prova in pista

Seat Leon Cupra

Purosangue spagnolo
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Non ha il pedigree delle cugine Volkswagen ed Audi ma con 32.200 euro offre una dotazione top ed un livello di guida eccellente. SC o cinque porte arriva in concessionaria nel mese di giugno

Seat Leon Cupra

La nuova Leon Cupra nasce con almeno due obiettivi: il primo è quello di essere la Seat più potente di sempre mentre il secondo, seppur mai dichiarato, è quello di rappresentare una valida alternativa a vetture come Renault Megane RS ed Opel Astra OPC, ma con il dovuto rispetto per Audi S3 e Volkswagen Golf R, che ad una sostanziale condivisione meccanica offrono però il plus della trazione integrale.

 

Una declinazione, quella della nuova Leon Cupra, solitamente molto apprezzata dai clienti tedeschi e britannici - anche nelle tinte più sgargianti - e tutto sommato guardata con interesse in Italia, seppur con le solite riserve legate più al brand che al prodotto in sé. Un fattore, quest'ultimo, determinante in fase d'acquisto ed al quale si sommava il fatto che la precedente Leon si proponeva in un'abito decisamente più personale e meno uniformato al look delle più nobili gemelle tedesche.

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La nuova Leon Cupra viene offerta in Italia nella versione SC a tre porte e ma anche nella più versatile variante di carrozeria a cinque sportelli

Stile tedesco, cuore spagnolo

Un design che oggi la Leon ha fatto suo declinandolo però in una veste che si riconosce anche da lontano, grazie soprattutto all'impronta delle luci full-led, e che nella versione Cupra viene esaltato con nuovi paraurti anteriori e posteriori sportivi, una calandra dall'architettura inedita, un pacchetto aerodinamico molto raffinato e cerchi in lega da 19" (gommati 235/35) che lasciano intravedere delle aggressive pinze rosse con logo Cupra che mordono dischi 340x30 davanti e 310x22 dietro. Non manca, come ogni sportiva doc che si rispetti, un sistema di scarico specifico: in questo caso i tecnici di Seat Sport hanno optato per un doppio terminale cromato che spunta ai lati dei paraurti.

Interni sportivi ma senza eccessi

Tanto fuori quanto dentro le modifiche all'abitacolo della Cupra sono numerose ma seguono il filo logico della sportività sobria palesata all'esterno: l'interno punta su contrasti tra superfici nero lucide e cromate, ma anche sulla strumentazione scura, sul volante "racing", sulla pedaliera in alluminio e su sedili dal profilo estremamente contenitivo e dal design d'ispirazione corsaiola. Non mancano il battitacco con logo Cupra, l'illuminazione interna a led, la radio Media System Plus con navigatore, schermo touch da 5,8" e Seat Sound System con 10 altoparlanti.

Tre o cinque porte?

Lunga 4.236 mm nella versione a tre porte SC (passo 2.596) e 4.271 in quella standard a cinque porte, Leon pesa 1.300 kg nella variante più compatta grazie ad un lavoro di alleggerimento di 18 kg e propone un assetto ribassato di 25 mm rispetto alla versione più sportiva vista sino ad oggi, la FR. Non è tutto, ovviamente: Cupra viene proposta, di serie, in abbinamento agli ammortizzatori attivi DCC - lavorano su McPherson anteriore e Multilink posteriore - ed al differenziale autobloccante anteriore di tipo meccanico a controllo elettronico.

 

Un'unità, quest'ultima, molto sofisticata perché consente di gestire una forza massima di 1.600 Nm spostando da un'asse all'altro anche il 100% della coppia in pieno accordo con tutto il reparto trasmissione. A detta dei tecnici Seat, infatti, è stato fatto un grande lavoro per integrare le funzionalità di questa nuova componente meccanica ai sistemi elettronici antipattinamento e antisbandamento (ESC ed EDS) proposti di serie.

Tanto fuori quanto dentro le modifiche all'abitacolo della Cupra sono numerose ma seguono il filo logico della sportività sobria

Cosa cambia dalla FR

Tra le novità meccaniche la Leon Cupra vanta anche un nuovo sterzo progressivo, che non solo scende da 1,4 a 1,1 giri per passare dal fine corsa destro a quello sinistro ma sfrutta anche una rapportatura variabile della cremagliera, pensata per assicurare più precisione e maggior velocità nei cambi di direzione alla vettura.

