“Mi sono commosso, è il talento che tutti vogliono vedere”: l’uomo che guidò Schumacher svela perché Kimi Antonelli è un fenomeno fuori dal comune

“Mi sono commosso, è il talento che tutti vogliono vedere”: l’uomo che guidò Schumacher svela perché Kimi Antonelli è un fenomeno fuori dal comune
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Luca Baldisserri non ha dubbi: Kimi Antonelli ha quella "scintilla" che manca a molti. L'ex ingegnere di pista di Michael Schumacher in Ferrari racconta il talento bolognese
21 aprile 2026

Nel paddock della Formula 1 ci sono nomi che evocano immediatamente storie di altri tempi. Uno di questi è Luca Baldisserri. L'uomo che ha sussurrato nelle orecchie di Michael Schumacher durante l'epopea d'oro della Ferrari e che ha guidato la strategia di vittorie leggendarie, oggi osserva il futuro con occhi diversi. Occhi che brillano quando si parla di Kimi Antonelli. Ospite del podcast "Terruzzi racconta", l’ingegnere ha tracciato un profilo intimo ma tecnico del talento bolognese che conosce da quando era nella culla, ammettendo un coinvolgimento emotivo raro per un uomo di numeri: "Mi son commosso quando ha fatto la prima qualifica l'anno scorso addirittura"

Foto copertina: ANSA

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Secondo Baldisserri, il talento non è una misura semplice, ma una scintilla che si manifesta presto. "Quello che ha Kimi, rispetto a tanti piloti che ci sono anche in Formula 1 adesso, è che lui è quello che tutti vogliono vedere: un vero talento", spiega l’ex ingegnere Ferrari. Ciò che lo rende speciale rispetto alla massa è una combinazione quasi magica di tecnica e istinto. "Ha una pulizia di guida, un modo di sincronizzare lo sterzo, il freno e l'acceleratore che è incredibile", ma il vero punto di forza di Antonelli risiede nella sua adattabilità fuori dal comune. Baldisserri ricorda come già a quattordici anni portasse al limite una GT3, dimostrando una dote che molti piloti odierni faticano a padroneggiare: la capacità di portare la macchina al massimo a prescindere dalle condizioni al contorno. "Se cambiano le condizioni, ti cambia il grip sulla pista, ti cambia il vento, la macchina non è completamente assettata... Kimi ha la capacità di adattarsi per portare sempre al limite la vettura".

Il confronto con il passato serve a Baldisserri per marcare la differenza tra chi è arrivato al vertice attraverso il lavoro metodico e chi possiede un dono innato. Citando l’esperienza con Lance Stroll, l'ingegnere è netto: "Lance è un pilota costruito. Ha fatto milioni di test e ha raggiunto l'obiettivo, ma gli manca la scintilla che dicevamo, non ce l'ha di sé". Ad Antonelli viene invece riconosciuta quella luce naturale che lo rende un ragazzo allegro e solare, lontano dallo stereotipo del pilota musone. È un talento che non si abbatte davanti alle difficoltà, vivendo l'errore come un punto di ripartenza, protetto da un'educazione familiare rigorosa dove il padre Marco gioca un ruolo chiave. "Il padre usa parecchio il bastone", rivela Baldisserri ricordando i rimproveri, "non come Jos su Max, ma la tendenza è quella". Questo equilibrio serve a correggere sbavature come le partenze, definite ancora un piccolo "tallone d'Achille".

ANSA

Il duello in Mercedes accanto a George Russell sarà la prova del fuoco definitiva. Baldisserri riconosce il valore del britannico, ma intravede uno spiraglio: "Russell è forte, ma abbiamo visto già un paio di volte che soffre un pochino la pressione. Riuscire a batterlo sarebbe veramente un'impresa". Per Kimi, la sfida sarà mantenere quella costanza che lo ha portato fin qui, forte di un supporto che Mercedes gli sta garantendo. Toto Wolff ha giocato una carta pesantissima per la sua credibilità puntando su di lui, ma i segnali che stanno arrivando dalla pista gli danno ragione. L'Italia guarda ad Antonelli con la speranza di chi aspetta un nuovo campione capace di emozionare. E se un uomo che ha vissuto fianco a fianco con Schumacher dice che "Kimi è già forte di per sé", significa che siamo davanti a qualcosa di veramente raro.

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