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Tesla-Apple: brand diversi, tanto in comune

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Le analogie tra i due brand californiani sono tante: dall'immagine al cliente-tipo alle... code davanti gli store

Tesla-Apple: brand diversi, tanto in comune

Tesla Motors produce auto elettriche dal 2008, eppure in molti se ne sono accorti solo adesso che è stato annunciato l'arrivo della Tesla Model 3, la prima auto del marchio “accessibile” visto che costa 35.000 dollari ma con gli incentivi (dunque non in Italia) si può arrivare fino a quasi la metà.

Come le sue auto, il brand fondato da Elon Musk nel 2003 ha poco in comune con gli altri costruttori. Per trovare analogie fra l'ormai ex startup californiana e un'azienda in grado di calamitare tanta attenzione bisogna ricercare fuori dal settore auto e guardare a quello dell'elettronica di consumo, in cui Apple è il riferimento per tutti e forse lo è stato anche per Musk, viste le tante analogie tra i due brand che abbiamo cercato di mettere una dietro l'altra.

La California

Sia Tesla che Apple nascono in California. La prima nel 2003, la seconda nel 1977. Le due rispettive sedi sono a Cupertino e Palo Alto, che distano poco più di una dozzina di miglia. L'humus in cui nascono e oggi prosperano le idee di entrambe le aziende è dunque la Silicon Valley, che vuol dire competenze, anticonformismo, innovazione: tre ingredienti comuni ad entrambe le aziende, è innegabile. 

La Tesla Model 3
La Tesla Model 3

Il cliente

Il target di Tesla non è quello degli altri costruttori. La Model 3 piace ai “geek” ma non solo. L'identikit del suo cliente è: giovane (o comunque giovanile), ha gusti ricercati, è attento allo stile ma non modaiolo e soprattutto prova piacere nel recitare la parte del pioniere tecnologico, l'illuminato che prima di tutti “scopre” una novità tecnologica che cambierà la propria vita e potrebbe cambiare quella degli altri. Solo che gli altri non sono abbastanza informati o furbi, dunque peggio per loro... 

La coda davanti al Tesla Store di Goteborg
La coda davanti al Tesla Store di Goteborg

Le code

Ed ecco l'analogia forse più calzante: avete mai visto la coda fuori ad un concessionario di un qualsiasi brand? E' successo solo con Tesla Motors in occasione dell'apertura delle prenotazioni e non solo negli USA ma anche in Europa. Che sono stati tantissimi, quasi 100.000 al giorno nei primi tre che hanno seguito il 31 marzo, giorno della presentazione della Model 3. Ecco, i clienti Tesla in coda davanti gli “store” hanno dimostrato lo stesso stoicismo di quelli di Apple. Per la cronaca, il primo ordine è di un australiano che ha atteso per 48 ore davanti alla concessionaria Tesla di Sydney.

Il keynote

A proposito di presentazione della Model 3. Più che una conferenza classica è sembrato di assistere ad un keynote di Apple: sembrava di guardare la presentazione di un iPhone, con tanto di filmati e uomo solitario sul palco che illustra le mirabolanti capacità del nuovo prodotto. Il format, insomma, è lo stesso. 

Elon Musk, fondatore di Tesla Motors
Elon Musk, fondatore di Tesla Motors

Il guru

Apple ha Steve Jobs, che la morte prematura ha trasformato da guru in spirito guida per gli estimatori della Mela. Elon Musk è ancora in vita e pare che goda di ottima salute, ma attorno a sé raccoglie la stessa ammirazione. Del resto il suo CV non si limita alle sole auto, ma contiene tra le altre cose anche invenzioni come PayPal (chi non lo usa?) e lo sviluppo di progetti ambiziosissimi come Hyperloop, una sorta di posta pneumatica per passeggeri, e SpaceX, la prima compagnia privata di trasporto spaziale.

L'auto che non c'è

Fa sorridere, eppure è così: la Model 3 in pratica non esiste se non nei prototipi e nel materiale impiegato per il marketing. Verrà prodotta solo a partire dalla fine del 2017 e di lei si sa poco o nulla. Lo stesso per la “Apple Car” di cui si parla ormai da anni. Nessuno l'ha vista, ma se l'azienda di Cupertino decidesse di aprire le prenotazioni allo stesso modo, cioè a scatola chiusa o quasi, gli acquirenti che correrebbero a versare la caparra sarebbero centinaia di migliaia.

L'iPhone SE

La Model 3 arriva in un momento in cui molti sono rimasti affascinati dalla Model S, ma non hanno i circa 100.000 euro necessari ad acquistarla. Pure Apple ha fatto una mossa simile con l'iPhone SE, un nuovo smartphone “low cost” che ha un prezzo inferiore al 6 e punta a soddisfare l'ambizione di chi vorrebbe un device Apple ma ha abbandonato l'idea perché costa troppo. Ok, sono due prodotti completamente differenti, ma il concetto alla base è lo stesso: prendo un brand premium, lo incollo su un prodotto dal prezzo accessibile ai più ed il successo, se tutto va bene, è assicurato.

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