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Gli pneumatici non si limitano più a far girare le ruote. Ora vedono, pensano e raccontano alle infrastrutture cosa sta succedendo sotto il battistrada. La firma dell'accordo è arrivata il 29 aprile da Milano e Stoccolma, e segna uno di quei passaggi che, a guardarli con attenzione, dicono molto più di quanto sembri sulla direzione che sta prendendo il mondo dell'auto.
Pirelli ha rilevato il 30% di Univrses, azienda svedese specializzata in visione artificiale basata sull'intelligenza artificiale, con un'opzione che consente alla casa milanese di salire fino alla maggioranza. Il colosso degli pneumatici non sta solo stringendo una partnership tecnologica, ma sta mettendo un piede dentro la stanza dove si decide il futuro della percezione automotive.
Per capire la portata dell'operazione bisogna partire da Cyber Tyre, la piattaforma che Pirelli porta in dote a questa partnership. Non parliamo di un TPMS evoluto né dell'ennesimo sensore di pressione. Cyber Tyre è il primo sistema integrato hardware e software al mondo capace di raccogliere dati direttamente dall'interno dello pneumatico, elaborarli con algoritmi proprietari e dialogare in tempo reale sia con l'elettronica della vettura sia con il cloud.
Il battistrada, in pratica, diventa una terminazione nervosa che racconta al veicolo come si sta comportando l'asfalto sotto di lui. Aderenza, temperatura, microirregolarità, condizioni del manto stradale: tutto viene tradotto in dati utilizzabili dai sistemi di sicurezza e dalle piattaforme di monitoraggio infrastrutturale.
Qui entra in scena il pezzo che mancava. Univrses ha sviluppato due tecnologie che si sposano in modo quasi naturale con la filosofia di Cyber Tyre. La prima è 3DAI Engine, un software che dà ai veicoli autonomi capacità di percezione spaziale: posizionamento 3D, mappatura 3D e deep learning spaziale. La seconda è 3DAI, un sistema basato sull'intelligenza artificiale che digitalizza le infrastrutture urbane e stradali alimentandosi con i flussi visivi delle telecamere installate a bordo.
L'idea, in sostanza, è semplice e potente al tempo stesso: se le gomme sentono la strada, le telecamere la guardano. Mettendo insieme i due livelli di percezione si ottiene qualcosa che nessuno dei due, da solo, potrebbe restituire. Un veicolo che non si limita a sapere dove si trova, ma comprende anche come comportarsi rispetto a ciò che ha intorno.
Quello che rende interessante questa operazione è che non si tratta di un annuncio destinato a restare su una slide. Nel 2025 Pirelli e la Regione Puglia hanno avviato un progetto pilota di monitoraggio della rete stradale regionale, combinando i dati raccolti dagli pneumatici Cyber Tyre con quelli interpretati dalla tecnologia Univrses attraverso le telecamere di bordo.
Il risultato è una mappa continuamente aggiornata delle condizioni infrastrutturali, con un livello di dettaglio e di freschezza dei dati che le metodologie tradizionali, fatte di sopralluoghi periodici e segnalazioni manuali, non possono lontanamente avvicinare. Le autorità stradali, in teoria, potranno così allocare risorse in modo più mirato, intervenendo dove serve davvero e quando serve davvero. Meno sprechi, manutenzioni più efficaci e, sullo sfondo, l'obiettivo dichiarato di ridurre gli incidenti salvando vite umane.
Andrea Casaluci, amministratore delegato di Pirelli, ha inquadrato l'operazione dentro la traiettoria più ampia della trasformazione del settore. La collaborazione, ha spiegato, contribuirà alla mutazione delle automobili in veri e propri veicoli definiti dal software. Jonathan Selbie, suo omologo in Univrses, ha aggiunto che il monitoraggio continuo e i dati stanno diventando il nuovo fondamento della gestione degli asset infrastrutturali.
Vale la pena soffermarsi su questo punto, perché tocca un nervo scoperto del momento storico che stiamo attraversando. Per anni la corsa al software-defined vehicle è stata raccontata come una storia di centraline, infotainment e aggiornamenti over-the-air. Pirelli, con questa mossa, sposta il discorso un gradino più in basso, dove la gomma incontra l'asfalto, e dimostra che anche il componente più analogico dell'auto può entrare nella catena del valore digitale.
Il quadro che emerge è quello di un'auto che diventa agente attivo di monitoraggio, non più semplice utilizzatrice della rete stradale ma sensore mobile che la cartografa, la analizza e ne segnala le criticità. Una volta scalata su flotte numericamente significative, una tecnologia di questo tipo potrebbe rendere obsolete intere modalità di gestione del territorio, sostituendo i campionamenti episodici con un flusso continuo di informazioni granulari.
L'opzione di Pirelli per salire fino alla maggioranza in Univrses lascia intuire dove si vuole arrivare. Non si tratta di un investimento finanziario qualunque, ma di una scommessa su un asset strategico che potrebbe diventare, nei prossimi anni, parte integrante del DNA tecnologico del gruppo. La gomma non si limiterà più a tenere la strada. La leggerà, la racconterà, la insegnerà alle auto che devono percorrerla. E forse, alla fine, sarà proprio da lì, dal punto di contatto con l'asfalto, che passerà uno dei capitoli più interessanti della guida autonoma.
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