CIRT22-2. Rally Adriatico. Andreucci e la Quinta Marcia della Skoda MRF

CIRT22-2. Rally Adriatico. Andreucci e la Quinta Marcia della Skoda MRF
Piero Batini
  • di Piero Batini
Un giro a Oldrati, poi dentro la quinta e via verso la seconda vittoria, su due Rally, di Andreucci. L’Italiano Terra sembra in chiaro. Ottimo Oldrati e bene Costenaro. Da Cingoli a Urbino, ma il risultato non cambia
  • Piero Batini
  • di Piero Batini
16 maggio 2022

Urbino, 15 Maggio. Cambia il Rally Adriatico. La 29ma edizione sosta l’epicentro del bellissimo Terra dalla zona di Cingoli a quella di Urbino. Restano la campagna affascinante dell’Italia di mezzo, le Speciali bellissime e il contesto autentico del Rally degli sterrati, eloquente vocazione di una disciplina che si costringe a spazi sempre più ristretti e “economici”. L’Adriatico è un “classico”, una sorta di irrinunciabile evento ora valorizzato dall’inserimento permanente nel calendario dell’Italiano Terra.

Cambia molto, insomma, ma non cambia di una virgola la ricetta della birra. Che non è più segreta, perché dopo una dozzina di celebrazioni ormai la conoscono tutti, ma lascia sempre, al fin palato dell’intenditor, quel gusto piacevolmente sorprendente. Non cambia, per non farla tanto lunga, la materia di cui è fatto il primato, di chiara origine garfagnina nella genetica degli Andreucci. Albergatori, ristoratori, scommettitori e Campioni nell’ultima evoluzione denominata Paolo Andreucci.

All’Adriatico si presentano alla conferma gli aspiranti al Titolo 2022 del Terra. La prima del Campionato si è collegata perfettamente al capitolo 2021 proponendo al Val d’Orcia la vittoria di Andreucci e Briani ai danni di Battistolli-Scattolin e Costenaro-Bardini. Erano stati questi ultimi a proporre un ritmo in loro favore, ma già l’alba della Domenica aveva riallineato gli astri e la storia.

La proposta di sceneggiatura dell’Adriatico è un po’ diversa. Ad aprire con una mano anomala è Enrico Oldrati che, sulla solita Skoda in compagnia di Elia de Guia, vince una-due-tre le Speciali di apertura del Rally e conclude il primo giro in testa. Andreucci, sulla Fabia Rally2 rosso MRF, paga regolarmente mezzo secondo al chilometro e si presenta al giro di ora di pranzo con una dozzina di secondi di ritardo.

Quel che succede dopo quell’aperitivo non è completamente chiaro (a non conoscere bene i risvolti caratteriali dei fuoriclasse). Da lì alla fine del Rally Andreucci vince 4 delle 6 restanti Speciali, le altre due vanno all’ottimo ma comunque impotente Costenaro, a metà strada ha già recuperato lo svantaggio e, quando sventola l’ideale bandiera a scacchi della terza Montalto Tarugo, ultima della serie di tre, il Podestà di Castelnuovo di Garfagnana ha riscattato lo svantaggio convertendolo in un gruzzoletto a interessi 100%. Fine del cinema al teatro dell’Adriatico. Oldrati è secondo, Costenaro terzo.

Ora, c’è chi dice che Andreucci abbia scoperto il quinto rapporto del cambio della Skoda solo all’inizio del secondo giro, e chi sostiene che si sia voluto divertire a giocare al gatto con il topo. Più serenamente e realisticamente Paolo Andreucci doveva essere consapevole del vantaggio di “posizione”, ha gestito un primo giro di ricognizione completa aprendo, pulendo le strade e rendendosi conto del coefficiente di pericolosità degli avversari, e quindi… ha messo la quinta – ma è un modo di dire – ed è andato a vincere anche a Urbino mantenendosi in media a punteggio pieno nel Campionato. Per le eventuali obiezioni se ne riparla al tribunale di un altro grande classico, il Rally di San Marino.

 

© Immagini – OSE – Hyundai Motorsport - ACI Sport – Bettiol – Sparco

29° Rally Adriatico. Classifica Finale Assoluta:

1. ANDREUCCI-BRIANI (Skoda Fabia R5 Evo) in 48'46.2; 2. OLDRATI-DE GUIO (Skoda Fabia R5 Evo) a 12.4; 3. COSTENARO-BARDINI (Skoda Fabia Evo) a 32.4; 4. DATI-CIUCCI (Skoda Fabia R5 Evo) a 44.4; 5. DALMAZZINI-ALBERTINI (Hyundai I20 N Rally 2) a 1'04.5; 6. DETTORI-PISANO (Skoda Fabia) a 1'07.5; 7. TONSO-FAPPANI (Skoda Fabia R5) a 1'17.6; 8. VAGNINI-FRANCHINA (Skoda Fabia) a 1'19.5; 9. CECCOLI-CAPOLONGO (Skoda Fabia Evo2) a 1'20.9; 10. TREVISANI-MARCHESINI (Skoda Fabia R5) a 1'34.0

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