 

Con la Seat Leon Cupra tra le curve del circuito di Castellolì

 

Sul fronte elettronico, invece, fa la sua comparsa il Cupra Drive Profile. Oltre a Comfort e Sport è stata messa a punto anche una modalità Cupra che lavorando sulle strategie dell'acceleratore, del cambio DSG (se presente) dello sterzo, dell'assetto DCC e del differenziale autobloccante.

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L'abitacolo della nuova Leon Cupra lascia spazio alla sportività, senza sconfinare al du fuori del perimetro della sobrietà

Fari full-led di serie

Il Cupra Drive Profile non è l'unica feature elettronica di spicco della Cupra. Tra gli equipaggiamenti disponibili a richiesta, infatti, vi sono anche il regolatore automatico della distanza (o cruise control attivo) ACC con Front Assist e frenata di emergenza City. Da sottolineare la presenza dei proiettori full-led, che illuminano la strada ad una temperatura di colore pari a 5.300 Kelvin, quindi molto simile a quella della luce solare. Tra i plus di questo sistema di illuminazione c'è anche la variazione geometrica del fascio luminoso quando si viaggia per 30 secondi oltre i 110 km/h: in quel caso il fascio si alza migliorando la visibilità a maggior distanza pur evitando ogni disturbo nei confronti delle vetture che sopraggiungono.

Motore, fiore all'occhiello

L'elemento chiave della Leon Cupra, però, è il motore 2.0 TSI che in Italia sarà disponibile nell'unica variante da 280 CV a 5.700 giri, mentre in altri Paesi è disponibile anche la 265 CV. Turbocompresso, 1.984 CC, quattro cilindri, sedici valvole, l'unità omologata Euro6 è dotata di un doppio sistema di iniezione elettronica di cui uno diretto FSI e l'altro indiretto MPI multipoint. La prima, che sviluppa una pressione di 200 bar, entra in gioco nelle fasi di avviamento e di carico elevato attraverso iniettori a sei fori.

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Il cuore della Cupra è il 2.0 TSI turbocompresso da 280 CV, un motore costruito per divertire

 

Tra le particolarità del nuovo motore si fanno la conformazione del collettore di scarico - è stato integrato nella testata per ridurre le temperature dei gas di scarico ed accelerare il riscaldamento del motore a freddo - ma anche l'introduzione di un nuovo rivestimento per i mantelli dei pistoni e di una pompa dell'olio a portata variabile. Non mancano lo start/stop ed il recupero dell'energia in frenata che permette di sfruttare in modo decisamente inferiore il lavoro dell'alternatore durante la normale marcia.

 

Capace di 350 Nm di coppia massima a 1.750 giri ed abbinato ad un cambio manuale o DSG, entrambi a sei marce, il nuovo motore è in grado di assicurare un'accelerazione 0-100 km/h in 5,7 secondi sulla versione SC dotata di cambio DSG o di 5,9 nella versione 5 porte manuale. Identico, invece, il tempo (5,8 secondi) per la SC con cambio manuale e per la 5 porte con DSG. La velocità massima, invece, è fissata per tutte a 250 km/h.

Turbocompresso, 1.984 CC, quattro cilindri, sedici valvole, il 2.0 TSI omologato Euro6 è dotato di un doppio sistema di iniezione elettronica di cui uno diretto FSI e l'altro indiretto MPI multipoint

 

I consumi dichiarati parlano di una media di un 6,4 l/100 km per la SC DSG mentre per tutte le altre il valore si attesta a 6,6 l/100 km. Piccole differenze anche nei valori di emissione visto che la SC DSG scede sotto al muro dei 150 g/km (149 per l'esattezza) contro i 154 di tutte le altre versioni.

Dal vivo: com'è fuori

Rispetto alla Cupra di precedente generazione il nuovo modello vanta un look decisamente più tedesco, forse meno personale ma allo stesso tempo in grado di piacere ad un pubblico decisamente più ampio. Che sia una Leon lo si capisce subito, in particolar modo guardando il look del frontale in cui emergono il profilo dei led diurni, così come si capisce subito che quella che si ha di fronte non è una FR ma una più sostanziosa Cupra: i cerchi da 19", l'assetto ribassato, le pinze rosse e molti altri dettagli di minor entità identificano chiaramente la più potente della gamma pur senza cadere nell'eccesso o nel pacchiano. Della serie "potrebbe essere venduta col marchio Volkswagen" senza che nessuno abbia poi nulla da ridire.

