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Ginevra 2020, BMW e Mercato Italia, Di Silvestre: il Governo deve agire subito

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Parla il presidente e AD BMW Italia, Massimiliano Di Silvestre. Non bastano i record 2019 e una gamma premium top completa di tutto, in questo momento perturbato. Per salvare il mercato Italia occorre un aiuto serio dal Governo. Tutti i modelli nuovi previsti saranno in arrivo, con attività digital rafforzate

Ginevra 2020, BMW e Mercato Italia, Di Silvestre: il Governo deve agire subito

Dal “non Salone” di Ginevra BMW presenta al mondo la sua bella i4 elettrica (ne parliamo qui) che sarà sul mercato dal 2021. La Casa tedesca parla liberamente anche della situazione attuale, incluse le incognite nostrane del Bel Paese. Il gruppo arriva forte di un 2019 record nei volumi e di una gamma modelli sempre più completa, invidiabile anche per certi specialisti degli EV, oltre che di SUV (SAV) o di sportive (Serie M). Però ci si è messo di mezzo il Covid-19, come per tutti. Un tema forte specialmente in Italia. La Casa dell’elica spiega come sia stata subito pronta a supportare la propria rete, i dipendenti e ovviamente i clienti a 360°; ma serve un aiuto esemplare dai grandi Enti, dal Governo. Il rischio di vedere un tracollo del mercato auto esiste da noi (dopo che avvenuto in Cina e in Giappone) anche se non si è ancora toccato con mano.

Al Salone senza andarci

L’ultima volta che abbiamo incontrato il presidente BMW Italia Di Silvestre, era proprio un “altro clima”. Tempo sereno in tutti i sensi, sulle nevi di Sauze D’Oulx per le attività di SciAbile. Eppure sono passate poche settimane e siamo sempre nello stesso inverno. Fortunatamente, anche con la chiusura al pubblico del Salone di Ginevra la voce di alcuni top-manager delle Case non manca di farsi sentire: “Non abbiamo rinunciato all’opportunità di parlare di novità e di prodotto – spiega rammaricato di non poter vedere uno stand BMW affollato di persone – ma anche della situazione per l’anno in corso. Siamo pienamente operativi, tuteliamo i collaboratori ma non interrompiamo il nostro lavoro”.

Per questo inedito Salone virtuale, quale è il giudizio? “E’ nuovo per tutti, non abbiamo ancora i riscontri definitivi. Sui costi è efficiente forse, ma umanamente manca qualcosa. È presto per dire se un Salone virtuale possa sostituire quelli reali”.

Mercato e Cliente

Come ci aveva già anticipato a Sauze, il focus BMW 2020 è proprio verso il cliente nell’insieme, passando non solo per i prodotti a quattro ruote. Ma a noi interessa capire cosa si prevede per il mercato in subbuglio, da parte di chi “lo ha fatto” il mercato sino a oggi. “Il gruppo nel 2019 ha registrato il nono anno consecutivo da record e siamo felici”.

Un 2019 positivo a livello globale e anche locale, Italia. Poi? “Il 2020 ha visto avvio incoraggiante a gennaio, specie per i modelli premium. Cambio repentino questo fine mese, per il Coronavirus. Febbraio era partito bene, poi in pochi giorni la netta inversione: il totale Italia è a -8.4%, fasce premium addirittura -10.8%”.

Se si conta che poco prima era intorno al +3%, la differenza negativa è del 15% in una settimana. Impossibile negare come fanno altri e BMW non si nasconde, anzi. Si stanno sentendo ancora poco le vere ripercussioni dell'emergenza Coronavirus sul mercato italiano, ma si possono prevedere. “Abbiamo visto un calo dei privati, che ora sono al minimo storico, pesano il 51%. Difficile comprendere dove si andrà realmente, in questo momento. Serve di sicuro una risposta importante di Governo e Istituzioni. Proficuo l’incontro tra noi (costruttori, ndr) in UNRAE”.

