Mercato Italia: ottobre rosso (e non è un film) -35,7%

Mercato Italia: ottobre rosso (e non è un film) -35,7%
Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago

Nuova stangata dai dati di vendita: ad ottobre non si ferma l'emorragia del mercato, che con poco più di centomila nuove immatricolazioni cede di oltre un terzo sul 2020.

  • di Alfonso Rago
2 novembre 2021

Dolcetto o scherzetto? Altro che Halloween, purtroppo è tutto vero: i dati riferiti dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili indicano che ad ottobre 2021 il mercato italiano dell’auto riporta 101.015 immatricolazioni contro le 157.188 unità di dodici mesi fa, corrispondenti ad un clamoroso (-35,7%); da inizio anno, il cumulato si attesta a 1.266.629 unità, il +12,7% sul 2020, mentre rispetto al 2019 il dato si attesta al -22%.

L'analisi dei dati di ottobre conferma la caduta verticale delle richieste di vetture alimentate a benzina e diesel, la cui quota di mercato si contrae a favore di ibride ed elettriche: nel mese, le auto ibride non ricaricabili superano per il quarto mese consecutivo, le autovetture a benzina, diventando più alta del mercato.

Le diesel, in calo ad ottobre del 63,5%, valgono il 17,3% del mercato del mese e il 22,7% nei primi dieci mesi del 2021 (era il 34,1% nello stesso periodo del 2020); da inizio anno, sono quelle che hanno visto ridursi maggiormente al propria incidenza, con un calo del 25%.

Sono in flessione anche le vetture a benzina: -47% nel mese e 26,1% di quota, e -12,3% da inizio anno, con il 30,4% di quota (-9% su di gennaio-ottobre 2020).

Le immatricolazioni delle auto ad alimentazione alternativa valgono il 56,6% del mercato di ottobre 2021 e il 46,9% nei primi dieci mesi, in flessione del 3,9% nel mese ed in aumento del 97,1% da inizio anno: le elettrificate sono al 47,4% in ottobre ed al 37,6% nei primi dieci mesi.

Tra queste, le ibride non ricaricabili si riducono dell’8,2% ad ottobre e toccano il 35,3% di quota, mentre crescono del 122% nel cumulato, con quota del 28,7%; le ricaricabili, in crescita dell’85,7% nel mese, sono al 12% di quota ad ottobre e all’8,9% da inizio anno (ibride plug-in al 5% nel mese e al 4,6% nel cumulato, elettriche al 7% nel mese e al 4,3% nel cumulato).

Infine, le autovetture a gas valgono il 9,2% del mercato nel mese e il 9,3% nel cumulato; le GPL sono al 7,8% di quota nel mese e al 7,1% nel cumulato, quelle a metano all’1,4% e al 2,2%. Le vendite di vetture GPL calano nel mese (-31,4%) e crescono da inizio anno (+19,5%), quelle a metano si riducono del 44,3% ad ottobre e aumentano dell’8% nel cumulato.

Continuano le ottime prestazioni di Fiat Panda, Lancia Ypsilon e Fiat 500 ibride, che occupano primo, secondo e terzo posto nel segmento mild/full hybrid nel mese e da inizio 2021; tra le PHEV, Jeep Compass è il modello più venduto, ad ottobre e nei primi dieci mesi, mentre Fiat 500 è best seller tra gli elettrici da inizio 2021.
 

Male tutti i canali di vendita

Il canale dei privati riporta 67.228 immatricolazioni nel mese (-37,2% su ottobre 2020 e -30% sul 2019) mentre nel cumulato i volumi si attestano a 800.327 (+11,8% sul 2020 e -14,6% sul 2019) con quota di mercato del 63,1%; in forte contrazione le immatricolazioni a società, con 13.501 unità, pari a -38,7% su ottobre 2020 e -57,7% su ottobre 2019, mentre i volumi cumulati registrano +10,3% da inizio anno (13,8% di quota in 10 mesi) e -39,8% sul 2019; le immatricolazioni a noleggio registrano una flessione del -28% nel mese e +18% nel cumulato (con quota mercato al 23%).

Le aree geografiche evidenziano una sostanziale stabilità del Nord Ovest al 29,4% di quota, un calo del Nord Est al 29% (ma senza il noleggio sarebbe al 22,2%), in crescita l’area centrale e meridionale (al 23,7% e al 12,2%), stabili al 5,7% le isole.

In riferimento al mercato per segmenti, ad ottobre utilitarie e superutilitarie valgono il 41,9% del mercato, in calo del 35,9%, mentre nei primi dieci mesi la loro quota è del 39,5%, al +16%. Il modello più venduto è sempre Fiat Panda, con Fiat 500 e Lancia Ypsilon in seconda e terza posizione; le vetture dei segmenti medi hanno una quota di mercato del 9,7% ad ottobre (-50,3%) e dell’11,3% da inizio 2021 (-4,3%), con Fiat Tipo al primo posto da inizio anno.

