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Da un lato, i numeri da capogiro di un turismo che è tornato a respirare a pieni polmoni, regalando agli operatori del Terminillo un ponte di Ferragosto con il segno positivo. Dall'altro, un'anarchia logistica che rischia di compromettere l'immagine e la sicurezza dell'intera montagna reatina. Il "tutto esaurito" registrato in questi giorni di mezza estate ha infatti portato alla luce, in modo prepotente, una delle ferite mai sanate del territorio: l'assenza cronica di strutture adeguate per il turismo itinerante, sfociata in un vero e proprio "camperismo selvaggio".
Basta fare un giro nei pressi di Pian de' Valli per rendersi conto di come l'incuria abbia preso il sopravvento. In mancanza di regole ferree e di alternative valide, la fantasia (e l'opportunismo) dei villeggianti non ha conosciuto limiti.
Lo scenario che si è parato davanti agli occhi di residenti e turisti in queste settimane è quello di un accampamento improvvisato senza soluzione di continuità. Camper parcheggiati letteralmente ovunque: in fila indiana sul ciglio delle strade provinciali, piazzati prepotentemente in mezzo ai prati o sotto l'ombra degli alberi, e persino a ridosso delle stazioni degli impianti di risalita.
Non si tratta solo di un danno d'immagine o di una questione di decoro urbano. Il problema sconfina prepotentemente nel campo della sicurezza pubblica e della viabilità. Tendalini ancorati direttamente sull'asfalto, tavolini da picnic a bordo carreggiata e, fattore ancora più allarmante, bombole del gas posizionate all'esterno dei veicoli con pentole sul fuoco per cucinare all'aria aperta. Una miscela di leggerezze che, oltre a ostruire il normale deflusso del traffico, crea un potenziale innesco di estrema pericolosità.
Per capire come si sia arrivati a questa situazione bisogna fare un salto indietro di quasi un decennio. Esattamente nove anni fa, nel mese di agosto, un devastante incendio cancellò per sempre lo "Sky Caravan Club", lo storico camping che fungeva da valvola di sfogo e punto di riferimento per il turismo itinerante.
Da quel rogo, il Terminillo non si è mai ripreso dal punto di vista infrastrutturale. Oggi i camperisti possono contare solamente su due zone di sosta non strutturate: quella ben nota situata sotto il residence Tre Faggi (che funziona da posteggio misto per auto e mezzi pesanti) e una seconda area distante poche centinaia di metri. Entrambe, nei periodi di alta stagione, risultano drammaticamente insufficienti per assorbire la mole di veicoli in arrivo.
La soluzione, perlomeno sulla carta, esisterebbe già. Nel dicembre del 2025, l'Amministrazione comunale di Rieti, tramite l'assessore allo Sport Chiara Mestichelli, aveva annunciato in pompa magna l'intercettazione di un ghiotto finanziamento del Ministero del Turismo: 180.000 euro destinati proprio alla riqualificazione esecutiva dell'area dei Tre Faggi.
Il progetto prevede la trasformazione di circa 3.200 metri quadrati in un hub per camperisti di altissimo livello. Il piano include:
30 piazzole di sosta regolamentate (con una superficie minima di 40 metri quadrati ciascuna).
Infrastrutture moderne: pavimentazione adeguata, recinzione totale e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
Gestione smart: automazione completa degli accessi tramite sbarre con riconoscimento automatico delle targhe, pagamenti e prenotazioni digitali, un info-point a controllo remoto e varchi dedicati a pedoni, moto e bici.
Camper-service: una stazione vitale per il carico dell'acqua potabile e lo scarico ecologico delle acque chiare e scure.
Un salto nel futuro che riporterebbe ordine e dignità alla montagna. Il condizionale, tuttavia, è d'obbligo. Prima di poter aprire i cantieri, il Comune è chiamato a sbrogliare l'ennesima, intricatissima matassa burocratica italiana: una parte dei terreni interessati dall'opera necessita di un cambio di destinazione d'uso, poiché ricade ancora sotto la giurisdizione dell'Amministrazione separata dei Beni Civici di Vazia.
Finché questo stallo amministrativo non verrà risolto, il progetto hi-tech rimarrà confinato nei cassetti del Municipio. E il Terminillo, suo malgrado, continuerà a fare i conti con un turismo d'assalto in cui vige la legge del più forte (e del parcheggio più creativo).