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Porsche 911 (1990) trasformata in 911 del 1973 by Carrozzeria Corato: che spettacolo [video]

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Carrozzeria Corato è una delle più stimate per il restauro di Porsche 911 e 356. Ci siamo imbattuti in una delle loro ultime opere, una 911 del 1990 riportata, sotto il profilo estetico, al 1973 utilizzando solo componentistica originale

Dici Porsche e pensi a 911, ovviamente. Dici 911 allora ma poi pensi a… Molte varianti esistite fino a oggi. Eccone allora provata da noi una un po’ speciale, realizzata come trasformazione su base di una vettura dell’anno 1990 per renderla analoga a una precedente versione, del 1973. Ma come? Diranno quelli che magari non conoscono la storia della 911. Ebbene sì, è fattibile e soprattutto il fascino "costante" di queste auto ha molte sfaccettature e non segue il tempo, o meglio non ne viene scalfito, semmai per molti il contrario.

Ecco allora che la carrozzeria Corato di Vicenza ci fa prima intravedere e poi provare questa bella realizzazione artigianale, terminata di recente: una Porsche serie 964 inizio anni Novanta, restaurata su impronta 911 inizio anni Settanta. Certo originale, certo da smontare idealmente pezzo per pezzo se si conoscano bene entrambe le versioni per contarne le precise modifiche, con pezzi originali ovviamente.

Com’è fuori

Abbastanza unica, se si conoscano bene queste vetture, per quanto appaia una Porsche 911. Anteriormente i parafanghi sono cambiati, più stretti, con fari e griglia come nella versione del 1973. Analoga la correzione su cofano e paraurti, mentre i cerchi sono dei Fuchs molto originali per la scampanatura che pur a richiamo esatto di quel periodo, hanno una forma che riesce a integrarsi bene nel profilo stretto della 911 modificata. Le cromature estese a tutti i profili sono stare rifatte a nuovo, sposate ai retrovisori di inizio anni Settanta, mentre dietro altra variazione forte per quella che era una versione 4 resa più semplice con paraurti metallico, rivestito, separato e griglia inferiore, a richiamo del ventennio precedente.

Com’è dentro

Sapore anni Novanta, perfettamente ripristinato in questo caso, che filtra molto meno la meccanica in termini di sonoro e vibrazioni rispetto a oggi. Dimensioni e spazi dell’epoca con volante a quattro razze, strumentazione a cinque elementi circolari e una selleria relativamente confortevole, pensando al periodo e alla derivazione sportiva, già ben regolabile elettricamente. Non mancavano però già allora aria condizionata, finestrini elettrici e qualche dispositivo di sicurezza, come ABS e un Airbag, frontale. Insomma se fuori è un oggetto unico che richiama al modello anni Settanta, dentro si ha il plus un po' contrastante e morbido del progresso fatto in quasi un ventennio, a tutto vantaggio del comfort, pur oggi parecchio inferiore a quanto riteniamo minimo anche sulle sportive pure.

Come si guida

Il 3.6 iniezione, raffreddato ad aria, in questo caso è minimamente corretto nella sua manutenzione straordinaria per spingerlo un po’ oltre, in termini di resa. Un motore che gira, o meglio spinge, molto bene dai quattro ai settemila giri, per erogare circa 250 cavalli in una maniera non del tutto usuale sino a quel periodo; corsa corta per gli alti ma un buon fiato anche se si lasci una marcia talvolta lunga, in rilassatezza (relativa) per quel periodo e il genere di auto; d'altronde è una Porsche. 0-100 Km/h in soli 5,7 e velocità massima prossima ai 260 Km/h: roba non da tutti all’epoca e non per quel modello che “sembrerebbe” da fuori soprattutto, almeno non con questo livello di maggior precisione e sicurezza anni Novanta. Certo, alla guida è anche meno lontana di quanto appaia, perché del tipo da Porsche inizio anni Novanta e non Settanta, più rude, ma certo pesa ben più delle 911 attuali, in termini di impegno e precisione, per le cambiate soprattutto e le rapide sterzate, pur servoassistite. Lo sbalzo posteriore del sei cilindri è tale da farsi sentire nei movimenti di trasferimento carico: per un amante della guida di quegli anni, su fondi di buona aderenza, è un bel sentire.

In sintesi

Un’auto classica particolare, realizzata su specifica e gusto personale, che va un po’ contro il purismo dei singoli modelli Porsche mischiando l’elemento estetico del passato alla sostanza di quasi un ventennio seguente, con il piacere di alcuni e la critica di altri: de gustibus. Di certo un bel lavoro da parte della carrozzeria vicentina, gradevole e capace di stimolare attenzioni, commenti, apprezzamenti anche da chi ai tempi non ha potuto conoscere queste Porsche, appartenenti a una fase non brillante per la Casa di Stoccarda sotto molti punti di vista, ma oggi sempre di valore per gli appassionati. L’opera è ovviamente reversibile, facendo tornare la 964 quello che era in origine, con qualche giorno di fermo vettura.

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