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Peugeot: una notte al museo. Di Sochaux/Prima parte

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Andiamo alla scoperta del Museo e della Storia Peugeot con Fabrizio Taiana, massimo conoscitore del marchio del Leone. Una storia per certi aspetti sorprendente e che in pochi conoscono, capace di portarci dai macini alle auto fino alle corse, attraverso due secoli

Peugeot: una notte al museo. Di Sochaux/Prima parte

Sochaux – Ricordo ancora quando, da bambino, aprivo il mobile della cucina per prendere un bellissimo macinapepe trasparente, su cui spiccava, orgoglioso, il logo della Peugeot. Ogni volta che lo utilizzavo – più per divertimento in realtà che per una reale esigenza, come fanno spesso i bambini quando si appassionano per un oggetto che magari per gli adulti non ha alcun significato - mi chiedevo perché la scritta "Peugeot" che vedevo sulle 205, o le 405 e le 306 che affollavano le strade dell'epoca (primi anni '90, ndr) fosse anche su quel macinapepe. Avevo provato a chiedere spiegazioni in diverse occasioni per trovare una risposta, ma nessuno era riuscito a darmene una abbastanza convincente. 

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Il macinino trasparente della Peugeot che suscitava la mia curiosità da bambino è ancora in cucina

Tutto ha inizio con un macinino

Solo molto più tardi avrei scoperto, non senza provare un certo stupore, che proprio quel semplice macinino, aveva un significato importantissimo per la Peugeot, oggi conosciuta in tutto il mondo per la produzione di autobili.

 

Forse non sono in molti a conoscerla, ma la storia di questa Casa automobilistica, o per meglio dire, della famiglia Peugeot - tutt'oggi esistente e proprietaria della maggior parte delle quote dell'azienda - è davvero entusiasmante e per molti aspetti sorprendente. L'azienda francese infatti inizierà a produrre automobili solo in un secondo momento, circa 80 anni dopo la sua fondazione, avvenuta nel 1810.

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Le prime aziende della famiglia Peugeot nascono nella Franca Contea, intorno ai comuni di Sochaux e  Montbéliard. All'inizio producono attrezzi per l'agricoltura e presto si specializzano nella lavorazione dell'acciaio, mettendo sul mercato seghe, macinagranaglie, ma anche i famosi macinini. Questa scelta si rivelerà azzeccatissima, perché permetterà a Peugeot di diventare una delle prime realtà industriali della Francia già a metà del XIX secolo.

 

Il merito è anche delle sempre più frequenti commesse dello Stato, in cerca di attrezzature, macchinari e soluzioni tecniche di diverso tipo per il suo esercito. Un esempio su tutti: Peugeot brevetta una macchinetta per accorciare le criniere dei cavalli, un attrezzo geniale che viene acquistato in un numero spropositato dal governo d'Oltralpe.

Solo molto più tardi avrei scoperto, non senza provare un certo stupore, che proprio quel semplice macinino, aveva un significato importantissimo per la Peugeot

Dalle biciclette alle automobili. Senza abbandonare tutto il resto

Il più intraprendete dei due fratelli che hanno in mano le redini dell'azienda nella seconda metà del secolo, Armand, ha la prima intuizione vincente quando decide di iniziare a produrre biciclette (1881). La diffusione delle due ruote a pedali ha una rapida evoluzione in tutto il Paese e questo permette ai Peugeot di essere sempre più i protagonisti del panorama industriale francese.

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La rarissima Peugeot 205 GTI Gutmann con cui abbiamo raggiunto il Museo di Sochaux

 

Il punto cruciale nella storia del Leone arriva però alla celebre Esposizione Universale del 1889, quando Armand vede esposta ai piedi della Tour Eiffel appena inaugurata la vettura prodotta dai tedeschi Daimler e Maybach. Qui arriva la seconda intuizione geniale di Armand, che capisce prima di molti altri il potenziale della mobilità individuale e avvia la produzione della prima automobile (seguita, più in là, da quella delle motoriclette).

 

Da questo momento in poi Peugeot diventerà anche un produttore di mezzi a quattro ruote, senza per questo abbandonare tutte le altre attività produttive in cui si era specializzata. Questa particolarità, che vede le aziende del Leone impegnate da sempre in una produzione diversificata, dando vita ad un'infinità di prodottii diversi, accompagnerà, anche se con alterne vicende, la Casa francese per tutta la sua esistenza.

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La Bebé Peugeot, disegnata da Ettore Bugatti, come suggeriscono le sue forme e alcune delle sue soluzioni tecniche

 

Per capirlo basta pensare che negli anni '60  e '70 del '900 le case dei Francesi vengono invase da elettrodomestici a marchio Peugeot (lavastoviglie, frullatori ecc. ) o che la famiglia Peugeot possiede ancora oggi delle acciaierie in Francia. Non è ancora cessata infine la produzione dei celebri macini, che vengono tutt'oggi venduti in diversi Paesi del mondo, ma nemmeno di biciclette e scooter.

All'interno del Museo con una guida unica

È chiaro comunque che nel corso del '900 quella automobilistica diviene per il Leone l'attività principale, che l'ha resa famosa in tutto il mondo non solo grazie a modelli di indiscusso successo, ma anche per merito delle numerose imprese sportive conquistate da piloti di fama internazionale.

Nel corso del '900 quella automobilistica diviene per il Leone l'attività principale, che l'ha resa famosa in tutto il mondo non solo grazie a modelli di indiscusso successo, ma anche per merito di numerose imprese sportive

 

Per conoscere tutti gli aspetti che hanno reso così affascinante la storia del Leone, ma anche i modelli più celebri a marchio Peugeot e le curiosità legate all'azienda francese, abbiamo visitato il Musée de l'Aventure Peugeot di Sochaux, il museo ufficiale che il Leone  ha costruito nella cittadina dove ha avuto origine la sua storia e dove oggi sorgono alcuni degli enormi stabilimenti automobilistici.

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Nel 1994 Peugeot equipaggia con un suo motore le McLaren di Hakkinen e Brundle

 

La nostra visita ha avuto un sapore unico, perché siamo andati alla scoperta delle diverse sale in compagnia di Fabrizio Taiana, massimo esperto della storia Peugeot e Segretario del Club Storico di Peugeot Italia, che ci ha fatto da Cicerone.

 

Con il suo aiuto vi sveliamo i segreti delle più belle auto del Leone, in particolare di quelle sportive che hanno contribuito a decretare il successo del marchio francese, in un viaggio che ci porta, in occasione dalla fine dell'800 fin quasi ai giorni nostri,. 

  • Lucas26, Vedelago (TV)

    Ne abbiamo...

    ,,avuta una, dal 1978 al 1995, era la 104. Ho fatto in tempo a correrci e prendere la patente. Una buona auto, ci si caricava di tutto, era leggera e prestante, in montagna saliva molto bene e un buon angolo di sterzata, parcheggi facili! Difetti? Beh, per un ventenne uno solo, ma imperdonabile, i sedili anteriori non si reclinavano ;-D. Con le successive Fiat era uno spettacolo ;-D
  • mauro.daverio, Bodio Lomnago (VA)

    foto 29

    Mercedes quando ha costruito l' SLK col tetto rigido a scomparsa pensava di aver scoperto la luna, oggi vedo che Peugeot il tetto rigido a scomparsa l'aveva inventato qualche anno prima 19 . . eeeee non lo so.
    ciao.
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