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Volkswagen Eos

Volkswagen Eos
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Equilibrio e tecnologia per tutte le stagioni.

Volkswagen Eos

Verona - Fino a pochi anni fa i tetti in metallo ripiegabile erano una ricercatezza riservata alle concept car, ma oggi l’offerta di vetture caratterizzate da questa soluzione è diventata quanto mai vaste, spaziando da raffinate sportive a (relativamente) economiche compatte, senza dimenticare naturalmente le confortevoli cabriolet a quattro posti. Proprio in questa categoria, in effetti, in pochi mesi sono arrivate numerose proposte. La formula è più o meno sempre la stessa, ma in realtà le cose non stanno proprio così. Tanto per cominciare, c’è tetto e tetto: quello della Eos protagonista della nostra prova, ad esempio, è un piccolo capolavoro ingegneristico. Ma questa è solo una delle tante qualità della nuova scoperta di Wolfsburg, che abbiamo avuto modo di provare sulle strade incantevoli tra le colline che si affacciano sul lago di Garda.

Tanto spazio
L’inizio della nostra prova non potrebbe essere migliore, con un cielo azzurro che pare di smalto e un’intera flotta di Eos luccicanti disposte in parata.
Una volta a bordo la nostra attenzione si concentra subito sull’ambiente interno: lo spazio è notevole, anche per chi siede dietro. Siamo di fronte ad una quattro posti vera (lunga 4.407 mm e larga 1791), adatta anche ai lunghi viaggi: una vettura sfiziosa come tutte le cabriolet ma da usare tutti i giorni senza alcuna rinuncia rispetto ad una tradizionale berlina. I sedili sono ben profilati ma confortevoli e il rivestimento in pelle dona all’insieme una gratificante impressione di lusso. Quelli anteriori si segnalano inoltre per la funzione easy entry a comando elettrico, che si “ricorda” la posizione dei sedili di guidatore e passeggero: dopo che i passeggeri posteriori sono saliti o scesi, basta premere un pulsante perché i

 

sedili ritornino nell’assetto precedente.
La plancia, da parte sua, riprende le soluzioni già viste su altri modelli VW e si fa apprezzare per l’ottima ergonomia. Ottima anche la visibilità della strumentazione, così come la posizione di guida: qualsiasi sia il vostro fisico, sulla Eos non faticherete a sentirvi immediatamente a vostro agio.
Buona la qualità delle plastiche usate per i rivestimenti, anche se vista l’eccellenza raggiunta in altri settori – a partire dal sofisticato tetto in cristallo – si finisce con il desiderare qualcosa di più anche su questo fronte, dove per altro la Eos si pone sicuramente un gradino al di sopra della concorrenza diretta (Peugeot 306 CC, Renault Megane CC e Opel Astra TwinTop, aspettando la Ford Focus CC), pur non raggiungendo i livello delle cabriolet più prestigiose (e costose) sul mercato.

Diesel e cabriolet: si può!
A nostra disposizione ci sono tutte le motorizzazioni attualmente in listino: il 2.0 litri FSI da 150 CV e la sua variante sovralimentata da 200 CV, oltre al 2.0 TDI da 140 CV.
La combinazione diesel e cabriolet continua a suscitare in noi una certa diffidenza, ma il 60% delle vendite dovrebbe riguardare questo propulsore e così iniziamo proprio da quest’ultimo.

Una volta avviato il propulsore, la Eos ci impressiona subito per la grande facilità di guida: dopo poche centinaia di metri si ha la sensazione di averla sempre avuta in garage. Lo sterzo è piuttosto leggero, ma anche nei percorsi guidati si dimostra valido per la categoria, così come i freni. Davvero ottimo, poi, il cambio manuale a sei marce, caratterizzati da innesti morbidi e mai contrastati e da una corsa della leva non eccessiva.

 

Oltre che facile da guidare, la Eos si dimostra anche molto confortevole: a capote abbassata i fruscii aerodinamici sono contenuti e installando il frangivento – che impone di rinunciare temporaneamente ai posti posteriori - diventano praticamente inesistenti, anche a 130 km/h. Le sospensioni, inoltre, assorbono bene eventuali sconnessioni del manto stradale, che per altro mettono in luce un altro grande pregio della Eos: il telaio dimostra un’ottima rigidità, al punto da non denunciare alcuna flessione in aree tradizionalmente critiche come l’arco del parabrezza, né scricchiolii di alcun tipo. Da questo punto di vista, in Volkswagen hanno realizzato un prodotto eccellente che fissa davvero degli standard di riferimento per la categoria.

