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Presa la banda del Vito: acciuffati nel loro covo grazie alla tecnologia a radiofrequenza

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Avevano preso di mira il furgone della Stella e si proteggevano utilizzando un jammer contro gli antifurto satellitari. Ma sono stati beccati grazie ad un antifurto a radiofrequenza

Presa la banda del Vito: acciuffati nel loro covo grazie alla tecnologia a radiofrequenza

Rubavano soprattutto Mercedes Vito, che poi venivano venduti all'estero o smontati pezzo per pezzo per rivendere sul mercato nero le parti di ricambio. Era l'attività illecita di una banda di quattro ucraini che agiva in tutto il Nord, arrestata pochi giorni fa dai Carabinieri della stazione di Seveso. 

 

Sono stati acciuffati nel loro covo, un casolare abbandonato nei pressi di Barlassina che fungeva da officina. La banda aveva preso tutte le precauzioni, dotandosi addirittura di un sofisticato “jammer”, un apparecchio in grado di disturbare il segnale degli antifurti satellitari, ma sono stati localizzati dai Carabinieri grazie a un dispositivo antifurto LoJack, che sfrutta la tecnologia wireless in radiofrequenza, montato su un Mercedes Vito rubato solo qualche ora prima che ha trasmesso l’esatta posizione del furgone. 

 

Gran parte dei furgoni ritrovati appartenevano a società di noleggio che li avevano noleggiati ad una importante multinazionale tedesca presa di mira dalla banda del Mercedes Vito. 

 

L'operazione ha permesso di recuperare tre van da poco sottratti e molti altri, sempre della stesso modello, già smontati. La stima complessiva della refurtiva ritrovata si aggira intorno agli 80.000 euro. 

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