Dal lato di un gruppo riferimento tra i premium, si parte con posizione molto solida. Mentre altre Case, stavano già rincorrendo situazioni non floride. “Noi siamo solidi sì, stabili includendo Mini e con nuovi modelli guadagniamo ancora su un bilancio a breve, soli due mesi. Soprattutto le vetture elettrificate, hanno crescita a tripla cifra. BMW oggi rappresenta il 45% del mercato Premium elettrificato”.

Prodotto trasversale

La vettura più venduta del gruppo è proprio una Mini, la Countryman ibrida. Ma ora cosa accade in concreto nelle attività di quest’anno colpito dal virus? “Il lancio di Mini elettrica è confermato a marzo 2020. Open-day e weekend dedicati. Attendiamo di vivere anche i momenti diretti con i clienti, quando possibile e intanto non è variato molto il bilancio. In concreto nel 2020 mettiamo al centro del Business loro, i nostri clienti. Per offrire la forma di mobilità più efficiente ed voluta. Da 2022 avremo anche modelli Fuel-Cell (idrogeno) e con settembre spingiamo oltre sulla gamma Full-electric, sempre più completa”.

Come si diceva avete di tutto a disposizione, tecnologicamente. Più di altri, ma non spingete per nessun tipo di motore nello specifico. Rientra nella cura del cliente citata prima? “Oltre motori e trazione, molto vari, cerchiamo di non far percepire altre differenze sull’architettura dell’automobile. Lasciamo immutate anche le sensazioni di guida per i clienti, abituati al feeling BMW e Mini. Ma non basta oggi il solo prodotto. Sfruttiamo la digitalizzazione per contattare i clienti e ascoltare, restare vicini. Se saremo capaci di proporre una vera premium experience, le vendite saranno logica e positiva conseguenza. Obiettivi importanti, come la leadership del mercato premium”.

Parliamo della nuova i4, che non è solo un concept, ma vera preview. “La BMW Concept i4 apre una nuova era. Io la definisco sexy. Sarebbe bello che tutti la potessero vedere dal vivo, oltre ai suoi numeri che sono di spicco. Elementi come la nuova la visibilità del logo, nel formato che succede al precedente. Dentro poi il display curvo è un’esperienza da provare. Non è fatto solo di design e di tecnologia, su quest’auto. Anche il suono, è unico: è fatta per emozionare e per essere riconoscibile. Il modello di serie arriva nel 2021 e si avvicina molto al concept”.

Nel frattempo? “Prosegue l’elettrificazione, anche per X1, X2 e Serie 3 Touring con il Plug-in. Ci sono poi i mild-hybrid per quasi tutta la gamma diesel. 12 modelli elettrificati entro fine 2020. Le Plug-in sono molto apprezzate, per associazione di guida urbana con i vantaggi dell’elettrico”.

Obiettivi, delle elettrificate e in generale? “Un quarto di vendite elettrificate nel 2021 in Europa, poi 1/3 nel 2025 e metà nel 2030. Abbiamo un’offerta molto forte anche nel segmento definito del lusso, dove entro fine anno vogliamo raddoppiare. Si rinnovano le compatte: Serie 1 e Serie 2 Gran Coupé, a marzo. Per la F40 è anche la campagna pubblicitaria ad avvicinare i giovani (con musica di Ghali). Sui modelli X poi: siamo partiti nel 1999, con i primi SAV. Ora X7 è l’eccellenza. La compatta X3 da fine anno è disponibile in tutte le motorizzazioni, anche EV. Ultimi i modelli M, sportivi, che crescono come mai nel mondo: ne abbiamo in quasi tutti i segmenti”.

