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Volkswagen Touran

Volkswagen Touran 2.0 TDI DSG
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2.000 km di solide certezze...

Volkswagen Touran

Per il nostro test drive della volkswagen Touran abbiamo davvero “esagerato”, nel senso che i chilometri percorsi sono stati oltre duemila, complice anche una trasferta sulla pista francese di Le Luc. Eppure fino a pochi giorni dalla data di riconsegna avremmo avuto serie difficoltà a esprimere un giudizio sulla vettura, perché se da un lato non è emerso alcun vero difetto, dall’altro abbiamo stentato a instaurare con lei un rapporto “sentimentale” di qualche tipo.
Ma come, ha tutto quello che potremmo desiderare da una vettura di questa categoria, e allora perché non siamo “innamorati” di lei?
La risposta è arrivata appunto (molta) strada facendo ed è molto semplice: per amarla ci vuole del tempo. Una volta capita la sua essenza e assuefatti alle sue caratteristiche, però, non avrete molta voglia di separarvene, garantito.

Spazio… razionale
A pensarci bene, la colpa è tutta delle sue linee: non che la Touran sia brutta, ci mancherebbe, ma al primo sguardo non trasmette l’impulso di mettersi al volante come la cugina seat Altea, non cattura l’attenzione con gli “effetti speciali” di renault Scenic, non strizza l’occhio ai minivan americani come la nuova opel Zafira. Punta piuttosto sulla razionalità, con una carrozzeria per altro ben proporzionata, alla quale forse il grigio metallizzato dell’esemplare in prova non rende molta giustizia: meglio nera o grigio scuro per chi privilegia l’eleganza, oppure rossa, per chi è alla ricerca di un’immagine più giovane e dinamica.

La razionalità tipica del Gruppo volkswagen trova un’ulteriore, gradita conferma nell’abitacolo. A dispetto delle dimensioni non smisurate (la Touran è lunga 4.391 mm, larga 1.794 e alta 1.652), lo spazio per cinque persone è generoso, così come la capacità di carico (695 litri mantenendo i cinque posti). L’esemplare in prova era inoltre equipaggiato con la terza fila di sedili, per un totale di sette posti. Una

 

soluzione, questa, che pone la monovolume tedesca in linea con le migliori concorrenti del proprio segmento, ma è meglio non abusarne: lo spazio per le gambe è discreto (buona per i passeggeri non di alta statura), ma l’accesso non è molto agevole. Difficile, inoltre, pensare di andare in vacanza con più di cinque occupanti, perché la terza fila occupa quasi interamente il vano bagagli (restano solo 121 litri), anche se occorre sottolineare che questo limite è comune a tutte le monovolumi di medie dimensioni.
Per altro, la gestione dello spazio interno è da dieci e lode per versatilità e facilità: a questo riguardo in Volksvagen non si sono inventati (ancora) qualche sigla misteriosa come la maggior parte delle Case concorrenti, ma hanno realizzato un sistema davvero molto pratico e perfettamente funzionale. Senza alcuno sforzo, bastano pochi secondi per far scorrere singolarmente in avanti o indietro i sedili della seconda fila (privilegiando la capacità di carico o lo spazio per i passeggeri), abbatterli, far apparire o scomparire la terza fila. Abbattendo sia la seconda che terza fila, inoltre, si ottiene un piano di carico perfettamente piano con un volume utile di ben 1.989 litri, perfetto non solo per organizzare un piccolo trasloco ma anche per dedicarsi agli hobby più diversi.
Insomma, una vettura adatta alle famiglie numerose, ma anche a chi ama condurre una vita attiva o comunque i lunghi viaggi.

Una fedele compagna di viaggio
Sì, perché una volta al volante la Touran si rivela davvero una valida compagna di viaggio. Il comfort è valido e le molteplici regolazioni di volante e sedile consentono di costruirsi una posizione di guida praticamente su misura. Peccato soltanto per alcune plastiche utilizzate nei rivestimenti, dall’aspetto un po’ povero.

In movimento il 2.0 TDI da 140 CV e 320 Nm installato sotto il cofano dell’esemplare in prova si fa

 

apprezzare nella guida in relax, ma se sollecitato con l’acceleratore risponde con un’apprezzabile sollecitudine, soprattutto a partire dai 1.800 giri. I tempi rilevati con la nostra strumentazione X-Crono-T confermano questa impressione favorevole: nello scatto da 0 a 100 km/h abbiamo rilevato un tempo di 10,96 secondi.
Insomma, anche sulla Touran il conosciuto 2.0 TDI Volskwagen si dimostra un eccellente propulsore, che ha forse l’unico difetto in una certa rumorosità in fase di accelerazione.
Per quanto riguarda i consumi, invece, a 130 km/h costanti abbiamo registrato con il computer di bordo una percorrenza di 6 litri per 100 km/h: un valore a nostro giudizio decisamente apprezzabile, che bilancia una percorrenza inevitabilmente meno parsimoniosa in città: nell’ordine dei 9 l/100 km (la Casa dichiara 8,4).