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Gli stilisti Seat hanno lavorato per trasformare la Leon in una sportiva di razza

Dal vivo: com'è dentro

La personalizzazione Cupra messa a punto dagli stilisti spagnoli farà certamente breccia nel cuore degli sportivi, in particolar modo per quanto concerne il volante, i sedili, strumentazione e la pedaliera che sono di derivazione racing. L'abitacolo, però, nonostante l'iniezione di sportività rimane esattamente come l'esterno entro i confini del sobrio assicurando a Cupra, in particolar modo nelle versioni a cinque porte, la possibilità di essere scelta anche da chi è alla ricerca di una vettura che sappia coniugare il mondo dell'estremo a quello più banale del quotidiano.

 

Rimane dunque invariata l'ospitalità a bordo per quattro/cinque persone, con il solito limite d'accesso ai posti posteriori della SC a tre porte ed un divano posteriore con una zona centrale troppo rialzata, così come rimane al suo posto il vano bagagli da 380 litri, che può essere ampliato abbattendo progressivamente gli schienali posteriori.

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La strumetazaione chiara e completa della Leon Cupra

 

Niente male l'elettronica onboard proposta di serie. Lo schermo da 5,8" è ben leggibile, utilizza sensori di prossimità che permettono ai tasti funzione virtuali di occupare aree fondamentali dello schermo solo quando serve, e viene ben replicato nelle funzioni principali dal secondo display posto al centro del quadro strumenti. A far la differenza rispetto ai sistemi disponibili sulle altre Leon, però, è la schermata Cupra che permette di personalizzare in modo deciso il comportamento della vettura.

Come va in Comfort e Sport

In Comfort la Leon Cupra è ideale per un utilizzo cittadino/fuori porta quotidiano. Le sospensioni sono relativamente morbide e la risposta del gas e del cambio è relativamente ovattata in funzione del relax alla guida. In questa configurazione, non fosse per la reazione comunque forte del motore ai comandi del gas, le differenze con la più pacifica Leon TGI a metano sono paradossalmente molto limitate. L'unica cosa un po' fastidiosa, che non avevamo riscontrato su altre Leon e che si riflette anche nelle altre modalità di guida, sono i fruscii aerodinamici ed il rumore di rotolamento degli pneumatici alle alte velocità.

Un motore divertente, che si può sfruttare davvero alla grande in uscita di curva grazie al potenziale del differenziale autobloccante meccanico

 

In Sport la Cupra inizia a prendere forma: l'acceleratore cambia l'indice di progressività e lo sterzo si fa leggermente più pesante e veloce; lo stesso vale anche per le sospensioni attive che si fanno leggermente più rigide. Sullo sconnesso la vettura inizia ad essere un po' meno confortevole ma sullo sconnesso mantiene ancora una certa precisione e non c'è alcuna differenza nella tonalità di scarico, a tutto vantaggio di una guida stradale, da nei curvoni autostradali a velocità sostenuta o da misto stretto senza eccessi in una bella strada di montagna.

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La presenza del differenziale anteriore meccanico a controllo elettronico rende la Leon Cupra davvero divertente e ben sfruttabile tra i cordoli

Come va in Cupra...

La vera anima della Cupra, però, viene fuori quando si attiva il mode Cupra e tutti i parametri sotto controllo dell'elettronica vengono declinati nella loro variante più sportiva. La risposta al gas si fa decisamente più immediata e la guida si fa più coinvolgente grazie al suono del motore che, attraverso l'apertura di una specifica valvola sullo scarico, invade prepotentemente l'abitacolo.

 

Un setup, quello previsto dalla Cupra, che sostanzialmente richiede una pista per essere apprezzato al meglio soprattutto perché le sospensioni si fanno particolarmente rigide (le buche su strada si sentono molto) e la reattività di sterzo ed acceleratore trovano la loro esaltazione in situazioni limite come solo in pista si possono trovare in sicurezza.

