Il PNRR già tra noi, ecco il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile

Il PNRR già tra noi, ecco il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile
Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
Investimento di 394 milioni di euro fino al 2025, con 696 ricercatori e 574 neoassunti
  • Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
23 giugno 2022

Del PNRR si parla forse molto, forse anche troppo e spesso addirittura a sproposito; sarà anche per queste ragioni che resta un'entità ancora vaga, lontana ed astratte; invece i primi progetti iniziano a prendere forma, e tra questi uno che nasce con l’ambizione di diventare strumento reale per la crescita e lo sviluppo del settore della mobilità.

Le dimensioni dell'impresa sono imponenti: ben cinquanta attori partecipanti a vario titolo (tra cui Stellantis Mobility and Sustainability Research Center ed atenei universitari) e distribuiti su tutto il territorio nazionale; un massiccio investimento, indicato in 394 milioni di euro per i primi tre anni d'esercizio, dal 2023 al 2025; e poi anche i 696 ricercatori dedicati ed i 574 neoassunti che parteciperanno con il loro lavoro alla riuscita del progetto.

Sono i numeri del nuovo Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, che come si sottolinea in una nota "nasce con una chiara missione: accompagnare la transizione green e digitale in una ottica sostenibile, garantendo il cambiamento industriale del comparto e accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne, sostenibili e inclusive nelle città e nelle regioni del Paese".

L'iniziativa si propone come risposta ai bisogni di un settore chiave per l’economia che potrebbe raggiungere un valore di 220 miliardi di euro nel 2030, assorbendo il 12% della forza lavoro, grazie anche alle sollecitazioni che arrivano dalle istituzioni comunitarie verso il raggiungimento di una vera mobilità sostenibile secondo le indicazioni del Green New Deal.
Il CNMS (appunto Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile) dovrà stimolare domanda ed offerta di ricerca, innovazione tecnologica, formazione e competenze, dando risposta ad esigenze emergenti come decarbonizzazione, decongestione delle reti di trasporto, mobilità autonoma connessa e smart, sicurezza dei veicoli e delle infrastrutture, accessibilità, inserimento nel mercato di nuove professionalità e competenze.

La struttura del Centro sarà organizzata secondo l’impostazione Hub&Spoke, con uno snodo centrale a Milano e quattordici altre sedi distribuite in modo capillare da Nord a Sud, anche per soddisfare le richieste di equilibro territoriale delle iniziative legate al PNRR ed obiettivo di modernizzazione del Paese.

Sono invece cinque le aree e gli ambiti tecnologici di maggiore interesse: mobilità aerea; veicoli stradali sostenibili; trasporto per vie d’acqua; trasporto ferroviario; veicoli leggeri e mobilità attiva. 

Il CNMS punterà a rendere il sistema della mobilità più “green”, grazie anche ad una gestione più “digitale”, favorendo i sistemi di propulsione elettrica e a idrogeno e quelli digitali per la riduzione degli incidenti; soluzioni di massima efficienza per trasporto pubblico e logistica; nuovo modello di mobilità, più accessibile ed inclusiva.

«Il Centro Nazionale per la Mobilità - ha detto Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, ente proponente del CNMS - risponde a una delle missioni chiave del PNRR: passare dalla ricerca all’impresa in un’ottica di filiera e di collaborazione estesa. Punti di forza saranno progetti ad alta maturità tecnologica con il preciso intento di dare risposta concreta ai bisogni del Paese in una prospettiva di lungo termine che superi la scadenza del 2026. È questo il nostro impegno. È questa l’occasione per attuare riforme strutturali».

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