"L'unico italiano in F1 sfida la Ferrari": Leclerc furioso con Antonelli nella Sprint di Miami, poi arrivano le scuse

"L'unico italiano in F1 sfida la Ferrari": Leclerc furioso con Antonelli nella Sprint di Miami, poi arrivano le scuse
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Charles Leclerc non digerisce il duello ravvicinato con Kimi Antonelli a Miami. Un corpo a corpo teso che fa riflettere il monegasco: "Lui è l'unico italiano e corre proprio contro la Ferrari, mi dispiace aver usato parole dure"
2 maggio 2026

A Miami la Sprint profuma di papaya, ma dietro il dominio McLaren c’è una Ferrari che ringhia e un Charles Leclerc che non le manda a dire, salvo poi ricucire con la classe del veterano. Il terzo posto del monegasco è il ritratto di una SF-26 solida ma ancora imbrigliata in un corpo a corpo che, sotto il sole della Florida, è diventato un affare di nervi saldi e temperature critiche.

Foto copertina: ANSA

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La scintilla scocca subito: uno stacco frizione perfetto, il turbo Ferrari sfruttato al massimo e la Mercedes di Kimi Antonelli bruciata in pochi metri. Ma è qui che la tensione sale. Tra i mureti di Miami, il duello con il giovane bolognese si accende di toni aspri. "Kimi è pessimo nel ruota a ruota, si muove in frenata!", aveva sbottato Charles via radio. Ma a motori spenti, il ghiaccio si è sciolto. "Ero un po' arrabbiato in macchina e i commenti sono stati probabilmente troppo duri – ammette Leclerc con l'adrenalina ormai smaltita – in passato abbiamo avuto i nostri momenti e spero che le cose si calmino. Mi piace Kimi come persona, è l'unico pilota italiano in griglia e corre contro la Ferrari, avrei preferito che certe scintille capitassero con qualcun altro".

Oltre il nervosismo, resta la sostanza di una gara vissuta all'inseguimento. Il ritmo c'era, ma il secondo settore si è trasformato in un labirinto di aria sporca e surriscaldamento. "Seguire nel secondo settore era difficilissimo, non ne avevo mai abbastanza per tentare il sorpasso su Oscar Piastri. Il nostro passo gara è stato più forte della qualifica di ieri, ma con queste temperature gestire le gomme stando dietro è stato un incubo".

Il pensiero vola già alla gara lunga, con l'incognita della pioggia che pende sul paddock come una spada di Damocle. Leclerc non si nasconde: la SF-26 soffre il giro secco, schiacciata tra le prestazioni della power unit Mercedes e una coperta tecnica che sembra sempre un po' troppo corta il sabato. "In qualifica tendiamo sempre a soffrire di più rispetto alla gara, è un trend di quest'anno. Non so se riusciremo a chiudere il gap nel pomeriggio, ma di certo saremo più vicini a noi stessi, all'ottimale. Per domani? Andremo un po' tutti verso l'ignoto, ma partire più avanti renderà tutto più facile".

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