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WRC20. Monte-Carlo. Finalmente! Formidabili Neuville e Hyundai

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Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul portano a casa tutto. Monte-Carlo dopo 8 anni di “Seb”, Power Stage e prima leadership del Mondiale 2020. Ogier chiude al secondo posto, Evans ottimo, grande terzo assoluto. Poi… il nulla

Monte Carlo, 26 Gennaio. Il record resta a sette vittorie. Sette Ogier, sette Loeb. Questa volta non ha vinto un “Seb”. Ha vinto un incredibile Thierry Neuville. Bella, bellissima storia.

Vediamo come è andata. Giornata mite. No sole, seppure qualche spiraglio di gran luce, ma nemmeno pioggia, temperature insolitamente alte, anche se ai 1.600 del Passo si è già attorno allo zero. Gli ingredienti di un Monte” indulgente. Mai troppo, mai davvero. Diffidare, che è sempre meglio! Si cambia scenario, Parco Assistenza a Monaco e ultime due Speciali in quell’angolo di Francia “storica” a Sud-Est. Soliti due passaggi per Speciale, giro corto. Ma intenso e, manco a dirlo, difficile.

È l’angolo di Paradiso del Monte-Carlo. La Bollène-Vésubie – Peïra-Cava, e Cabanette – Col de Braus. Appena 63 chilometri, ma non è pratica d’ufficio. Sulla prima si transita sul mitico Col de Turini, con quel passo che è il confine iconico tra un mondo di salite rapide e uno di discese vertiginose. Spesso innevato, non questa volta. La seconda è Power Stage, con più curve in discesa che metri di rettilineo. Da fare una macchina apposta per quell’ultimo strappo di 88° Rallye Monte-Carlo, tipo una Smart WRC, un go-cart “space frame”, che poi è il tema telaistico del futuro.

 

Poco ghiaccio, il che induce a spingere la scelta dei pneumatici verso il super morbido, pur sapendo di osare sullo sporco e sull’”eventuale” grip. Di conseguenza necessità di decidere per tempo cosa scegliere, se la gloria del Rally o i punti del Power Stage. Scelte e strategie in ogni caso difficilissime, quando si è in tre praticamente affiancati a giocarsela.

Evans, Ogier, Neuville. Questa è la nota, il riferimento di partenza. Tre cambi in testa alla corsa solo il sabato, differenze minime e trascurabili, poiché lo scarto, 6 secondi in tutto, è il valore di un piccolissimo errore, di uno “stallo”, di un tornante “sporco” e maledetto.

L'ora di Neuville

C’è subito un cambiamento radicale. Thierry Neuville ha rotto gli indugi. La i20 Coupé WRC è perfettamente a punto, ma le Toyota non lo sono di meno, gomme più o meno uguali per tutti. E' ora di fare la differenza al volante, se possibile.

Neuville conquista il Col de Turini con una prestazione “solo” perfetta, Evans accusa e Ogier di più. Carambola in classifica, Neuville si avvicina moltissimo a Evans e Ogier rotola indietro. Stesso gap complessivo, solo un rimescolamento di quella che sembra sempre di più l’urna del sorteggio finale.

14ma Speciale. Prova di Power Stage. È il primo passaggio, cruciale per aggiustare le note per quei 5 punti del gran finale. Un lungo toboga di curve da capogiro, lento e micidiale, da braccia indurite. Direi, senza mezzi termini, che è il capolavoro firmato Thierry Neuville. Vero è, infatti, che è la Speciale nella quale Loeb commette un piccolo errore, nella quale Ogier sembra tirare un attimo di respiro in fase, forse, di studio del terreno, e nella quale Evans è una frazione relativa troppo prudente e “sporco”. Il fatto, cruciale è, tuttavia, che Neuville ha girato a proprio vantaggio quella che poteva essere la Prova più difficile per la Hyundai, dando al Rally quella che potrebbe essere l’impennata della svolta.

 

Cinque secondi e mezzo a Evans, sei e mezzo a Ogier. Neuville e Gilsoul salgono al comando della corsa, ovvero ci tornano, visto che per un attimo erano stati in testa nel primissimo scorcio di gara del Venerdì. Il margine è ancora ridotto, tutto è sempre possibile, tranne che Neuville non sia in condizione di grazia. Questo è improvvisamente evidente e si traduce sugli asfalti del “Monte” in modo assai convincente.

