F1, Vasseur frena gli entusiasmi in Austria: "Nessun miracolo dalla nuova Spec 2 Ferrari"

F1, Vasseur frena gli entusiasmi in Austria: "Nessun miracolo dalla nuova Spec 2 Ferrari"
Pubblicità
Un venerdì complesso e decisamente in salita costringe la Scuderia Ferrari a inseguire sul tracciato del Red Bull Ring. Tra i saliscendi della Stiria, il debutto della nuova power unit endotermica "Spec 2" non ha regalato la svolta prestazionale sperata, complici le severe sfide termiche legate all'altitudine e un bilanciamento della SF-26 ancora tutto da decifrare.
26 giugno 2026

Il fine settimana della Scuderia Ferrari tra i saliscendi della Stiria è iniziato decisamente in salita. Le prime sessioni di prove libere al Red Bull Ring hanno restituito una SF-26 ancora lontana dal bilanciamento ideale, con Lewis Hamilton quinto nelle FP2 e Charles Leclerc ottavo, staccato di 841 millesimi dal vertice. Per il monegasco il venerdì è stato ulteriormente complesso, infatti è rimasto ai box al mattino per cedere la sua monoposto al rookie di Formula 2 Dino Beganovic, ha dovuto concentrare tutto il lavoro di adattamento e setup nell'unico turno pomeridiano. 

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

A complicare i piani di Maranello non c'è però solo una quadratura tecnica ancora da decifrare, ma anche le sfide intrinseche del circuito austriaco. Sorgendo a 720 metri sul livello del mare, il tracciato della Stiria è da sempre un esame severo per la meccanica. Infatti, l'aria più rada riduce l'efficienza del raffreddamento, un fattore critico proprio nel giorno del debutto della nuova power unit "Spec 2" della Ferrari.

L'introduzione della nuova unità non ha però stravolto i valori in campo, una scelta di realismo voluta e ampiamente programmata dallo stesso muretto di Maranello. Interpellato sulle aspettative legate al primo vero upgrade dell'anno, il Team Principal Frédéric Vasseur ha gettato subito acqua sul fuoco, confermando come nel box ci si attendesse esattamente questo tipo di responso. “Mi aspetto esattamente quello che abbiamo ottenuto. I tempi di sviluppo e produzione sui componenti della power unit sono enormi, parliamo di mesi di lavoro. Introdurre la Spec 2 del motore così presto è stato molto rischioso per noi, soprattutto per ragioni di affidabilità e gestione dei componenti. Di conseguenza, non ci aspettavamo affatto un grande salto prestazionale già in questo weekend”.

A pesare sulla prestazione cronometrica, oltre alla gioventù del pacchetto aggiornato, sono state le difficili condizioni ambientali riscontrate in pista. Quando gli è stato domandato se le difficoltà fossero legate all'altitudine o alle temperature di aria e asfalto, Vasseur ha risposto con la consueta concretezza. “Oggi abbiamo faticato un po' con le condizioni della pista, in modo simile a quanto accaduto a Barcellona. Le temperature e l'altitudine sono uguali per tutti, ma noi, nello specifico, abbiamo faticato parecchio. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, quindilavorare sul setup, sulla vettura, sulla guida... su tutto, insomma, per fare un lavoro migliore domani”.

Il parallelo con il weekend del Montmeló sorge spontaneo. Infatti, anche in Spagna il venerdì non era sembrato idilliaco, ma la domenica si era conclusa con una vittoria della rossa. Molti nel paddock si chiedono se la Ferrari stia ricalcando quel copione o se si sia trattato semplicemente di un approccio conservativo. Tuttavia, lo scenario austriaco presenta variabili diverse, a partire dalla gestione degli pneumatici. A Barcellona il passo gara della Ferrari era impressionante ma fortemente condizionato dal caldo e dall'alto degrado termico. All Red Bull Ring il caldo si fa sentire, ma il consumo delle coperture sembra decisamente inferiore. 

“Il degrado a Barcellona era molto più elevato ed è stato il fattore chiave per la prestazione, almeno in gara”, ha analizzato Vasseur valutando come queste differenze possano tradursi sui valori in campo. “Però in Spagna eravamo stati in grado di lottare per la pole posizione anche in qualifica e in termini di puro potenziale eravamo lì. Al momento, qui siamo ancora lontani, ma è pur vero che anche a Barcellona il venerdì non avevamo brillato particolarmente. C'è da lavorare, questo è sicuro, e abbiamo ancora del potenziale da sbloccare questa notte. Vedremo domani”.

A chiudere la complicata giornata della Scuderia si è aggiunta anche la questione legata alla recente direttiva tecnica della Federazione, che ha espresso una chiarificazione formale sui vincoli geometrici e l'utilizzo della zona del diffusore posteriore. Alla domanda se fosse soddisfatto o meno della presa di posizione dei commissari, Vasseur ha liquidato la faccenda con una battuta secca, mostrando di non voler cercare alibi o distrazioni politiche. “Non si tratta di essere soddisfatti o meno. Credo semplicemente che la questione fosse già chiara di per sé”

Pubblicità