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Volkswagen Golf GTI, dalla Mark1 alla Mark7 con on board a sorpresa [Video]

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La Casa tedesca ci ha portato in Spagna per scoprire l’intera famiglia delle Golf GTI, dalla Mark I del 1976 alla Mark VII Performance del 2018. E c’è anche un video on board sulla Golf da TCR all’interno del circuito Ascari

Un nome, una leggenda. Da quando è stata lanciata sul mercato nel 1976, la Volkswagen Golf GTI ha conquistato il cuore di moltissimi appassionati che, ancora oggi, sognano di averne una. Siamo nel 2018, 42 anni di storia per 7 modelli che si sono rivoluzionati nel corso degli anni. La Mark VII è sul mercato da quasi 5 anni e la famiglia delle GTI è pronta ad accogliere la nuova Golf. Nel frattempo, la Casa tedesca ci ha dato l’opportunità di scoprire più da vicino, e di ammirarle tutte insieme, le compatte che hanno sono entrate nella leggenda delle quattro ruote. Siamo andati in Spagna, all’interno del circuito privato Ascari, dove abbiamo provato in pista l’ultima Golf GTI Performante da 245 CV. Prima di raccontarvi come va, facciamo un tuffo nel passato con un breve ripasso delle mitiche Golf!

Golf GTI Story

Linee squadrate, doppio faro tondo frontale, griglia contornata di rosso e logo GTI che spicca sulla parte frontale. Nel 1976 nasce la prima Golf GTI, ovviamente su base Mark I: sotto il cofano si nasconde un grintoso motore 1.600 da 110 CV, che diventano 112 CV nel 1983 con l’edizione “Pirelli-GTI”.

Nel 1984 arriva la seconda versione: quattro faroni tondeggianti all’anteriore, dimensioni simili all’attuale Polo e motore 1.8 8V sempre con 112 CV. Nell’1986 viene introdotto il più aggressivo 1.8 16V da 139 CV, mentre nel 1990 nasce la G60: il 4 cilindri 1.8 è sovralimentato da compressore volumetrico dalla forma a “G” e con larghezza massima della camera interna di 60 mm, che le fanno toccare i 160 CV.

Nel 1991 si lavora sulla Mark III: prima 115 CV e poi nel 1992 150 CV: linee decisamente più moderne e arrotondate e il motore cresce di cilindrata, 2.000 cc e 16V. Nel 1996 non tarda ad arrivare la Golf GTI modello celebrativo “GTI 20 Years Edition”.

Due anni dopo, nel 1998 si aggiunge alla famiglia la quarta sorella: motore 1.8 turbo 20V e potenza 150 CV. Una versione che oggi si vede sulle strade e ha ancora il suo fascino. Il 2001 è l’anno della GTI 25 Years Edition da ben 180 CV.

Il 2004 è un anno importante: nuova scocca per la Mark V e motore 2.0 turbo 16V che raggiunge i 200 CV. E nel 2006 i tecnici tedeschi si spingono oltre con 230 CV per la 30 Years Edition.

Nel 2009 segue la GTI Mark VI, sostituita nel 2013 dall’attuale Mark VII: 230 CV che si alzano a 245 CV per la versione Performance.

Golf GTI Performance: com’è e come va

Il bello delle Golf è che si riconoscono anche ad un miglio di distanza: nel corso degli anni, Volkswagen è riuscita a mantenere la firma del modello. La parte frontale è sempre molto aggressiva: risalta la classica linea rossa che dalla griglia si estende fino dentro ai fari anteriori, full LED. Al posteriore ci sono i due scarichi, uno per lato, e il logo GTI sul portello del bagagliaio. Bellissime le pinze rosse con la scritta dell’allestimento a contrasto. La versione Performance ha un propulsore da ben 245 CV e monta un differenziale multifrizione a gestione elettronica, che migliora la guida sportiva.

Grande lavoro anche per gli interni, dove vengono ripresi i vecchi stili in contrasto con la tecnologia più attuale: i sedili hanno il tema Clark come sulla Mark I GTI e il cruscotto è totalmente digitale. Disponibile sia il DSG a 7 rapporti, sia il manuale a 6 marce: molto curioso il pomello di quest’ultima trasmissione, che riprende le forme di una pallina da golf!

Stile caratteristico e guida divertente anche in un contesto come la pista, che non è proprio il suo habitat naturale. Il motore ha un’ottima spinta fin dai bassi regimi e allunga con grinta fino in alto. Inoltre, il volante progressivo è bello sostenuto nella modalità sport, e tra le curve e nei cambi di direzione si sente bene la vettura tra le mani. Aiuta molto anche il DSG con le pallette dietro al volante: basta dare full gas, concentrarsi sulle curve e il divertimento è garantito. E che sound godurioso nell’abitacolo. Forse l’unica nota negativa sono i freni: stampando il piede sul pedale centrale la frenata rimane sostenuta ma si allunga e sembra di arrivare lunghi. Fortunatamente l’ottimo assetto permette di inserirsi in curva anche a velocità elevata e di andare a prendere la corda senza troppo sottosterzo.

Conclusioni

Ogni singolo modello della Golf GTI ha scritto la storia del Marchio e siamo curiosi di vedere come si presenterà la futura Mark VIII. Intanto continuiamo a goderci l’attuale gamma GTI che, oltre alla Golf e alla Polo, quest’anno è stata arricchito dalla compatta e divertente UP! GTI (qui la nostra prova).

Ma la vera essenza del GTI l’abbiamo provata a bordo della vettura da TCR con il giovane pilota Benjamin Leuchter, guardate l’on board al circuito ascari e gustatevi il sound del 4 cilindri da 350 CV!

Pregi e difetti

  • Stile | erogazione motore | cambio DSG
  • Frenata nella guida sportiva

 

  • luciano52, Livorno (LI)

    La mitica prima GTI del76 aveva solo 4 marce ma una grinta bestiale che non trovò riscontro nella versione successiva a 5 marce
  • Bikerider1, Milano (MI)

    Caro Luca, qui si denota la tua giovane età (beato te...). Il pomello del cambio a forma di pallina da golf che ti ha colpito, non è altro che la riedizione di quello della prima versione, anch'esso di quella foggia, in ossequi appunto del nome del modello. Della prima GTI ancora meglio ricordo la cattiveria e la grande accelerazione di un modello desideratissimo da noi giovani di allora.
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