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Poco più di due settimane e la Formula 1 tornerà finalmente in pista a Miami. Una lunga pausa, nata dall'inattesa crisi in Medio Oriente che ha portato alla cancellazione degli appuntamenti in Bahrain e Arabia Saudita. Si è così creato un buco nel calendario che il Circus ha sfruttato per interrogarsi sui punti critici emersi finora con il nuovo regolamento tecnico. Una prima soluzione è stata varata, ma per i puristi della categoria c’è ancora molto da fare per tornare allo spirito autentico delle corse.
Sono solamente tre i Gran Premi disputati finora, eppure le criticità della nuova normativa sono già venute a galla. La nuova unità motrice, divisa equamente tra la parte endotermica (ICE) e quella elettrica (MGU-K), ha profondamente cambiato il modo di interpretare gare e qualifiche. Una modifica drastica che ha avuto un forte impatto sullo spettacolo in pista, dal sapore sempre più artificiale. Una direzione, quella presa dalla Formula 1, che ha attirato aspre critiche. Senza troppi giri di parole Nigel Mansell, ex campione del mondo, ha espresso la sua opinione: “Lasciate che i piloti tornino a essere piloti!”, ha commentato a Auto-moto.sport, sostenendo che le corse moderne a volte distorcano lo spettacolo.
Il britannico ha puntato apertamente il dito contro il ruolo crescente della tecnologia nelle prestazioni in pista. La critica è rivolta soprattutto agli aiuti alla guida e alle dinamiche artificiali dei duelli: “Alcuni di questi sorpassi sono semplicemente sbagliati. Sembrano fantastici, ma poi esci dalla curva successiva e un'altra macchina ti sorpassa di nuovo, perché il computer ti dà potenza extra al momento sbagliato”. Per Mansell, infatti, chi siede nell'abitacolo ha sempre meno controllo sulle decisioni da prendere in gara, venendo costantemente orientato — ora più che mai per via della gestione dell’energia — dal muretto box. “Il pilota, ovviamente, non ha alcun controllo su questo. Alcuni sono solo passeggeri nella propria vettura. Ci sono piloti che si ritrovano molto più indietro di quanto dovrebbero essere. Lasciamo che i piloti guidino le macchine”.
Tutta questa artificiosità non è gradita da un purista come Mansell, che ha vissuto gli anni ruggenti della Formula 1 a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta, ma non piace nemmeno ai tifosi, che apprezzano sempre meno la deriva attuale dello sport. “Milioni di fan in tutto il mondo sono molto infelici. E a dire il vero, sono d'accordo con loro”, ha proseguito il "Leone". Resta ora da vedere se i correttivi varati al regolamento avranno un effettivo impatto sul futuro della Formula 1, riuscendo a far cambiare idea a Nigel Mansell.