Quindicesima, ultimo Col de Turini. I nodi vengono al pettine. Loeb, che ha osato il massimo in termini di scelta delle gomme, lascia un minuto sui 18 chilometri dell’ultimo passaggio della La Bollène-Vésubie – Peïra-Cava. Pneumatici finiti, finale al rallentatore per portare la Hyundai numero 9 al parco chiuso sulle sue… scarpe. Il gallese non lo dice, ma anche lo “scarso rendimento” di Evans, quarto a sette secondi, è un segno di ridotta efficienza del “sistema”. Tanto è vero che il più ”risparmioso”, “Seb” Ogier, se la cava meglio, meno di un secondo e mezzo di ritardo.

Insomma, è un’altra prova del vigore che Neuville ha imposto all’ultimo giorno del Rally. Il belga esce allo scoperto dopo aver misurato in lungo e in largo regolazioni, terreno, avversari. Siamo tre su tre e il vantaggio sale a 11 secondi, “onestamente” un po’ troppi per gli inseguitori quando restano appena 13 chilometri di Rally da disputare. Solo un errore…

Trionfo Collettivo Hyundai

…che non arriva. È il momento magico di un cambio di ritmo, di musica, un acuto finale che in prospettiva Mondiale è una proposta serissima. È il momento, proviamo a dirlo, del miglior Thierry Neuville di sempre. L’esecuzione del Power Stage è impeccabile, e riassume enfatizzandoli, tutti i temi dell’ultimo giorno. Evans “consumato”, ma eccellente come ai tempi del Galles vittorioso, Ogier alla conquista dei 5 punti. Per Neuville si tratta “semplicemente” di completare l’opera. Arriva il miglior tempo, di un vero soffio più breve di quello di Ogier, e con quello, istantaneamente, la quarta vittoria consecutiva del giorno, e fanno 4 su 4, la conquista del Rally e la prima leadership della Stagione appena avviata. Non poteva andare meglio. È un autentico trionfo collettivo che riunisce nell’abbraccio al Campione l’intera Squadra Hyundai Motorsport.

 

Fantastico Esapekka Lappi, quarto con la prima delle Fiesta M-Sport, e strabiliante Kalle Rovanpera, quinto al debutto con la Yaris WRC Gazoo Racing. Tuttavia, è impressionante come questo Monte-Carlo abbia diviso il mondo in due categorie nettamente distinte. Neuville, Evans, Ogier, i tre “buoni” da una parte, e tutti gli altri “cattivi” dall’altra, ben separati, troppo distanziati per sembrare appartenere alla stessa categoria. Lappi a 3 minuti, Rovanpera a 4 abbondanti e Loeb a 5. Katsuta e Suninen, ben oltre i dieci, già si mescolano con le migliori R5. R5, già. Grande giornata delle Citroen. Il lavoro invernale, motore, sospensioni, freni, ha dato i suoi frutti. La C3 R5 è prima in WRC 2 con Ostberg e prima in WRC3 con Camilli. Bene. Dico una bestialità, un’eresia. Almeno per quanto riguarda il “Monte” mi sento di dire che queste WRC, le RC1, o WRC Plus che dir si voglia, non le possono guidare tutti, non tutti a pieno regime. E allora, se questa è l’antifona, non si direbbe poi troppo fuori luogo quella teoria di un futuro di ipotesi regolamentare che ruoti attorno a queste Macchine, per niente di Serie “B”.

Dopo otto anni di “Seb”, al Monte-Carlo dal 2012 avevano vinto o Sebastien Loeb o Sebastien Ogier, finalmente l’incantesimo è rotto. Nessuno dei due “Seb” migliora il record comune di sette vittorie al “Monte”.

Fantastico, perfetto Thierry Neuville. Ve l’avevamo detto!

Si va ora in Svezia, weekend centrale di febbraio, base a Torsby.

Foto: Manrico Martella

  • Toscano34, Siena (SI)

    Splendide foto come sempre, e complimenti per il pronostico :-)
  • Toscano34, Siena (SI)

    Forse la migliore gara di Neuville di sempre per visone e gestione, e se il delirio della roulette sarda resta ineguagliabile in quanto a emozioni, qui il ragazzo ha colpito duro. 30 punti e a casa.
    Quando dopo il primo giro ha dichiarato che nonostante il passo lungo della I20 si poteva fare bene, era già finito tutto.
    Consolatorio finale in crescendo di Msport, peccato per l'incommentabile giovedì sera.
    Si può dire delusione Loeb o si fa peccato?
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