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Due pole consecutive, le prime nella sua carriera in F1. Come Lewis Hamilton, Michael Schumacher e Ayrton Senna. Non lo sapeva, Andrea Kimi Antonelli, di questa statistica che lo accosta a dei grandi dello sport grazie alla pole position nel Gran Premio del Giappone 2026. Merito di “un giro pulito, tranquillo. Ogni run spingevo di più. Nell’ultimo giro ero un decimo sotto, poi ho bloccato in curva 11 e ho perso tutto. Peccato, ma mi sentivo bene in macchina. Sono riuscito a massimizzare il grip, l’uso della batteria. George in questo senso ha faticato un po’”, ha raccontato dopo la pole position a Suzuka.
In collegamento dal Giappone con un gruppo selezionatissimo di media italiani, tra cui Automoto.it, Antonelli ha riflettuto sulla sua performance sul giro secco. “Avrei potuto fare meglio nel primo settore. E potrei spingere di più nelle curve veloci, in cui George fa ancora un po’ di differenza. Ma in questa qualifica sono riuscito a migliorare giro dopo giro”. Ma se dovesse scegliere tra le due pole ottenute, “meglio questa, perché in Cina George aveva avuto problemi in qualifica. Coglierne un’altra dopo Shanghai è importante. Sapevo che dopo la vittoria sarebbe stato facile farsi trasportare dal momento, perdere la concentrazione. Sono contento che sia riuscito a mantenerla”.
Suzuka, pista tecnica e ritmata, non perde fascino nonostante un regolamento tecnico che premia la pulizia e non l’aggressività con cui i piloti affrontavano l’asfalto un tempo. “Non è il massimo – riconosce Kimi -. Ci sono dei punti in cui vorresti andare più forte, ma poi verresti penalizzato sul dritto. Certe volte si cerca di andare sul gas prima, ma non paga, soprattutto nei casi in cui le gomme pattinano. Non è facile massimizzare tutto, ma qui ho svolto un lavoro più efficace rispetto, per esempio, a Melbourne. Il giro, però, alla fine è stato divertente. In curva si spingeva”.
La differenza rispetto all’Australia arriva anche dal fatto di aver avuto “un weekend pulito, senza errori”. “Permette di costruire le basi e successivamente migliorare il set-up, la guida. Ti aiuta a metterti in una posizione migliore per cogliere un risultato positivo”. E di stare davanti al suo vicino di box. “Ho guadagnato un decimo sul dritto rispetto a lui, anche per lo stile di guida diverso. Domani in partenza conterà lo spunto, ma il team ci ha detto di stare tranquilli. Siamo di nuovo in prima fila, ed è importante cogliere punti pesanti, sia per noi che per la scuderia”.
Per ora è proprio Russell il riferimento principale di Antonelli. “In questa fase abbiamo un vantaggio rispetto agli altri, e il mio compagno di squadra è il mio avversario diretto. Questo però non vuole dire che gli altri non possano avvicinarsi. La McLaren, ad esempio, sta ancora utilizzando il pacchetto aerodinamico dei test di Barcellona. Immagino che il loro prossimo aggiornamento sarà importante. Bisogna stare in guardia, la situazione potrebbe ribaltarsi in un attimo”.
Per ora, però, davanti a tutti c’è la Mercedes. Antonelli scatterà davanti a tutti, pronto a difendere i nostri colori come lo è Jannik Sinner, in finale a Miami. “Non ci siamo parlati, con la differenza di orario è un casino – spiega Kimi -. Gli manderò sicuramente un messaggio stasera per augurargli il meglio”. Antonelli abbozza sui paragoni con la stella del tennis. “Lui ha ottenuto più di me. Io sono ancora agli inizi, anche se è stato un inizio di stagione positivo”. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, la stagione 2026 potrebbe consentire a Kimi di togliersi tante soddisfazioni.