E con il tetto chiuso? Il sole continua a splendere e non avremmo nessuna voglia di “rinchiuderci” nell’abitacolo, ma dal momento che la Eos è un’auto dalla doppia natura – come ci insegna la sua campagna pubblicitaria – è giusto conoscerle entrambe. Teniamo tirata una piccola leva per pochi secondi - 25 per la precisione – e il miracolo si compie: il baule si apre e compare un tetto perfettamente rifinito, caratterizzato da un meccanismo di apertura molto sofisticato. I pezzi, infatti, sono cinque, con quello centrale – corrispondente alla zona anteriore del padiglione – in cristallo. Secondo VW, questa soluzione presenta molteplici vantaggi: la traversa del tetto sporge all’interno dell’abitacolo decisamente meno di quanto non si veda in molte altre soluzioni di questo tipo; la salita e la discesa sono più agevoli; infine, nel padiglione è stato ricavato un tettuccio di vetro scorrevole, che si apre e si chiude completamente in soli 25 secondi. Inoltre il meccanismo messo a punto dai tecnici VW si fa apprezzare anche per un altro

 

aspetto importante: il ridotto spazio occupato una volta ripiegato, come dimostra la buona capacità del bagagliaio della Eos: 205 litri a vettura aperta e 380 litri con il tetto chiuso, con un varco nel divano posteriore per collocare anche i carichi più lunghi.

Una volta chiuso, l’abitacolo si rivela molto luminoso (ma se la cosa vi infastidisce è presente anche un piano di copertura realizzato in modo magistrale: niente a che vedere con le tendine viste su altre vetture con il tetto in vetro…) e l’insonorizzazione è eccellente.
A questo punto è facile essere assaliti dall’indecisione: meglio chiusa o aperta? Se siete quel genere di persone per le quali la vita è fatta di sfumature, allora potreste superare l’incertezza scegliendo... la via di mezzo. Un piccola pressione su un altro tasto infatti solleva il tetto in cristallo, come un normale tetto a apribile, mentre insistendo sul comando esso scorre indietro, creando una sorta di configurazione “targa”.

Confortevole e facile da condurre in ogni situazione, la Eos si rivela anche sicura, con un’ottima stabilità e un’elevata tenuta di strada. In curva, anche insistendo con l’acceleratore, manifesta reazioni sempre molto progressive e prevedibili, accompagnate oltre tutto da un rollio piuttosto contenuto. Non si tratta comunque di una vettura sportiva, pertanto è inutile forzare oltre misura l’andatura, soprattutto nei percorsi più tortuosi: il divertimento non aumenta e la Eos, pur non mettendo mai in difficoltà chi è al volante, fa intendere chiaramente di non gradire. Molto meglio mantenere un’andatura sì brillante ma rilassata: in queste situazioni la scoperta tedesca dà davvero il meglio di sé, regalando un’esperienza di guida quanto mai gratificante.

 

E il propulsore? Le qualità del 2.0 TDI da 140 CV e 320 Nm di coppia massima sono note, essendo installato su molti altri modelli del Gruppo VW. Anche sulla Eos, quindi, abbiamo ritrovato la sua spinta decisa e la buona disponibilità di coppia fin dai bassi regimi, a garanzia di un utilizzo limitato del cambio. Certo, sulla Eos questa unità deve fare i conti con una massa non proprio contenuta (circa 1.500 kg, a seconda della motorizzazione scelta), pertanto il tuo temperamento appare in parte mitigato, ma all’occorrenza consente buone accelerazioni e riprese gratificanti (da 0 a 100 km/h in 10,4 sec., 204 km/h di velocità massima). E il suono? Inevitabilmente è quello tipico di un quattro cilindri turbodiesel, non particolarmente gratificante, ma per molti acquirenti questo sarà un piccolo prezzo da pagare rispetto ai consistenti risparmi in materia di consumi (8,2 l/100 km in città, 5,2 nei percorsi extraurbani, 6,2 nel ciclo combinato). In compenso il propulsore non è rumoroso, facendo sentire la propria voce soltanto nelle partenze e in fase di accelerazione.

Con il cuore della GTI è tutta un’altra… musica!
Se per la prima parte della nostra prova abbiamo dato ascolto alla ragione, per il tragitto rimanente ci lasciamo guidare decisamente dal cuore e così ci impadroniamo di una Eos equipaggiata con il 2.0 litri TFSI, ovvero dotato di turbo e iniezione diretta della benzina, forte di 200 CV e 280 di coppia. Il pensiero corre subito alla Golf GTI – equipaggiata appunto con questa unità – e già al momento di mettere in moto il nostro volto si apre con un ampio sorriso. Il suono è contenuto, come è giusto che sia su una cabriolet votata più al comfort che alla sportività, ma è quello “giusto”, un po’ cupo. La frizione è molto diversa da quella provata con il TDI: ora “stacca” subito ma dopo pochi minuti si rivela molto facile e precisa, proprio

