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1° maggio, giorno di festa dei lavoratori ma anche di pausa per i veicoli a uso lavoro

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Con la giornata internazionale che rende omaggio ai lavoratori, prendono una pausa anche molti veicoli a motore che ogni giorno sono al servizio delle attività economiche e dei pendolari. Quali i più diffusi e longevi?

Il 1° maggio, festa del lavoro, è un giorno importante non solo per i lavoratori ma anche le auto ed i veicoli commericiali con i quali vengono condivisi molti momenti della giornata. Anche per loro - auto, camion o furgoni che siano - è un'occasione per tirare un po' il fiato e per noi un motivo per andare a sbirciare quali sono i veicoli più diffusi e longevi tra auto e furgoni con cui gli italiani condividono la quotidianità su strade ed autostrade.

Tre o quattro ruote, ma una sola bandiera

Da sempre, o meglio da quando si sono motorizzati in massa e quindi un bel po’ dopo la nascita della festività del primo maggio, gli italiani preferiscono veicoli nazionali quando usano le quattro ruote in ambito lavorativo. Attualmente, alla luce dei dati di immatricolazione al primo trimestre 2018, i mezzi commerciali leggeri più venduti nel Bel Paese sono sempre quelli del gruppo Fiat, con uno share intorno al 29%. Il trend rispetto al passato è molto cambiato però, a favore dei marchi esteri come quelli francesi, che sono in grande risalita con il gruppo PSA di recente allargato al mondo Opel. Le società acquistano nell’ordine: Iveco Daily, Fiat Ducato e Fiat Doblò. Anche a livello d’immatricolazioni aggregate per gli LCV, in Italia il podio è il medesimo, con Fiat Qubo e Fiorino a seguire nella Top-5.

Negli anni Cinquanta e Sessanta invece, oltre i semplicissimi ma illustri antenati come Fiat 508, 1100 (Musone) e 238, una discreta parte di lavoro in ambito locale per i piccoli artigiani e commercianti italiani era svolto anche dai piccoli mezzi a tre ruote, come il Piaggio Ape, da decenni in disuso salvo cari particolari, dove gradito anche oggi è rimasto per esempio l’iconico Calessino, che trasporta persone. Il primo modello Ape con cassone di una certa diffusione fu la serie B, degli anni Cinquanta, seguita poi dalla C e via cosi fino al noto Apecar con volante al posto del manubrio, diffuso negli anni Settanta. Oggi, nel 2018, fanno sosta da utilizzi lavorativi il giorno del primo maggio mezzi come quelli della nettezza urbana, per esempio i vari Porter, frutto dell’ultra-ventennale connubio Piaggio con la Casa giapponese Daihatsu. In questi casi, per i veicoli da lavoro, non tanto la dimensione assoluta quanto la capacità di carico nei vani, la cubatura e la potenza dei motori, sono costantemente salite nel tempo, pur se l'ultima non in modo vertiginoso, plafonandosi sul finire del secolo scorso tanto per i benzina quanto per i diesel.

Piccola è meglio

Sul fronte delle autovetture, pensando ai Multispazio dominano Fiat Qubo e Doblò, seguiti dal Dacia Dokker. In senso assoluto, nel mercato privato, anche oggi come in passato è sempre il marchio Fiat che popola le strade accompagnando gli italiani a lavoro, con prime posizioni per vendita a nuovo occupate da Panda, 500X, Tipo e 500. Solo quinta vettura più venduta del 2018 in Italia è una straniera, la Ford Fiesta. Il paragone tra le utilitarie più in uso per andare a lavoro nel secolo scorso e quelle odierne, porta alla luce una certa gradualità nell’evoluzione, non forte come quella dei segmenti premium. Se è vero che molte auto per uso business oggi sono parecchio distanti dalle loro antenate, per i “viaggiatori” del tempo, pensando per esempio a una Mercedes 190 W201 degli anni Ottanta e un’attuale Classe C W205 (dove è esponenziale la crescita di prestazione e di contenuti elettronici) le moltissime utilitarie in coda lungo strade urbane e tangenziali italiane, solo con gli ultimi anni si sono dotate tutte di Clima, ABS, Airbag multipli e in qualche caso frenata emergenza di serie. Persino le cubature non sono poi tanto variate: le mitiche 500 di varia edizione e 600 diffusissime negli anni del boom economico italiano, seguite dalla poco più “lussuosa” Bianchina (nota per il suo uso da parte del ragionier Ugo Fantozzi) erano tutte di misura vicina ai tre metri e motorizzate con bicilindrici o quattro cilindri sotto i mille cc. Persino le poco più "dotate" berline come era la 850, usata nel film simbolo "La classe operaia va in paradiso" non infrange la regola dimensionale. Oggi le più vendute auto a benzina sono entro i 1200 cc, mentre i diesel sono tipicamente dei Multijet 1.3. Solo la misura esterna, per il comfort di quattro occupanti, è nettamente cresciuta. Nella fase intermedia, a ridosso degli anni Settanta dove spopolavano Fiat 126 e 127, piuttosto che A112, ma anche dagli anni Ottanta con la prima Panda e la Uno, i motori erano semplici evoluzioni dei precedenti, con la maggiore diffusione dei quattro cilindri, sempre e sostanzialmente solo a benzina.