Mobilità 2020, Industria e Istituzioni

Insomma, sul prodotto premium il gruppo BMW è ben trasversale oggi. Ma si parla già da tempo di riduzione appeal, per le quattro ruote negli anni Venti. Sommando i traumi sociali del virus alla transizione elettrica. Cosa si prevede? “Siamo convinti che l’auto avrà ancora ruolo fondamentale, nella società. È strumento di libertà, specie per certe zone. BMW investe nella trasformazione del settore, ma attende anche le istituzioni. Per avere infrastrutture e normative chiare. Misure prese su dati certi, non come le penalizzazioni ai diesel Euro6. Obiettivo è svecchiare il parco circolante. La mobilità sostenibile è ambiziosa. Ci si arriva insieme: industria, istituzioni e ricerca. Con la situazione di oggi occorre fare ancora di più”.

Il 2020 dicevamo è da curare diversamente però. “I dati di febbraio non riflettono ancora gli effetti del virus. L’Italia è soprattutto PMI e non possiamo dare degli shock di liquidità al sistema. Vogliamo una strategia di supporto e sviluppo, dal governo. Questo come Casa e come UNRAE”.

In particolare, come stanno funzionando i vostri impianti e uffici: la produzione è in qualche modo rallentata o rischia di esserlo, causa certe forniture? Avete delle procedure attive? “A livello mondiale né da Cina né da Europa abbiamo reali problemi fornitura, da parte di aziende o limiti imposti da istituzioni. Su BMW Italia nello specifico siamo in Lombardia con quattro società, senza per fortuna casi di virus. Abbiamo misure a tutela attive, con smart working e comitati di crisi, per salvaguardia”.

I concessionari stanno soffrendo, li state supportando? “E’ ovvio che teniamo anche alla redditività della rete, insieme alla soddisfazione clienti. Vogliamo i concessionari come parte attiva e stiamo lavorando alle nuove strategie. I lanci pianificati sono corretti in corso, non dismessi. Per esempio perdiamo dei grandi eventi che coinvolgono pubblico nelle città, sono vietati o scoraggiati. Abbiamo però progetti digitali in cantiere. Mini elettrica ora è gestita in modo tradizionale, le future no. Ai concessionari diamo da subito informazioni e indicazioni utili. Anche aiuti rilevanti nella gestione finanziaria. Lo facciamo per tutti i concessionari dove ci sono limiti e difficoltà, non solo le zone rosse”.

In questa situazione incredibile, dopo l’inizio dell’epidemia in Europa e le rapide contromisure sanitarie, che tipo di provvedimenti chiedereste o avete già avanzato? “Alcuni hanno proposto di coinvolgere l’associazione Europea Case e l’Unione. Siamo sotto agli obiettivi 2020 anche considerando la crescita degli EV. A oggi abbiamo deciso per un profilo basso (nessuna richiesta esplicita quantificata, ndr) anche se il settore vale moltissimo in Italia, per posti lavoro e fatturato. La situazione è violenta e può fare danni irreversibili. Abbiamo condiviso documento con i nostri numeri chiedendo supporto al Governo. Riconosciamo al Governo la forza che ha avuto anche in passato. Le modalità sono diverse: incentivare la domanda, oppure sostegno alle aziende. Non spetta a noi dire dove esattamente agire in dettaglio, ma serve un piano di supporto al mercato”.

Pochi sanno dire oggi quanto il settore perderà e quanto o come dovrà recuperare. Per certo secondo BMW dovrà essere stimolato dai Governi. Per il futuro a medio termine, state pensando a misure e, vista la quasi calamità naturale mondiale incombente, magari di chiedere all'UE una dilazione? Quella sui tempi fissati per emissioni e multe, forse rivedibili per lasciar vivere meglio certe motorizzazioni? “Ora dobbiamo lavorare con il consenso generale, verso l’emergenza vera. Senza rivendicare obiettivi particolari. Per questo abbiamo condiviso (tra costruttori, verso gli Enti, ndr) senza strumentalizzare. La priorità è sull’oggi. Per scongiurare il rischio che il mercato auto Italia vada a quota 1,5 milioni veicoli nel 2020: sarebbe un dramma. Serve il Governo in campo come in passato”.

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