 

come il cambio, che è anche in questo caso un bel manuale a sei marce. Sterzo e freni non presentano variazioni significative rispetto alle impressioni già riscontrate, e forse su questo fronte si sarebbe potuto fare qualcosa di più, perché al primo rettilineo capiamo subito che il potenziale della Eos equipaggiata con i 200 CV della Golf GTI è piuttosto elevato, come dimostrano le prestazioni dichiarate: da 0 a 100 km/ in 7,8 sec. e 232 km/h di velocità massima. Al di là dei freddi numeri, la vettura entusiasma per la rapidità con cui prende velocità all’occorrenza, ma senza perdere l’atmosfera confortevole e rilassata che caratterizza la vita a bordo della Eos. Soltanto quando si cerca di forzare la sua natura di confortevole cabriolet quattro posti la Eos, con la motorizzazione di punta, dimostra di non gradire: così ad esempio richiamando tutti i 200 CV a disposizione a ruote ancora sterzate, in uscita dalle curve lente, si avverte qualche reazione di coppia al volante.

Buoni, in rapporto alle prestazioni e alla massa della vettura, i consumi, grazie anche all’iniezione diretta: la Casa dichiara 11,4 l/100 km in città, 6,6 nei percorsi extraurbani e 8,4 nel ciclo combinato.
Se le vostre percorrenze non sono troppo elevate, non possiamo che consigliare questa motorizzazione per la vostra Eos…

Come la scelgo?
A proposito di scelte, il parco stampa messoci a disposizione da Autogerma era quanto mai vasto e ci ha permesso di ammirare la Eos in numerose varianti. La vettura a nostro giudizio presenta una linea molto equilibrata, come avremo modo di vedere più avanti, ma non presenta una personalità particolarmente spiccata. Le nostre personalissime

 

preferenze, quindi, vanno ai colori scuri, in grado di esaltare l’eleganza e le proporzioni della carrozzeria, mentre per gli interni non possiamo che consigliare i rivestimenti in pelle, disponibili in diversi colori. Da evitare, invece, gli inserti in radica: accostati ai rivestimenti in plastica e in look alluminio della plancia perdono ogni impressione di raffinatezza. Meglio evitare i “vorrei (una Jaguar?) ma non posso” e godersi la Eos per le sue qualità, che come abbiamo visto sono davvero tante.

Soldi spesi bene
Giudicare il prezzo di un’automobile è sempre difficile, perché nel metterla a confronto con le dirette concorrenti occorre sempre considerare anche le loro caratteristiche tecniche e qualità costruttiva, oltre alle dotazioni di serie. Questo ragionamento è a maggior ragione vero nel caso della Eos, il cui listino parte da 29.600 euro per il 2.0 FSI da 150 CV; se si opta per il 2.0 TFSI da 200 CV, invece, servono almeno 33.300 euro, che diventano 31.600 per il 2.0 TDI con filtro antiparticolato DPF.
Cifre importanti e leggermente superiori rispetto alle principali concorrenti (Opel Astra TwinTop, Renault MeganeCC e Preugeot 307 CC), rispetto alle quali però la Eos si pone un gradino più in alto sia in termini di qualità costruttiva, sia per contenuti tecnici (basti pensare al suo tetto, più sofisticato rispetto a quelli della concorrenza) e dotazioni.
A proposito di queste ultime, per la Eos è previsto un unico allestimento particolarmente ricco, che prevede di serie tra le altre cose quattro airbag, ESP, ABS, EDS e ASR, appoggiatesta anteriori attivi e posteriori ad attivazione automatica in caso di ribaltamento con funzione di roll-bar, cerchi in lega, sedili anteriori sportivi, cruise control, climatizzatore, autoradio con cd e impianto (ottimo) con otto altoparlanti. Considerando tutti questi elementi il prezzo della Eos appare equo, anche se una versione d’attacco ad un prezzo più popolare potrebbe essere una buona idea. A questo limite dovrebbe comunque sopperire l’arrivo, già in questo mese, della motorizzazione 1.6 FSI da 115 CV, alla quale si affiancherà entro fine anno il prestigioso 3.2 V6 da 250 CV. Per questa motorizzazione, così come per il 2.0 TDI e per il 20 TFSI, entro il 2006 sarà infine disponibile anche il cambio a doppia frizione DSG.

Da comprare perché:
- qualità costruttiva e contenuti tecnici di ottimo livello
- facile da guidare confortevole in ogni situazione
- è una cabriolet da utilizzare tutto l’anno, anche in quattro

Da rivedere:
- con il TFSI da 200 CV, se si esagera con il gas a ruote sterzate si manifesta qualche reazione di coppia al volante
- prezzo un po’ elevato per la entry level

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