Audi Q8 e-tron, scatta il doppio richiamo: rischio freni per migliaia di SUV elettrici

Audi Q8 e-tron, scatta il doppio richiamo: rischio freni per migliaia di SUV elettrici
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Il costruttore di Ingolstadt ha avviato due campagne distinte sul SUV elettrico premium. La più delicata riguarda un possibile cedimento del collegamento tra pedale del freno e servofreno, con conseguenze potenzialmente serie in caso di cedimento meccanico.
7 maggio 2026

Il SUV elettrico di punta dei quattro anelli torna nelle officine, e non per una semplice messa a punto. Audi ha infatti attivato due campagne di richiamo separate sulla Q8 e-tron, ovvero la versione aggiornata di quel pioniere a batteria che nel 2018 aveva inaugurato il capitolo elettrico del marchio tedesco con il nome di e-tron, prima di assumere la denominazione attuale dopo il restyling del 2022. Si tratta, va ricordato, di un modello differente dalla Audi Q8 tradizionale, quella con motorizzazioni termiche e ibrida plug-in, anche se la somiglianza nel nome può generare qualche confusione.

I numeri che cominciano a emergere danno l’idea della portata dell’operazione. Solo nei Paesi Bassi sono 5.800 le vetture interessate dal richiamo più importante, mentre in Belgio la cifra si attesta a 2.938 unità. Audi non ha invece comunicato il dato globale, ma considerando che il modello è stato venduto in tutta Europa fino allo scorso anno con prezzi a partire da circa 78.990 euro per la 55 quattro e in grado di superare con disinvoltura i 140.000 euro nelle versioni SQ8 Sportback più accessoriate, il bacino di proprietari coinvolti è destinato a essere considerevole anche in altri mercati.

Audi Q8 e-tron
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Due campagne con codici interni diversi

La prima azione, identificata con il codice interno 93PG, è di natura prettamente software. Riguarda il sistema che gestisce l’alta tensione della batteria e, secondo quanto comunicato dal costruttore, l’aggiornamento dovrebbe garantire una maggiore durata della batteria senza penalizzare i tempi di ricarica, che resterebbero invariati. In termini pratici, è una manutenzione preventiva che tutela tanto il cliente quanto la casa madre, riducendo potenzialmente il numero di interventi in garanzia legati al degrado dell’accumulatore.

La seconda campagna, contrassegnata dal codice 46P7, è quella che merita maggiore attenzione. Audi parla di un possibile difetto nel collegamento meccanico tra il pedale del freno e il servofreno: in determinate condizioni questo elemento potrebbe allentarsi e, nei casi più estremi, l’auto potrebbe non rispondere più al comando del pedale. È una situazione che, pur descritta come limite, ha spinto la casa di Ingolstadt a muoversi rapidamente per informare la clientela.

Audi Q8 e tron
Audi Q8 e tron Audi

I segnali da non sottovalutare

Audi ha indicato due avvisaglie che gli automobilisti dovrebbero monitorare con attenzione. La prima è una differenza di altezza tra il pedale del freno e quello dell’acceleratore rispetto a quanto si è abituati a percepire. La seconda è un rumore secco, descritto come uno schiocco, che potrebbe avvertirsi durante l’azionamento del freno. Entrambi i segnali andrebbero interpretati come potenziale preludio a un cedimento e dovrebbero indurre il proprietario a contattare immediatamente la concessionaria.

Il costruttore ha precisato che, in attesa dell’intervento programmato, i clienti coinvolti possono continuare a utilizzare il veicolo, perché la funzione di frenata di emergenza resta operativa. Si tratta di quella possibilità, presente sulla maggior parte delle vetture moderne, di arrestare l’auto agendo sul freno di stazionamento elettronico quando il pedale principale non risponde. La procedura prevede di tenere premuto a lungo il pulsante posto nella consolle centrale durante la decelerazione.

Audi Q8 e-tron
Audi Q8 e-tron Audi

Una manovra che richiede tempi più lunghi

Va detto, però, che si tratta di un sistema pensato come ultima risorsa e non come alternativa equivalente al pedale tradizionale. I tempi di arresto sono nettamente superiori rispetto a una frenata convenzionale, e questo rende la procedura inadatta a gestire una vera emergenza in cui ogni decimo di secondo può fare la differenza. La raccomandazione, ragionevole, è quella di consultare il libretto di uso e manutenzione e, soprattutto, di familiarizzare con il funzionamento in condizioni di sicurezza, per esempio in un’area chiusa al traffico, in modo da non trovarsi impreparati nel momento del bisogno.

Audi sembra dare per scontato che i propri clienti conoscano questa funzionalità e siano pronti ad attivarla per riflesso, ma la realtà delle cose è che molti automobilisti ignorano del tutto questa possibilità. È un dettaglio che merita una riflessione più ampia sulla comunicazione tra costruttore e utilizzatore finale in casi di richiamo come questo.

Posteriore Audi Q8
Posteriore Audi Q8 Audi

I sistemi di sicurezza attivi restano operativi

Una rassicurazione, almeno parziale, arriva sul fronte dell’elettronica. I sistemi di frenata automatica di emergenza, quelli che intervengono autonomamente quando i sensori rilevano un ostacolo o un rischio di collisione, continuerebbero a funzionare normalmente anche sulle vetture interessate dal difetto. Si tratta di una salvaguardia importante, considerando che la Q8 e-tron è equipaggiata di serie con un pacchetto avanzato di ADAS.

Per chi possiede uno di questi SUV elettrici, il messaggio è duplice. Da un lato, non c’è motivo di farsi prendere dal panico, perché Audi stessa ritiene la circolazione possibile fino al passaggio in officina. Dall’altro, conviene prenotare l’appuntamento al più presto e, nel frattempo, prestare attenzione ai segnali descritti dal costruttore. Il richiamo è gratuito, come da prassi per tutte le campagne tecniche di questo tipo, e l’intervento dovrebbe risolvere il problema in via definitiva.

Resta una domanda di fondo, che riguarda non solo Audi ma l’intero comparto elettrico premium: la complessità tecnologica crescente di questi veicoli pone sfide di affidabilità che, sul lungo periodo, sapranno essere gestite con la stessa efficacia che il settore ha dimostrato nel mondo termico? La risposta arriverà nei prossimi anni, mentre la transizione si fa sempre più strutturale.

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