Clubman non sarebbe una Clubman e quindi muovere degli appunti a riguardo sarebbe probabilmente fuori luogo.

QUANTO COSTA
Il listino della Mini Clubman si apre a 20.150 con la One Clubman e si chiude a quota 31.950 euro con la sportivissima versione John Cooper Works Clubman. Per la Cooper D Clubman protagonista della nostra, invece, il listino parla di 23.650 euro.

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