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Il cambio DSG si conferma eccellente. L'unica pecca riguarda l'impossibilità di mantenere la marcia inserita quando serve tutta la potenza, sfruttando il massimo numero di giri, anche in modalità manuale

Onore a Seat per aver scelto un differenziale meccanico

Quello che stupisce della Cupra è che tra i cordoli sembra esserci nata, ci si diverte davvero grazie alla spinta di un motore è generoso ai bassi ma che non si fa mancare un allungo generoso anche ben oltre i 6.000 giri. Un motore divertente, che si può sfruttare davvero alla grande in uscita di curva grazie al potenziale del differenziale autobloccante meccanico: un elemento davvero fondamentale per una vettura dotata di questa potenza, che rende onore a Seat per averlo scelto in luogo degli ormai diffusissimi sistemi che elettronicamente ne simulano la presenza frenando singolarmente la ruota con meno aderenza.

 

Non che elettronico non funzioni, sia chiaro, ma il continuo lavoro sulle pinze freno in accelerazione sovraccarica inutilmente i dischi limitandone la resistenza allo sforzo in frenata senza, comunque, raggiungere i livelli di progressività la piacevolezza di un sistema meccanico a controllo elettronico di ultima generazione come quello proposto da Leon Cupra.

Di trazione, nonostante l'assenza della trazione integrale la massima espressione sportiva della Leon ne ha da vendere garantendo un'ottima progressione in uscita di curva

 

Di trazione, insomma, nonostante l'assenza della trazione integrale la massima espressione sportiva della Leon ne ha da vendere garantendo un'ottima progressione in uscita di curva che permette di muoversi tra una curva e l'altra con un gran ritmo, soprattutto se si disattiva l'ESP (che rimane comunque attivo in soglia di emergenza). Ritmo che viene ben supportato da un'impostazione telaistica che assicura grande sicurezza in appoggio ed in frenata, grazie ad un retrotreno davvero incollato alla strada. Solo in ingresso curva si nota un leggero accenno di sottosterzo, caratteristica che i tecnici Seat hanno sottolineato come "fondamentale" per una vettura che dev'essere guidata non solo da piloti e non solo in pista.

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Nonostante non sia dotata di trazione integrale, la Leon Cupra riesce a scaricare a sulle ruote anteriore tutta la potenza in maniera davvero efficace. Il merito? E' del differenziale autobloccante meccanico

 

Ottimo il comportamento dello sterzo, davvero veloce, preciso e sostanzialmente privo di fastidiose reazioni di coppia, e buono il comportamento dell'impianto frenante di serie: la potenza c'è, la modulabilità del comando anche. Quello che manca è un po' di resistenza alla fatica dopo alcuni giri in pista: la frenata rimane sempre discreta, ma la corsa del pedale si allunga ed il comando si fa spugnoso.

In conclusione

Il segmento della Leon Cupra in Italia, purtroppo, vale complessivamente 500 unità e quindi siamo di fronte ad una vera e propria nicchia di mercato in cui i limiti dettati dallo status del brand spesso vengono messi da parte in favore delle caratteristiche tecniche del veicolo: caratteristiche che la Leon Cupra ha da vendere alla stregua di una piacevolezza di guida davvero eccezionale nonostante la trazione sulle sole ruote anteriori.

 

Il prezzo, forse in una versione da 265 CV con cerchi da 18", avrebbe potuto essere inferiore ai 30.000 euro, ma vista la dotazione di serie ed il livello di potenza tip della Cupra che arriverà in Italia crediamo che i 32.200 euro richiesti (la Golf GTI Performance da 230 CV costa 31.400) siano davvero interessanti.

Pro

- Motore: gira forte a tutti i regimi e consumando il giusto

- Differenziale autobloccante: svolge egregiamente il suo dovere scaricando a terra senza problemi i 280 CV
- Look sobrio
- E' una supersportiva ma rimane utilizzabile ogni giorno

Contro

- Dietro si vede poco: i montanti sono generosi nelle dimensioni. I sensori di distanza, di serie, comunque aiutano

- La strategia manuale del cambio DSG non prevede, nel caso in cui si richieda il 100% della potenza, il mantenimento della marcia inserita se ritenuta troppo lunga
- I freni, comunque potenti, dopo qualche giro diventano spugnosi. C'è un kit Brembo opzionale per chi vuole qualcosa in più

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