Al di là delle rilevazioni strumentali, comunque, durante la prova abbiamo avuto modo di apprezzare la buona consistenza dello sterzo, che non sarà diretto come su una sportiva – né si pretende che lo sia – ma consente di tracciare le traiettorie sempre con una buona precisione, e l’impianto frenante ben modulabile.
Nella guida in città, in particolare, il Touran ha messo in luce ottime doti di agilità, grazie anche al raggio di sterzata contenuto e alla buona visibilità in tutte le direzioni, mentre nei percorsi extraurbani ricchi di curve ha evidenziato sì un certo rollio, ma mai eccessivo, a tutto vantaggio della stabilità. A questo riguardo, non manca nella dotazione di serie l’ESP, ma per farlo entrare in azione occorre davvero voler sfidare le leggi della fisica e quelle del… buon senso.

Prendetela di qualsiasi colore, ma con il DSG!
Alla piacevolezza della guida ha contribuito in modo fondamentale anche la presenza del DSG, l’innovativo cambio a doppia frizione che costituisce uno dei fiori all’occhiello del Gruppo Volkswagen. Come noto, è

 

caratterizzato da due modalità di funzionamento: completamente automatico oppure manuale, con selezione delle marce agendo in modo sequenziale sulla leva del cambio.
Nella guida in città il DSG innalza notevolmente il comfort, mentre nei percorsi extraurbani esalta il piacere di guida con cambiate davvero fulminee. Analizzandone più in profondità il comportamento, in modalità automatica abbiamo apprezzato l’intelligenza con cui il sistema varia il regime di passaggio alla marcia superiore in funzione della pressione esercitata sull’acceleratore: premetelo leggermente e lui cambierà a ridosso del regime di coppia massima, riducendo così i consumi; viceversa, se decidete di affondare il piede eccolo “tirare” fin quasi a limitatore. Davvero difficile chiedere di meglio, considerando che anche in scalata nel 99% dei casi fa la cosa giusta al momento giusto: il resto, onestamente, dipende dallo stile di guida di ciascuno.
Un difetto? A parte un leggero ritardo nella partenza da fermo con il cambio in “drive” (se avete fretta è meglio tenerlo sul manuale) e l’assenza dei comandi sul volante, previsti solo per i modelli più sportivi (Golf GTI e audi TT), l’unico appunto che ci sentiamo di fare è la tendenza a scalare da solo una marcia se si accelera a fondo, anche se si è in modalità manuale. Un comportamento fastidioso sia perché sottrae il controllo quando si ha l’illusione di averlo totalmente, sia perché abbiamo l’impressione che molto spesso il guadagno in termini cronometrici sia del tutto trascurabile. A questo riguardo abbiamo anche cercato di realizzare un confronto con la nostra strumentazione, ma non c’è stato verso di accelerare a fondo senza incorrere nel cosiddetto “kick down”. Per altro questa funzione deve essere stata espressamente cercata dai tecnici Volkswagen, dal momento che la corsa dell’acceleratore presenta una resistenza – subito prima di toccare il fondo con il pedale – superata la quale si incorre appunto nella scalata obbligata. Questa resistenza, tra l’altro, rende poco uniforme l’azione dell’acceleratore, ma va anche detto che per raggiungerla occorre davvero andare alla ricerca di tutti i 140 CV disponibili, cosa piuttosto rara nell’uso quotidiano.
Al di là di questi dettagli, comunque, anche se non è una novità assoluta il DSG si conferma ancora una volta come il migliore cambio non manuale in circolazione (per lo meno tra le vetture di larga diffusione): un accessorio assolutamente irrinunciabile, che vale tutti i 1.600 euro che costa.

A partire da…
Con l’allestimento Trendline protagonista della prova e il 2.0 TDI da 140 CV, VW Touran costa 27.149 euro: una cifra non proprio di saldo, ma equilibrata considerando la dotazione di serie completa di tutti gli accessori davvero importanti (come il climatizzatore bizona, autoradio con cd, ABS, ESP con controllo di trazione e sei airbag).

Da comprare perché:
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Lo spazio interno è ampio e sfruttabile al meglio
- Agile nella guida in città
- Buon comfort nei lunghi viaggi
- La concorrenza non ha il DSG!

Da rivedere
- Propulsore un po’ troppo rumoroso in fase di accelerazione
- Alcune plastiche interne sono migliorabili

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