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La settimana di gara del Gran Premio d’Olanda è cominciata e, alla vigilia della tappa di Zandvoort, la Williams ha deciso di blindare la propria lineup per le prossime stagioni, preferendo la continuità alla novità. La stabilità per il team di Grove rappresenta una risorsa fondamentale, soprattutto in un momento delicato di trasformazione e riorganizzazione interna. In merito alla situazione generale si è espresso il Team Principal James Vowles durante la consueta conferenza stampa della Formula 1, facendo il punto della situazione all’inizio della seconda metà del campionato.
L'ingegnere britannico ha voluto rimarcare quanto il rinnovo di Carlos Sainz e Alex Albon costituisca una colonna portante per la crescita interna. In una fase caratterizzata da ampi stravolgimenti organizzativi, la presenza di due piloti d'esperienza offre una solida base operativa. “Quando stai attraversando la fase che stiamo vivendo noi in questo momento, ovvero grandi trasformazioni e un'ampia serie di importanti cambiamenti, la stabilità fornita da Carlos e Alex è enorme. Alex è qui ovviamente dal 2022. Vuole che questo progetto abbia successo, ma avere Carlos al nostro fianco mentre affrontiamo questo percorso è di fondamentale importanza. Mostra a tutti nel mondo esterno che la fiducia nel progetto è ancora intatta. È stato un anno difficile, ma nel lungo termine è un bene: per citare Niki Lauda, si impara di più quando si perde rispetto a quando si vince”.
Analizzando le caratteristiche individuali dei due piloti e il contributo garantito nei momenti più complessi, Vowles ha aggiunto. “Se parto da Carlos, è incredibilmente forte. Il suo atteggiamento e il suo approccio non cambiano, indipendentemente dal fatto che stia lottando per il 18° posto o per il podio, ed è guidato semplicemente dal costante miglioramento delle prestazioni. Per quanto riguarda Alex, riesce a dipingere un quadro davvero chiaro anche quando l'umore di tutti è un po' più basso, dimostrando come i cambiamenti abbiano un impatto concreto. Portano aspetti diversi, ma entrambi rappresentano un punto di forza”.
Passando al lavoro tecnico in fabbrica e all'introduzione dei nuovi aggiornamenti, il manager britannico si è soffermato sui piani relativi alla vettura: “L'elemento principale su cui stiamo lavorando è un nuovo telaio che debutterà quest'anno e che porteremo al prossimo, di fatto un punto di transizione. La sfida per la nostra struttura era l'innovazione, che doveva portare risultati concreti in termini di costi, tempi e peso. È un progetto all'avanguardia per dimostrare che, per quanto ci troviamo dove siamo in griglia e non dove vorremmo essere, continueremo comunque a spostare in avanti i limiti dell'innovazione. Abbiamo ancora un po' di prestazioni da aggiungere, ma non avranno un impatto determinante per quest'anno, quindi gran parte del nostro focus sta già andando al prossimo anno per tornare su fondamenta solide”.
Entrando nel dettaglio dei ritardi operativi e delle problematiche patite dall'inizio del campionato, Vowles non ha nascosto i punti deboli emersi nell'organizzazione: “Questo è il più grande cambio regolamentare a cui ho assistito in 26 anni di sport e ha messo a nudo le squadre che non hanno tutti i sistemi e le basi al posto giusto. Per noi il primo problema è stato che la vettura era molto pesante, il peso è una conseguenza diretta di quando inizi a rimanere senza tempo. In secondo luogo non siamo riusciti a produrla nei tempi previsti e nel rispetto del budget; non è una mancanza di lavoro o di dedizione, ma è decisamente un problema di efficienza della resa. La vettura che avevamo a Miami era in realtà quella prevista per Melbourne ed era ancora nella nostra galleria del vento a novembre, quindi siamo rimasti indietro sotto quel profilo e stiamo ancora inseguendo rispetto allo scorso inverno, il che è doloroso e frustrante”.
Infine, tracciando una linea sulle prospettive a lungo termine e sulle ambizioni di classifica del team di Grove, Vowles ha concluso con pragmatismo. “Sospetto che il prossimo anno sarà più semplice perché molto materiale sarà riutilizzato e il telaio toglierà un bel po' di carico dal sistema. Entro i prossimi due o tre anni, con l'arrivo di persone molto valide, inizieremo effettivamente a essere in grado di produrre una vettura in tempo, nel budget e con le specifiche richieste, e il nostro ritmo di sviluppo dovrebbe raggiungere il livello corretto. Spero che la Williams sia riconosciuta come una minaccia seria per le posizioni di vertice, ma penso che sia decisamente troppo presto per parlare di Campionato: risolviamo prima i nostri attuali problemi”.