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Volkswagen-Porsche 914, i 50 anni della “Porsche del popolo”

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Un'auto per due ruoli: top di gamma per Volkswagen, entry level per Porsche. Storia della poco compresa Porsche 914

Verso la fine degli anni '60 Porsche si trova davanti a un bel problema: come sostituire la 912, la 911 a 4 cilindri, la 911 “low cost” creata nel 1965 per rimpiazzare senza spender troppo la capostipite 356? Poco lontano, a Wolfsburg, un'altra azienda deve affrontare lo stesso grattacapo: è Volkswagen, che cerca una sostituta, però per il suo modello di punta: la Karmann Ghia, un coupé (poi anche cabriolet) realizzata su disegno della carrozzeria torinese sulla base meccanica del Maggiolino. Il rebus viene sciolto con la Volkswagen-Porsche 914, una sola vettura per due ruoli opposti.

Porsche e Volkswagen sono già all'epoca due aziende già legate a doppio filo. A quel tempo buona parte dello sviluppo delle vetture Volkswagen era infatti affidato alla Casa della cavallina, ancora piuttosto piccola ma molto arrembante e soprattutto guidata condotta dalla famiglia Porsche, gente che le auto ha già dimostrato di saperle fare eccome. Il progetto viene affidato a Ferdinand Piech e per rendere sostenibili i costi nel 1966 viene creata una joint venture tra le due aziende: la VW-Porsche Vertriebsgesellschaft GmbH con sede a Ludwigsburg.

La 914 e la 911, i due modelli della Porsche di fine anni '60. La 914 rimpiazzava la 356
La 914 e la 911, i due modelli della Porsche di fine anni '60. La 914 rimpiazzava la 356

La “Volksporsche” debutta al Salone di Francoforte del 1969, creando non poco clamore per l'inedito accostamento dei due marchi: l'uno, appunto, noto per costruire le auto del popolo. L'altro per la raffinatezza delle sue sportive destinate ad una clientela d'élite. Una collaborazione simile tra due Case appartenenti a mondi diversi era nata poco prima in Italia con le Ferrari Dino, frutto dell'accordo tra Fiat e Ferrari, con la differenza che però Gianni Agnelli ed Enzo Ferrari avevano deciso di mantenere separati i marchi.

A 4 e 6 cilindri

Come conciliare questo doppio ruolo per la 914? La gamma 914 viene suddivisa in due versioni più o meno economiche, in modo da poter attirare sia i clienti tipici di Volkswagen che quelli di Porsche: la 914/4 equipaggiata con il 4 cilindri Volkswagen da 1.679 cc da 80 CV a iniezione proveniente dalla gamma 411 e la 914/6 con il 6 cilindri Porsche a 2 carburatori da 1.991 cc da 110 CV proveniente dalla Porsche 911 T, versione di ingresso della 911. La 914/6 è assemblata da Porsche nella sua sede di Zuffenhausen. Nei modelli a sei cilindri era presente l'accensione a sinistra del volante tipica delle Porsche.Il motore è montato in posizione posteriore-centrale. Il cambio è manuale a 5 rapporti.

A partire dal 1972, anno in cui Volkswagen si ritira dal progetto, arriveranno il 4 cilindri 1.971 cc Volkswagen a rimpiazzare il boxer Porsche per la 914 2.0 e dal 1973 la 914 1.8 da 85 CV a rimpiazzare la 914/4.

I marchi Volkswagen e Porsche insieme sul posteriore della 914/6 del 1969
I marchi Volkswagen e Porsche insieme sul posteriore della 914/6 del 1969

La VW-Porsche 914 esibisce un design, messo a punto da Karmann, piuttosto all'avanguardia per l'epoca. Tra i '60 e i '70 le forme morbide iniziano a lasciare il passo a linee più avanguardistiche e la volutamente popolare 914 sfoggia i fari a scomparsa, una carrozzeria di tipo targa con tetto in fibra di vetro rimovibile (rivestito in vinile nelle versioni “S”) e riponibile nel baule al retrotreno ed una certa simmetricità tra anteriore e posteriore. Misura 3,98 metri in lunghezza con un passo di 2,45 metri, 1,65 in larghezza ed è alta appena 1,23 metri. Il peso varia a seconda delle versioni da 940 a 985 kg.

Lo schema della 914/4 con motore VW 1.4 da 80 CV
Lo schema della 914/4 con motore VW 1.4 da 80 CV

La Porsche 914 non si può considerare un grande successo commerciale soprattutto per Porsche a causa del prezzo non proprio accessibile, nelle versioni a 6 cilindri un po' troppo vicino a quello della 911. Nei suoi sei anni di produzione, dal 1969 al 1975 con il rimanente commercializzato fino al 1976, viene venduta in un totale 118.978 esemplari, contro una previsione di 30.000 annui. I registri dicono che sono state prodotte 65.531 914/4 1.7 , 3.351 914/6, 32.688 914 1.8 e 17.408 914 2.0. A partire dal 1976 la 914 lascerà il posto alla Porsche 924, ancora con motore anteriore (ma cambio posteriore) 4 cilindri in linea e non più boxer, per la prima volta per una Porsche raffreddato a liquido.

Le 914 speciali e da corsa

Nel 1969 vengono assemblate anche due prototipi denominati 914/8 con motore 8 cilindri boxer da 2.994 litri da 300 CV prelevato dalla 908 da corsa che aveva vinto il Mondiale Sportprototipi nel '68 e '69 come regalo per i 60 anni di Ferry Porsche, mentre nel 1971 all'interno di Porsche si creano 11 esemplari di Porsche 916, contraddistinti dal tetto fisso.

1969: Ferry Porsche con la sua 914/8 che ricevette come regalo per i suoi 60 anni. Il motore era quello della 908 da corsa
1969: Ferry Porsche con la sua 914/8 che ricevette come regalo per i suoi 60 anni. Il motore era quello della 908 da corsa

Alcuni montano il motore a 6 cilindri da 2,4 litri da 190 CV della Porsche 911 S, altri il motore da 2,7 litri della Porsche 911 Carrera con 210 CV. Il nuovo modello fu cancellato perché giudicato troppo costoso a fronte dei margini ricavabili. Un esemplare unico soprannominato “Brutus” e regalato a Corina Piech, sotto il cofano cela il motore da corsa 2.9 litri della 911 RSR

Un trio di 914/6 GT nel 1970 prima del via della Marathon de la Route
Un trio di 914/6 GT nel 1970 prima del via della Marathon de la Route

Anche nelle competizioni la 914 in versione 914/6 GT non fu brillantissima, nonostante l'utilizzo piuttosto ampio da parte di team privati. Tra i risultati di rilievo si possono citare il sesto posto assoluto e il primo di classe GT fino a 2 litri alla 24 Ore di Le Mans del 1970 con Guy Chasseuil e Claude Ballot-Léna ed il terzo posto assoluto al Rally di Monte Carlo del 1971 con Bjorn Waldegard.

La Porsche 914 può pero vantare un primato in ambito sportivo, anche se con un ruolo di servizio: è stata la prima safety car mai impiegata in Formula 1, al GP del Canada del 1973.

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