Ecologia e Connettività crescono

Come abbiamo avuto modo più volte di segnalarvi sulle pagine di Automoto.it, il settore dei commerciali leggeri, gli LCV, si evolve in questo secolo più rapidamente che nel passato. Nel dopoguerra e per tutti gli anni Ottanta, fino anche ai Novanta, i veicoli leggeri mutuavano con un certo ritardo le tecnologie motoristiche ed elettriche delle autovetture private, come fecero Fiorino e Doblò pensando a Fiat (da Uno e Punto) oppure Combo Opel da Kadett e Corsa e via dicendo anche per Renault e Peugeot. Oggi no, non con quel metodo almeno, nonostante i nomi dei modelli siano spesso i medesimi dei decenni passati: Fiat Ducato, in vita dai primi anni Ottanta, Iveco Daily e Fiat Fiorino da fine Settanta, Ford Transit addirittura dai mitici anni Sessanta. Vengono sempre più condivise sugli LCV le piattaforme telaistiche poco dopo il loro debutto, pur meno dotate di elementi raffinati rispetto alle vetture uso privato e sempre più presenti i sistemi elettronici di connettività e condivisione dispositivi mobili, che vengono utilissimi alle consegne di materiali per esempio, ma anche agli ordini stessi e al reperimento informazioni professionali. La rete e i sistemi che si usano sul fronte lavorativo, dentro gli LCV, potranno un domani anche superare, per certi aspetti, quanto in uso al mercato privato delle auto “cugine” con simile piattaforma. È un po’ il contrario di quanto accadeva in passato, per i contenuti, ma non basta attualmente, soprattutto per l’ecologia imposta dalle norme a chi transiti nelle città.

Molti dei veicoli commerciali che il primo maggio sono in pausa lavoro, secondo gli addetti al settore dovrebbero essere pensionati perchè troppo vecchi
Molti dei veicoli commerciali che il primo maggio sono in pausa lavoro, secondo gli addetti al settore dovrebbero essere pensionati perchè troppo vecchi

 

Come sappiamo uno strumento da lavoro si usa fino in fondo perché deve “rendere” alla luce dei soldi investiti, per averlo e mantenerlo, quindi, la classe ecologica del parco circolante veicoli commerciali che sono oggi, primo maggio, a riposo in Italia, è arretrata rispetto a quanto non sia per le normali auto e le pretese ambientali crescenti. Attualmente almeno un terzo dei veicoli commerciali è ancora Euro3, soglia sotto cui le autovetture uso privato si sono già poste da vari anni. Tra questi modelli ancora molto in voga e al lavoro, per esempio, i molti Fiat Ducato, Citroen Jumper, Peugeot Boxer, Iveco Daily, piuttosto che Ford Transit e Mercedes Sprinter, tutti rigorosamente diesel e spesso ultra decennali; oppure scendendo di volume i vari Doblò, Jumpy, Partner e Berlingo. I rappresentanti del settore auspicano degli aiuti istituzionali per incentivare il rinnovo del parco circolante veicoli commerciali italiani, soprattutto quelli pesanti.

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