I Suv hanno sono al 44,8% di quota nel mese, in calo del 32,2%, e valgono il 46,1% nel cumulato, in crescita del 17,2%; nel dettaglio, i Suv piccoli rappresentano il 19,8% del mercato del mese e si riducono del 37% su ottobre 2020, mentre crescono del 18% nel cumulato; i modelli compatti rappresentano il 17,9%, in calo del 30,8% nel mese ed in crescita del 17,2% nel 2021 (al primo posto Jeep Compass); i Suv medi, con quota del 5,7%, si riducono del 19,8% nel mese ed aumentano del 14,4% nel cumulato, mentre le vendite i Suv grandi sono l’1,4% del totale (-14,2% nel mese e +14,8% nei primi dieci mesi del 2021); il 22,9% delle vendite di Suv sono modelli del Gruppo Stellantis.

I monovolumi rappresentano l’1,4% del mercato di ottobre e l’1,7% nei primi dieci mesi, in calo sia nel mese (-48,1%), che nel cumulato (-19,6%).

Il Gruppo Stellantis totalizza nel mese 35.790 immatricolazioni (-41,7%), con quota di mercato del 35,4%; da inizio 2021, le unità vendute del Gruppo sono 483.032 unità (+11,4%), con quota di mercato del 38,1%.

Troviamo sei i modelli del Gruppo Stellantis nella top ten di ottobre, con Fiat Panda sempre in testa alla classifica (11.005 unità), seguita da Lancia Ypsilon (3.012) e, al terzo, da Fiat 500 (2.250); quarto posto per Citroen C3 (2.248), che sale di ben sei posizioni rispetto alla top ten di settembre, sesto per Jeep Renegade (1.820) e settimo per Jeep Compass (1.805); in ottava posizione, infine, per Peugeot 2008 (1.801).

Il mercato dell’usato totalizza a ottobre 297.892 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari, il -16,8% su ottobre 2020; da inizio 2021, i trasferimenti di proprietà sono 2.887.375, pari al +18% rispetto allo stesso periodo del 2020.

I commenti delle Associazioni

«Nello scenario attuale - dichiara Paolo Scudieri, Presidente di Anfia - è fondamentale che nella Legge di Bilancio 2022, anche in considerazione degli impegni che l’Italia sottoscriverà a conclusione della COP26 in corso a Glasgow, sia prevista una misura di respiro almeno triennale per sostenere il mercato delle vetture e dei veicoli commerciali leggeri a basse emissioni, nel quadro di un piano di accompagnamento della transizione energetica e produttiva del nostro settore. Come Anfia, stiamo lavorando per presentare le nostre proposte andando incontro alle prospettive già annunciate dal governo in occasione dell’ultimo incontro del gruppo di lavoro “Mercato” del Tavolo Automotive del Ministero dello Sviluppo Economico parlando di un provvedimento strutturale triennale».

«Non ci stancheremo di ripetere - ribadisce Michele Crisci, Presidente dell’Unrae - che gli incentivi per l’Ecobonus vanno rifinanziati seguendo una strategia di lungo periodo ed una logica basata sulla transizione, sul percorso di decarbonizzazione e sullo svecchiamento del parco circolante. Dobbiamo imparare dai fatti e dall’esperienza, non servono interventi “stop & go”. Secondo le nostre stime, in assenza di interventi, il 2022 chiuderà di poco al di sopra del 2021, con circa 1.600.000 immatricolazioni. In questa situazione suscita forte sconcerto l’assenza nella bozza di Legge di Bilancio di qualsiasi misura per l’automotive, nonostante alcuni Ministri e Viceministri abbiano assicurato un imminente piano triennale di sostegni. Noi continuiamo a contare sulla manovra finanziaria come strumento idoneo per un intervento strategico di medio periodo secondo le tre direttrici: rifinanziamento dell’Ecobonus; revisione della fiscalità, in particolare per la categoria delle auto aziendali; piano per lo sviluppo capillare ed omogeneo sul territorio delle infrastrutture di ricarica, con stazioni ad alta potenza nelle autostrade».

«Il settore è ad una svolta cruciale - sottolinea Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto -: per non lasciare indietro nessuno, la transizione ecologica deve passare anche attraverso un adeguato e programmato sostegno alla domanda e un piano di rottamazione per il rinnovo del parco auto più vecchio, insicuro, inquinante e climalterante. Una politica lungimirante in tal senso rappresenta uno dei fattori determinanti per la crescita e la competitività futura delle nostre imprese nonché per la progressiva e sostenibile riduzione della CO2». 

Da Moto.it

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