Autovelox: perché i comuni dovranno spegnerli, Il Decreto Salvini è legge

Autovelox: perché i comuni dovranno spegnerli, Il Decreto Salvini è legge
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Sugli autovelox il Decreto che è in pubblicazione domani, 28 maggio va con la mano pesante e contiene molte nuove regole che in pratica mettono "fuorilegge" la maggior parte dei misuratori di velocità fissi e mobili
27 maggio 2024

Abbiamo illustrato il Decreto Salvini nei giorni scorsi, ma ora vediamo in concreto quali sono le nuove norme cui i Comuni e gli organi di vigilanza dovranno attenersi per rendere valida la contestazione di un eccesso di velocità, sotto pena di infiniti e costosi ricorsi. Il primo difetto del nuovo Regolamento, che sarà domani in Gazzetta ufficiale, è non aver chiarito un aspetto tecnico che non è secondario e cioè la tipologia di conformità che l'autovelox deve avere. Se basta quindi l'approvazione (pratica molto più semplice e veloce) oppure occorra l'omologazione, una procedura più complessa e costosa che i produttori e i Comuni hanno quasi sempre evitato vorrebbero continuare ad evitare (e che il Ministero dei trasporti non fa più da quattro anni). La materia è giuridicamente un po' complessa ma la Corte di Cassazione di recente ha stabilito (con l'oramai famosa sentenza dell'avvocato di Treviso che viaggiava a 97 km/h in tangenziale) che "approvato" non basta, ci vuole l'omologazione. Siccome il Ministero negli anni passati con alcune circolari ha equiparato (sbagliando, secondo la Suprema Corte) i due termini, sarebbe stato opportuno che il nuovo Decreto sanasse questo vulnus, dicendo la parola fine alla diatriba, ma così non è. La prima stesura del documento sembrava potesse rimediare alla situazione, ma nel nuovo enunciato non se ne parla.    

Stop all'uso dell'autovelox come bancomat

Nel Decreto naturalmente non c'è scritto, ma molte delle nuove norme vanno in questo senso: limitare l'iniziativa arbitraria dei Comuni (assillati e invogliati dalle aziende che si aggiudicano gli appalti) nel porre gli autovelox anche in zone dove più che alla sicurezza si ragiona in termini di bilancio. Pertanto prima di installare un misuratore di velocità, il sindaco dovrà rifarsi ad una autorizzazione del Prefetto, che valuterà sulla base di due principi: l'effettiva pericolosità e incidentalità di quel tratto e, per gli apparecchi fissi, l'impossibilità di contestare immediatamente la trasgressione interrompendo il reato. Si stabilisce inoltre un giusto intervallo fa i misuratori (minimo 1 chilometro sulle strade secondarie, minimo 3 km sulle extraurbane), l'illegalità delle misurazioni sotto ai 50 km/h (no autovelox quindi nelle zone a 30 km/h) e sulle strade dove il limite sia di 20 km/h inferiore a quello previsto dal Codice per la tipologia di strada (per esempio un limite inferiore ai 70 all'ora dove dovrebbero esserci i 90 km/h).

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Autovelox mobili e su auto "civetta" e nuovi cartelli

Stop anche alle auto "in borghese" e relativi inseguimenti: le forze di Polizia che impiegano autovelox a bordo di auto dovranno essere "adeguatamente riconoscibili" e per quelli mobili sul cavalletto si dovrà ricorrere alla contestazione immediata oppure dimostrare che era impossibile per quel tratto di strada, e il loro uso è da autorizzare dalla Prefettura. In  ogni caso la segnaletica dovrà essere adeguata: sulle strade extraurbane il cartello dovrà trovarsi 1 chilometro prima, a 200 metri sulle strade urbane veloci e a 75 metri sul resto della viabilità.   

Autovelox da spegnere? Dipende

Secondo il rappresentante del tavolo di coordinamento di tutte le Polizie Locali Luigi Altamura gran parte degli autovelox in Italia non rispondono ai termini del Decreto, in primis per la Sentenza della Cassazione per il discorso omologazione-approvazione, poi per i vizi della nuova segnaletica e del difetto di autorizzazione prefettizia. Da domani 28 maggio, dunque, ogni possibile violazione dell'art.142 del Codice della Strada potrebbe essere impugnata presso il Giudice di Pace o il Prefetto. Sono molti i Comuni italiani che hanno apparecchi non a norma e prima di erogare nuove multe dovrebbero mettesi in regola, cosa che richiede tempi lunghi perché sulla posizione di ogni autovelox va presentata una relazione dettagliata dei motivi per l'installazione, legati alla situazione di traffico e di incidentalità con numero, cause e tipologia. Da sottolineare che queste norme si applicano solo in parte agli autovelox e i tutor sulle autostrade e sulle tangenziali. Secondo il Decreto, i Comuni hanno un anno di tempo per l'adeguamento e le multe resterebbero valide, ma è legittimo il ricorso.   

 

Autovelox: come presentare il ricorso per multa

Come per tutte le sanzioni del Codice, se si ritiene di essere stati multati ingiustamente o che l'autovelox non fosse a norma si può presentare ricorso entro 30 giorni dalla notifica al Giudice di Pace competente senza bisogno di assistenza di un avvocato (i giorni diventano 60 se si è residenti all'estero) con questo modulo. C'è da pagare un contributo fisso di 43 euro per multe fino a 1.033 euro, che verranno rimborsati in caso di annullamento della multa. Se la sanzione viene confermata non viene raddoppiata. Diverso è il caso del ricorso al Prefetto che deve essere presentato entro 60 giorni: non si paga una tassa, ma se si perde la causa la multa è doppia.       

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