Dacia Manifesto, la concept-car spaziale di chi ha i piedi per terra [video e intervista]

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Elettrica, ecologica, compatta, soprattutto nuda. David Durand spiega la sua creatura volutamente essenziale e robusta ma anche vistosa, che incarna la nuova filosofia Dacia
16 settembre 2022

Il Manifesto Dacia che abbiamo conosciuto a Parigi in questi giorni, non è solo un modello concept, da show, che colpisce e sarà in scena al Salone. Caratterizza il percorso che vuole fare il marchio del gruppo Renault, in termini di design soprattutto. Anche se ovviamente non un modello destinato a produzione in serie.

Come da nome, include in maniera fin troppo forte quei tre elementi fissi di cui abbiamo già scritto, qui. Auto elettrica di 3,6 metri che appare un po’ come certe torte di moda in questi anni: “nuda” nel senso letterale del termine. Mostra non tanto se stessa, confinata poi in eventi espositivi o poco altro, ma il modo in cui vogliono gradualmente fare le proprie nuove vetture in Dacia. Certo i vetri li avranno e anche un cruscotto degno di tal nome, ma il messaggio sul resto è quello.

il Dacia Manifesto, concept di cui scriviamo a parte
il Dacia Manifesto, concept di cui scriviamo a parte

Intervista

A spiegarci meglio quanto vuole apparire evidente in questa macchinetta quasi da film di fantascienza, ovvero l’essenziale in formato solido ed ecologico, è David Durand, Direttore del Design Dacia da pochi mesi.

“Abbiamo approntato l’auto in soli sei mesi, da quando sono in carica nel ruolo. Siamo molto soddisfatti della proposta maturata tra le tante, del nostro staff di circa 40 designer (tra varie sedi in Europa, ndr). È la migliore sintesi di tutte le nostre idee da portare avanti, ha colpito subito tutti questo modello privo di carrozzeria e accessori superflui, persino portiere e finestrini”.

Ci sono i tre valori spiegati dal vostro CEO, da cui non vi discosterete per inseguire mode o altro.

“E’ proprio l'idea della solidità e della essenzialità che vogliamo dare. Niente altro di superfluo e costoso ma con la possibilità certa di vivere l’auto nell'ambiente naturale, facendo attività. È per questo che usiamo certi colori, certi materiali green. Ci teniamo a sottolineare come tutte le piccole soluzioni di praticità sono figlie della nostra identità”.

Data l’assenza di scheda tecnica, salvo sapere che è BEV integrale, sarà una show car che si muove a malapena la Manifesto, per il momento. Eppure questa macchinetta scarna e strana, fa venire voglia di salirci e fare un giro spensierato, nella natura. Dacia si vuole impossessare gradualmente di quel senso di libertà tipico di alcuni Marchi rivali, senza troppi oneri per la clientela. Che invece di un sistema Infotainment, si trova uno spazio e un messaggio: Bring your Own Device.

Tra le tante soluzioni smart esposte, come i vani, la ricarica bidirezionale, il fanale singolo rimovibile o l’uso del telefonino, quale la sua preferita?

”In particolare che mi piace di più e spero che potremo vedere, oltre la clip intelligente già programmata per una prossima vettura (YouClip), è la superficie a lato portiera, forata: permette di attaccare ganci e varie cose, persino attrezzi se si lavora in caso di hobby o necessità lavoro. Si sposa al piano posteriore”.

Che piaccia realmente a tutti o no, questo veicolo volutamente essenziale che pensa a uso outdoor, in economia ed ecologia, esprime alcune soluzioni che troveremo su future Dacia di serie. Magari non tutti i rivestimenti ecologici e waterproof per gli interni, però un rivestimento amovibile che si trasforma in sacco a pelo sì, per certi allestimenti.

Poi, già con Bigster, l’uso di plastiche Starkle per gli esterni (materiale a finitura grezza non uniforme, da fonti riciclate) e sughero, con molte finiture materiche invece di cromature decorative come fanno altri marchi.

“A noi piace la concretezza. Mentre esploravamo nuove idee, abbiamo sentito il bisogno di spingerle oltre le simulazioni per vederle nel reale. Prima di essere un oggetto di design, Manifesto mette insieme molte innovazioni, anche estreme, ma che restano sempre accessibili per i clienti. Ne utilizzeremo alcune sui futuri modelli Dacia.”

Da Moto.it

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