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Volkswagen, Illuminazione: il futuro di gruppi ottici e segnalazioni visive dell’auto è già qui

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Le innovazioni per i fanali e le nuove segnalazioni visive delle auto nel prossimo futuro, viste da vicino a Wolfsburg. Non solo fari adattivi, anche proiettori 3D, schermi LCD e led a 360° per elettriche e autonome (Parte1)

Quelli di Volkswagen non hanno in uscita dal cantiere solo quel promesso fenomeno di pianale che è il MEB, pronto a esser base per l'auto elettrica di (potenziale) massa negli anni Venti. La ben strutturata e crescente divisione Lighting, che ha il proprio centro di eccellenza in quel di Wolfsburg, procede spedita con le sue innovazioni che si applicano sì alle auto elettriche e autonome del futuro prossimo ma, soprattutto, anche alle endotermiche dei giorni nostri, almeno se certi sistemi illuminazione costassero meno e le normative li permettessero così variegati.

Siamo stati a fare visita proprio in questa divisione del quartier generale VW che ha non solo uffici e laboratori ma anche uno stabile lungo 120 metri con tunnel fotometrico, completamente buio, dove si testano le illuminazioni delle auto di oggi paragonate a quelle potenziali del futuro. Tecnologia Led a matrice ovviamente, HD magari (siamo già a 30.000 pixel) con anche grandi proiettori LCD oppure dei chip piccoli, quanto una monetina (Micropixel) che fanno più di un faro odierno: tutte soluzioni capaci di evolvere quanto un tempo era pura lampadina (H4 su Golf3, H7 su Golf5 e così via) e oggi è Led, dopo essere passati dallo Xenon.

Maneggiare un gruppo ottico attuale, per esempio l’anteriore della nuova Touareg Full Led, è altra storia che rivedere quegli elementi circolari della prima VW Golf. Estetica in primis, quello che qualche decennio addietro era solo punto illuminazione (nemmeno troppo distante da quelli del Maggiolino, voltaggio a parte) ora è parte fondamentale dello stile: ricercatissimo e citato in ogni comunicato sul design dell’auto, il faro connota personalità, identità e persino fascia di mercato delle vetture in vendita nel 2018. I bei Matrix Led che oggi sono il top di gamma per VW (IQ Light) contano 256 Led in totale, anteriormente e sono per davvero adattivi in ogni loro piccolo elemento luminoso (altri fari che chiamiamo adattivi lo sono per via di meccanismi vari, a parità di fonte luce che rimane tutta accesa).

Fari alla prova nel tunnel fotometrico di Wolfsburg
Fari alla prova nel tunnel fotometrico di Wolfsburg

Se quando ci siamo entrati, a Wolfsburg, avevamo in mente certi vecchi fari da carrozza del nonno (a combustione) per ricordare da dove si è partiti a inizio Novecento (in Italia, ndr) quando ne siamo usciti era chiaro anche dove stiamo andando: il compito dell'illuminazione supera, senza dimenticare, stile e identità del marchio per tornare a pieno sulla sicurezza; bidirezionale, soprattutto quando le macchine smetteranno di fare rumore.

Parte delle evoluzioni che dal cantiere passeranno alle strade dipenderà dal costo che avrà la tecnologia, perché Volkswagen è tra le Case che cercano sempre di “democratizzare” alcuni sistemi che altri Marchi invece interpretano per la loro nicchia. Un'altra parte invece sarà in virtù delle normative, che ci faranno o meno vedere grafiche fantasiose uscire dalle auto. In questo primo articolo ci focalizziamo proprio sul futuro più remoto, quello più succoso per i contenuti visivi verso chi sia fuori dall’auto.

I fari come occhi: simpatia a parte, quelli ID sono capaci di molte espressioni negate all'antenato Maggiolino
I fari come occhi: simpatia a parte, quelli ID sono capaci di molte espressioni negate all'antenato Maggiolino

