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L’Italia intera ora conosce Andrea Kimi Antonelli, capace di prendersi la scena – e la testa del mondiale 2026 di Formula 1 – con due vittorie consecutive, in Cina e in Giappone. Ma il giovane talento di casa Mercedes bada fino a un certo punto alla sua nuova fama. “È bello vedere l’aumento dell’affetto e del seguito. Ma non sento una pressione maggiore. So che le aspettative su di me sono alte, ma mi concentro sul processo, su quello che devo fare, sull’obiettivo finale e come raggiungerlo”, ha spiegato in un incontro con la stampa selezionata cui ha partecipato anche Automoto.
Il più giovane leader del mondiale della storia della Formula 1 manterrà anche i piedi per terra, ma non può non riconoscere l’ottimo abbrivio in una stagione che potrebbe cambiargli la carriera. “È stato un inizio migliore delle aspettative, almeno per quanto mi riguarda. Io cerco di mantenere la stessa forma mentis che avevo nelle prime tre gare, per mettermi nella posizione migliore per ottenere un grande risultato. Voglio concentrarmi sul presente, e alzare l’asticella piano piano. George è fortissimo, e la concorrenza si avvicinerà”.
Dopo essersi preso la testa della classifica, Kimi si è visto costretto a un mese da leone in gabbia. “Da un lato la pausa è stata piacevole, dall’altro sta cominciando a sembrare troppo lunga. Voglio semplicemente tornare in pista. Ho svolto i test Pirelli qualche giorno fa e guidato una GT. Ho cercato di stare attivo in questo periodo. È un bene che abbia avuto tempo di riflettere su quello in cui mi sono distinto in pista e sugli aspetti su cui invece devo ancora lavorare”.
Oltre alle riflessioni del caso, Antonelli ha premuto l’acceleratore su un altro aspetto. “Sto anche spingendo sull’allenamento per essere il più in forma possibile. Sarà un campionato molto intenso, soprattutto con le triplette verso la fine, e mantenere un buon livello fisico sarà molto importante”. È la contraddizione della stagione 2026: tre gare in due mesi e un finale con sei gare in sette weekend, ammesso e non concesso che non si aggiunga anche una delle corse cancellate in Medio Oriente.
È un calendario in definizione, così come lo sono anche le modifiche al regolamento tecnico. Ma Antonelli ha un’arma dalla sua. “Per i piloti più giovani forse è più semplice adattarsi. Chi è al secondo anno in Formula 1 è abituato a guidare una macchina diversa ogni stagione, essendo passato per le trafile delle categorie minori e avendo vissuto il cambio regolamentare in F1. Ma ora siamo tutti a un livello simile, per quanto chi è in grado di essere flessibile in ogni occasione possa fare la differenza, specie con questo regolamento”.
Che Antonelli sia adattabile lo si è visto dalla capacità mostrata nelle prime gare stagionali di sopperire velocemente alle mancanze a livello di gestione dell’energia, diventando ben presto più efficace del compagno di squadra, con cui per ora non sembrano esserci acredini. "Il nostro rapporto è molto forte e non è cambiato. C’è molto rispetto tra noi, e lavoriamo bene insieme”, riflette Antonelli, confermando quanto sostenuto da Russell poche ore prima nel suo incontro virtuale con la stampa.
“La dinamica all’interno del team è ottima. So che posso contendere per il titolo. Sono qui per questo, per vincere. E quest’anno rappresenta un’opportunità enorme per me e per George, vista la nostra monoposto molto competitiva. Entrambi vogliamo evitare di sprecare questa chance, ma è importante mantenere una buona dinamica all’interno della scuderia. Abbiamo i nostri obiettivi personali, ma dobbiamo anche perseguire lo scopo del team, vincere il mondiale costruttori”. E se il buongiorno si vede dal mattino, le possibilità che questo accada sono alte.