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La nuova era tecnica della Formula 1 avrebbe dovuto portare l’Aston Martin a competere con i top team, ma la realtà non potrebbe essere più diversa. Il sogno di lottare per le posizioni che contano si è infranto contro l’insormontabile scoglio di una power unit le cui vibrazioni vanno non solo a danneggiare irreparabilmente la batteria, ma anche a tormentare i piloti. Non era quello che ci si attendeva dalla partnership tra Honda e il genio che ha fatto la storia del design nel Circus, Adrian Newey.
Che la situazione in Aston Martin non sia semplice da navigare per l’attuale team principal della scuderia, oltre che faro tecnico, è evidente. Ma arrivano conferme anche da qualcuno che lo conosce molto bene: parliamo di Helmut Marko. “Sono in contatto con lui – ha spiegato in un’intervista concessa a OE24 -. Non se la passa bene. Ci sono dei problemi con questo progetto che non possono essere risolti in fretta”. L’ex superconsulente della Red Bull è rimasto sul vago, ma sul banco degli imputati c’è Honda.
Il costruttore nipponico questo fine settimana vivrà il suo Gran Premio di casa, a Suzuka, sotto i peggiori auspici. A Shanghai Lance Stroll si è detto scettico sulle potenzialità di un miglioramento in tempi brevi, a meno che non si verifichino miracoli. A rendere complessa la risoluzione di questo inconveniente pensa il fatto che le power unit siano state omologate lo scorso 1° marzo, e che l’ADUO, lo sviluppo extra concesso ai motoristi in difficoltà, non verrà assegnato prima del GP di Miami.
Tra i team in difficoltà, anche se non ai livelli drammatici di Aston Martin, c’è anche la Red Bull. La power unit con badge Ford, dopo aver stupito per la sua affidabilità e la sua efficacia nei test prestagionali, ha mostrato alcune fragilità nei primi due GP dell’anno. Già tutt’altro che entusiasta del nuovo ciclo tecnico della F1, Max Verstappen non ha esitato a definire “inguidabile” la sua RB22 dopo il ritiro nel Gran Premio della Cina.
Marko, però, è fiducioso che la scuderia guidata da Laurent Mekies possa risollevarsi. “La Red Bull è conosciuta per la sua capacità di recuperare terreno velocemente e in modo efficace. È ancora tutto possibile. È un bene che le due gare nel mese di aprile siano state cancellate. Dà loro più tempo per lavorarci”. La lunga pausa dovuta alla cancellazione dei GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita potrebbe portare consiglio anche a un’Aston Martin piegata da un vero e proprio dramma sportivo.