Tiguan Visual

Per scoprire le novità dell’illuminazione sulle auto del domani, ecco in quel di Wolfsburg una Tiguan particolare, eccome se particolare: non parliamo di fari qui, perché si tratta di un’auto che qualora si prenda una botta a portiere, fronte o retro, non deve più andare solo dal carrozziere ma anche dal centro assistenza TV. Scherzi a parte, con HMI (Human-Machine-Interface) ci sono quattro grandi display posti su ogni lato del SUV tedesco, insieme a un perimetro di elementi luminosi lungo la carrozzeria, a 360°. Sono tutte segnalazioni bidirezionali, ovvero con questo studio non si usa l’illuminazione solo per far vedere la strada al conducente ma soprattutto per fare capire cosa sta facendo l'auto a chi la vede da fuori. Luci, colori, simboli e immagini, per comunicare agli altri che sono sulla strada. Dopo lo stile, la funzione di comunicazione dell’illuminazione auto diventerà sempre più importante. Già, anche per i pedoni perché quando le auto faranno molto meno rumore, su questi display, a livello prototipale già oggi, la Tiguan visualizza un bell’omino che cammina: per far capire che a bordo è stato visto il pedone e si può quindi attraversare la strada, magari su delle strisce proiettate a terra dall’auto stessa che si arresta. Gli schermi esposti non sono a fini promozionali ma di sola sicurezza: simboli di allerta al traffico da quello posteriore, per esempio (specie in caso di gestione automatizzata del traffico in coda).

Il sistema HMI sulla Tiguan che si dota di quattro grandi schermi segnaletici
Il sistema HMI sulla Tiguan che si dota di quattro grandi schermi segnaletici

I colori dei Led che circolano su tutto il tetto variano, secondo l’attività interna alla vettura: se guidata da un umano piuttosto che in autonomia dall’intelligenza artificiale (luce blu). Sembra forse una “baracconata” vista ferma e spenta questa Tiguan e mette pure in allarme in quanto a delicatezza e cure per i suoi monitor, ma a pensarci, per ognuna di queste funzioni comunicative, dinamiche, si allerta l’attenzione di chi circola in strada a beneficio della sicurezza di utenza “debole” come pedoni e ciclisti. Non tutte, ma parte di queste soluzioni, quando legislatori e costruttori si saranno accordati per un linguaggio visivo condiviso nei codici, saranno sul mercato.

La VW Tiguan con sistema HMI integra le segnalazioni stradali in tempo reale
La VW Tiguan con sistema HMI integra le segnalazioni stradali in tempo reale

ID parlante (con linguaggio visivo)

Chi ha detto che le auto non parlano con chi hanno intorno? Chiunque abbia vissuto solo prima degli anni Ottanta, forse, con quel mitico bolide nero di auto americana (Kitt, la super Pontiac condotta da Michael Knight) che dal 1982 aprì la strada che oggi è di varie auto stradali, soprattutto premium (su tutte le Mercedes, con il loro MBUX). Tralasciando la finzione televisiva e pensando al linguaggio visivo al posto di quello vocale, in abitacolo, ecco che a Wolfsburg quelli di VW hanno pensato di allestire le proprie ID dotate di sistemi guida autonoma con una serie di elementi visivi volti a far capire tutto quanto sta facendo l’auto a chi è intorno. Come? Metri di LED e LCD disposti ovunque, pronti a colorarsi in modo differente o proiettare a terra simboli. Dalle maniglie, che dicono quando sono bloccate, ai sotto porta, che preparano l’accesso facendo vedere dove mettere i piedi, fino all’occhiolino di benvenuto dei fari che, integrati dal tutto il resto, anteriormente sembrano davvero l’occhio dell’auto, con tanto di trucco (e “respiro” durante la ricarica). Venendo però alle funzioni sicurezza, quelle a noi europei più care onestamente (le illuminazioni “cosmetiche” pare facciano la differenza sui mercati asiatici) sulla ID pre-serie che abbiamo toccato con mano, ci sono anche tutte le "intenzioni di guida".

La ID Volkswagen proietta a terra le proprie intenzioni e fa capire anche se a condurla sia un umano o la sua AI
La ID Volkswagen proietta a terra le proprie intenzioni e fa capire anche se a condurla sia un umano o la sua AI

Fasce luminose interne alle vetrature per avvisare di una frenata in modo dinamico e preciso; elementi luminosi sul tetto, che indicano gli eventuali occupanti o l’assenza di conducente umano; indicazione dello start prima che l’auto si muova; proiezione a terra del raggio portiera. Insomma le possibilità d’impego utile per la luce quando ogni azione sull’auto è modulata dall’elettronica, sono infinite. Anche qui resta solo da scoprire e legiferare a livello internazionale, su quelle più utili.

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