“Basta speculazioni e incomprensioni”: la FIA segreta i dati del BoP del WEC a Imola. Ecco perché

“Basta speculazioni e incomprensioni”: la FIA segreta i dati del BoP del WEC a Imola. Ecco perché
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La stagione 2026 del WEC si apre a Imola con una rivoluzione: stop alla trasparenza pubblica sui dati del BoP. Bruno Famin e la FIA spiegano la scelta per proteggere la meritocrazia e lo spettacolo
16 aprile 2026

La stagione 2026 del FIA World Endurance Championship prenderà il via questo weekend con il round d’apertura della 6 Ore di Imola. Tra le varie novità, spicca una decisione di rilievo presa da FIA e ACO: la scelta di non pubblicare più i dati del BoP (Balance of Performance) per evitare speculazioni.

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Il 2026 del WEC ha finalmente acceso i motori con il Prologo, organizzato straordinariamente a Imola. Inizialmente, infatti, avrebbe dovuto essere la pista del Qatar a ospitare i test e il round inaugurale, ma l’escalation della crisi in Medio Oriente ha costretto la Federazione a cambiare i propri piani. Il tracciato del Santerno ha prontamente dato la sua disponibilità e questo weekend sarà la sede ufficiale della 6 Ore di Imola.

Una delle principali novità di questo inizio di stagione riguarda la gestione comunicativa degli organizzatori. L’annuncio è arrivato da Bruno Famin e Marek Nawarecki che, nel giovedì di Imola, come riportato da motorsport.com, hanno confermato che il Balance of Performance non sarà più reso pubblico a ogni evento. È stata anche tracciata una panoramica sull'evoluzione del BoP nel corso della stagione, volta a evitare che i costi lievitino a causa di sviluppi continui. L'obiettivo resta garantire un livellamento delle prestazioni affinché tutti possano competere senza divari tecnici insormontabili, ma senza speculazioni.

Per questo motivo, i parametri (aerodinamica, peso, baricentro, consumi e trazione) raccolti in fase di omologazione non saranno più di dominio pubblico. A differenza del passato, nessuno al di fuori dei team conoscerà i valori relativi a pesi e potenze. “Vogliamo evitare incomprensioni: è difficile spiegare al pubblico dettagli così complessi per ogni vettura”, ha dichiarato Famin, ex Alpine F1 ora in ACO.

“Il BoP è solo una minima parte del risultato”, ha proseguito Famin. “Dopo l'omologazione contano la gestione di gomme e consumi, il talento dei piloti, gli assetti e le strategie. Il risultato deve essere figlio della meritocrazia e del lavoro del team. Il nostro compito è garantire equità, evitando le spese folli viste in passato con le LMP1”.

Marek Nawarecki, Direttore FIA per le competizioni in circuito, ha aggiunto: “Dobbiamo 'sanificare' i dati. Comunicare al pubblico che un’auto ha 20 kg in più può portare a interpretazioni errate, poiché mancano i parametri di base per capire le nostre decisioni. Quest'anno le vetture sono tornate in galleria del vento, ma le variazioni rispetto al 2025 non sono drastiche, pur avendo tenuto conto delle nuove gomme”.

Al centro del dibattito resta anche il Success Handicap per le Hypercar, ipotesi per ora accantonata. “Abbiamo già il BoP e non vogliamo aggiungere variabili. Con sole 8 gare, il rischio è che i team inizino a nascondersi, mentre noi vogliamo che spingano sempre al limite”, ha precisato Nawarecki.

Proprio sul calendario ridotto è tornato Famin: “Con 8 eventi è logico adattare il BoP a ogni circuito. Non ci saranno cambiamenti durante il weekend di gara, salvo test dedicati come a Le Mans. Per la 24 Ore, però, non vogliamo ancora esporci: aspettiamo di vedere le prime due gare. Non vogliamo che qualcuno si nasconda a Imola e Spa sperando in un vantaggio per Le Mans; per questo, al momento, preferiamo non parlarne”.

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